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FILMATO KERAK Il castello dei Crociati

19 Aprile 2009 - Categoria Svago
Autore Giuseppe e Vittoria

Il Castello dei Crociati a KERAK.

 

 Il castello si estende nella parte meridionale dell'altopiano ed è un esempio notevole di architettura crociata, un miscuglio degli stili europeo,bizantino e arabo.  Le sue mura sono rafforzate da torre rettangolari, le lunghe gallerie con volte di pietra sono illuminate solo da strette feritoie e l'intero complesso è circondato da un profondo fossato che lo isola completamente dal resto.
Il castello è un edificio  maestoso ed è certamente fra i più impressionanti esempi del genio architettonico militare dei crociati. Il più famoso occupante del castello di Kerak fu Reginaldo di Chatillon, la cui reputazione di uomo sleale, traditore e brutale rimane insuperata. Quando Baldovino II morì, il suo figlio tredicenne e lebbroso propose la pace a Saladino. Egli ruppe immediatamente la tregua con il Saladino, che ritornò con un'imponente armata pronta per la guerra. Reginaldo e Guido, il re di Gerusalemme, guidarono le forze crociate ma patirono una massiccia sconfitta. Reginaldo venne fatto prigioniero e fu decapitato da Saladino stesso, che segnò così l'inizio del declino delle fortune crociate.

 

17 Commenti per "FILMATO KERAK Il castello dei Crociati"
Hanno commentato : Giuseppe (8) | Capitano di lungo corso (4) | Ernesto (1) | alisa (1) | francesca (1) | anna.p (1) | marcella (1) |
Giuseppe ha detto:
20 Aprile 2009 alle ore 20:52:01

x Francesca: Teniamoci in contatto, e troveremo il modo per realizzare una informazione puntuale, anche attraverso il blog, sui prossimi appuntamenti.

Giuseppe (704 commenti inseriti)
francesca ha detto:
20 Aprile 2009 alle ore 18:38:52

x Giuseppe e Vittoria
Carissimi quando organizzate escursioni così interessanti comunicatele nel blog ,vorrei unirmi alla vostra greffa

francesca (22 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
20 Aprile 2009 alle ore 16:30:50

Ernesto, ... "ahiò" mi appare del tutto sardo, ... ma il resto... (a proposito di debiti) ... è tutto Tabarchino e .... Genovese ...

Giuseppe (704 commenti inseriti)
Capitano di lungo corso ha detto:
20 Aprile 2009 alle ore 14:50:24

Marcella è' davvero curioso ed è sicuro che si tratta di una casualità compresa nella scelta musicale da parte di Giuseppe che ci ha detto essere stato un ripiego perchè Bravehart non poteva usarlo ma tra gli scrittori di uno dei Carmina c'è un De Chatillon che si chiamava Walter. Si vede che anche allora stavano parecchio in viaggio i francesi. Ma non solo. Anche il nostro presidente è un girovago per quanto sardo. Ma lui scrive lettere per i presidenti delle sezioni Auser. Ai posteri l'adua sentenza di stabilire che cosa è più utile perchè «la natura a ciascuno concede il suo dono/io scrivo versi bevendo vino buono» fatto dal caro amico Augusto

Capitano di lungo corso (31 commenti inseriti)
Ernesto ha detto:
20 Aprile 2009 alle ore 13:13:09

Carissimi Vittoria e Giuseppe, vi saluto con immensa stima e mi complimento per il bellissimo filmato. Queste immagini, così stupende e magiche, mi ricordano non già i film del far west, bensì Alì Babà e i 40 ladroni. A tal proposito, vi racconto un fatto che mi è accaduto tempo fa. Avendo fregato molte lampade di ogni genere, un dì ecco che mi appare il Genio da una lampada a bassa tensione, infatti mi è apparso solo una Volt. Pronto ad obbedire solamente se il magico comando fosse in tabarchino, infatti era un Geniovese, spremetti tal desiderio: “fammi tornare giovane e annullami tutti i debiti”. - "Te sa cazzara... non te lo esauro, non fa… siamo, è vero, geni… ma della risata… e non in grado di regolare conti e vecchiaia …ahiò!! "

Ernesto (278 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
20 Aprile 2009 alle ore 06:52:53

Quante belle notizie, cara Marcella!
Una curiosità: noi nella nostra cultura vediamo Reginaldo come persona proba e Saladino un perverso... Ho potuto verficare nel viaggio che nella cultura mussulmana risulta l'esatto contrario ... Nella storia succede sempre così: pensate ai film del far west, in cui "i nostri" sono i buoni e gli indiani i cattivi. Ma è davvero proprio così nella realtà?

