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L'Italia sono anch'io

12 Novembre 2011 - Categoria Società
Autore Vittoria

 4 NUOVI D DAY NAZIONALI PER LA RACCOLTA FIRME

Una riforma del diritto di cittadinanza che preveda che anche i bambini nati in Italia da genitori stranieri regolari possano essere cittadini italiani e una nuova norma che permetta il diritto elettorale amministrativo ai lavoratori regolarmente presenti in Italia da cinque anni.  Per raggiungere questi obiettivi le due proposte di legge di iniziativa popolare debbono raccogliere 50mila firme entro la fine di febbraio 2012.  Ci sono oltre cento città al lavoro con altrettanti comitati e migliaia di volontari che stanno raccogliendo firme.  Dopo il successo del d day del 1° ottobre, il Comitato promotore nazionale propone ora quattro nuovi d-day nazionali di raccolta firme sui quali concentrare la nostra attività:

sabato  19 novembre 2011 - 2° d-day nazionale  “l’Italia sono anch’io” di raccolta firme

sabato 17 e domenica 18 dicembre 2011 - Giornata globale dei diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie - 3° d-day nazionale di raccolta firme “l’Italia sono anch’io”

Prossimi d day nazionali sono in programmazione nel 2012: sabato 21 gennaio 2012sabato 4 e domenica  5 febbraio  2012 a 20 anni dalla legge 91 sulla cittadinanza del 5 febbraio 1992    e sabato 3 marzo 2012 - ultimo giorno prima della chiusura della campagna.

Le principali iniziative appositamente organizzate e segnalate a info@litaliasonoanchio.it verranno pubblicate sul sito.V

9 Commenti per "L'Italia sono anch'io"
Hanno commentato : Elsa (1) | Finanziamento (1) | Giuseppe (1) | paola (1) | Anna (1) | Silvia (1) | Chicca (1) | Lina (1) | carla (1) |
Anna ha detto:
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Anna (157 commenti inseriti)
Finanziamento ha detto:
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Finanziamento (10 commenti inseriti)
carla ha detto:
13 Novembre 2011 alle ore 19:55:08

Si può nascere in Italia ma non essere considerati italiani. Questo succede ai bambini che hanno genitori di origine straniera. Sono nati e crescono qui, frequentano le nostre scuole, studiano la letteratura, la storia, la civiltà italiana, spesso non parlano e non leggono più la loro lingua madre, ma la legge non concede loro la cittadinanza. Se fossero nati in America o in Francia sarebbero americani o francesi da subito, non sarebbero DIVERSI dai loro compagni e coetanei. Si può vivere in Italia da anni, lavorare e pagare le tasse, mandare i figli a scuola, utilizzare i servizi e contribuire a sostenere le spese sociali, ma non avere alcun diritto di partecipare alla scelta di chi deve amministrare gli Enti Locali in cui vivono. L’articolo 3 della Costituzione stabilisce il principio di uguaglianza tra le persone e impegnano la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che ne impediscano il pieno raggiungimento. Le leggi in vigore che riguardano le persone di origine straniera regolarmente in Italia producono situazione di ingiustizia.
Firma e fai firmare

carla (21 commenti inseriti)
Chicca ha detto:
13 Novembre 2011 alle ore 15:47:38

Chi nasce e cresce in Italia non è immigrato!!!!!!!

Chicca (13 commenti inseriti)
paola ha detto:
13 Novembre 2011 alle ore 13:13:29

Sono 572mila i minori “stranieri” finora nati nel nostro Paese, che non viene loro riconosciuta la cittadinanza (pur vivendo, giocando, andando a scuola con coetanei “italiani”), e la loro integrazione non può più essere affrontata in una logica di emergenza. Per questo 19 associazioni del mondo del volontariato hanno iniziato una raccolta firme per due proposte di legge per il riconoscimento dello IUS SOLI.
Lo “ius soli” fa riferimento alla nascita sul “suolo”, sul territorio dello Stato e si contrappone, nel novero dei mezzi di acquisto del diritto di cittadinanza, allo “ius sanguinis”, imperniato invece sull’elemento della discendenza o della filiazione. Per i paesi che applicano lo ius soli, come il caso della Francia, è cittadino originario chi nasce sul territorio dello Stato, indipendentemente dalla cittadinanza posseduta dai genitori.
La legge 91 del 1992 indica il principio dello ius sanguinis come unico mezzo di acquisto della cittadinanza a seguito della nascita, mentre l’acquisto automatico della cittadinanza per ius solicontinua a rimanere limitato ai figli di ignoti, di apolidi, o ai figli che non hanno diritto alla cittadinanza dei genitori.

paola (722 commenti inseriti)
Elsa ha detto:
12 Novembre 2011 alle ore 18:51:30

Questa è una bellissima operazione. L'Italia non è di nessuno, è un pezzo di terra ed è lì da sempre. E' giusto che tutti quelli che la calpestano, abbiano gli stessi diritti e gli stessi doveri. Gli stranieri (che poi stranieri rispetto a che?) di cui si parla sono regolari, lavorano in Italia, pagano le tasse. Devono avere solo doveri? In base a quale logica si possono negare loro i diritti e il voto?

Elsa (9 commenti inseriti)
Lina ha detto:
12 Novembre 2011 alle ore 18:50:06

Chi nasce e cresce in Italia è italiano. Punto. Non sono diritti di immigrati, ma sono diritti civili di italiani. Un diritto civile è un diritto civile.

Lina (1 commenti inseriti)
Silvia ha detto:
12 Novembre 2011 alle ore 18:49:00

Gli "stranieri" che vivono in Italia vengono da 21 paesi diversi, e 21 le lingue in cui si potrebbe imparare a dire: benvenuti. Invece la procedura è lenta e faticosa lo scorso anno hanno acquisito la cittadinanza italiana in 66 000. Si chiamano naturalizzazioni e sono in aumento, ma ancora troppo poco. In Francia in soli due anni sono state concesse 303 000 cittadinanze.

Silvia (10 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
12 Novembre 2011 alle ore 18:05:54

IO FIRMERO' CERTAMENTE! FIRMA ANCHE TU!...

Giuseppe (704 commenti inseriti)
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