Giuseppe (704 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
20 Aprile 2009 alle ore 06:44:09

Certo, Capitano di Lungo Corso, che lo so. E tuttavia rimangono notizie sempre belle e dotte, offerte a tutti noi da Te! Perciò, grazie ancora.

Giuseppe (704 commenti inseriti)
marcella ha detto:
20 Aprile 2009 alle ore 05:32:58

La Fortezza di Kerak
Detta anche Crac del Moab, venne eretta dai crociati, su di una collina biblica, e descritta da Lawrence D'Arabia nel suo Crusader castles.

La sua importanza è sempre stata legata alla sua posizione strategica, all'imbocco dello Wadi Kerak, al cui occidente si trova la Palestina.

Non molto rimane dell'antica costruzione Crociata , in quanto la fortezza è stata utilizzata e rimodellata diverse volte.
L'impressionante facciata del castello, fortificata da quattro torri a base quadrata, poggia su una specie di contrafforte di pietra.

All'interno si possono ammirare le porte originali dell'epoca dei crociati e le stanze laterali, comprendenti gli alloggi dei soldati, degli ufficiali, le cucine, le cisterne luoghi di massima importanza durante i periodi d'assedio. Uscendo dalle stanze ci sono i resti della cappella e sulla destra e un torrione Mamelucco costruito su di una struttura difensiva eretta dai crociati, per proteggere il castello dalle macchine da guerra mussulmane.

I crociati costruirono la fortezza dopo la fine della prima crociata per consolidare il loro dominio in terra Santa, oltre Kerak, ne costruirono altre due nell'attuale Giordania, una più a nord e una più a sud sul mar Rosso.

La fortezza di Kerak, si trova in una posizione strategica, in quanto punto di passaggio di carovane e pellegrini per la Mecca, che si trova ad un giorno di marcia. Per questa sua collocazione la fortezza fu una postazione molto ambita sia dai cristiani che dai mussulmani.

Signore di Kerak divenne il famoso cavaliere Reynald de Chatillon, che dopo essersi distinto nella battaglia di Ascalona, taglieggiava i pellegrini diretti alla Mecca, attestandosi appunto a Kerak.

Questa attività predatoria suscitò le ire di Salah-al-din, più noto in occidente come il feroce Saladino, che nel novembre del 1183, assediò la fortezza avendo, come obiettivo la cattura di Reynald de Chatillon; il quale per nulla intimorito, non permise che l'assedio interferisse con le nozze del suo 17enne nipote Humphrey con la principessa Isabella allora 11enne.

Mentre infuriava l'attacco mussulmano, la festa di nozze proseguiva indisturbata all'interno del castello, la madre della sposa preparò deliziosi manicaretti che inviò al Saladino, che per ricambiare la cortesia, ordinò ai suoi uomini di non attaccare la torre degli sposi.

Le mura di Kerak resistettero all'attacco delle 9 catapulte mussulmane.

Il 4 dicembre la notizia che le truppe crociate avevano superato Gerico e il monte Moab, fece ritirare le truppe del Saladino.

Con il trionfante ingresso dei crociati,gli ospiti del matrimonio poterono finalmente lasciare il castello.

L'anno successivo Saladino ritentò l'impresa, ma con scarso successo.

La fortezza di Kerak capitolò nel 1189 e passò definitivamente in mani mussulmane

marcella (2 commenti inseriti)
Capitano di lungo corso ha detto:
20 Aprile 2009 alle ore 00:07:52

Giuseppe dai che già lo sai che ho fatto copia e incolla. Il bello di internet è che trovi davvero quasi tutto se hai il tempo di fare la ricerca

Capitano di lungo corso (31 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
19 Aprile 2009 alle ore 19:41:11

Anna, sarà fatto!

Giuseppe (704 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
19 Aprile 2009 alle ore 19:40:19

Sì, è molto piacevole ascoltare i canti dei CARMINA BURANA, soprattutto pensando al contesto nei quali tanti secoli fa venivano cantati.
Ho immaginato che nei castelli, come quello di Kerak, i Crociati, sebbene impegnati a difendere il Santo Sepolcro, vivessero scene di vita analoghe. Ed è perciò che ho pensato di accostare alle immagini quelle musiche.
Grazie, caro Capitano, per le belle e dotte note di arricchimento che ci hai offerto!

Giuseppe (704 commenti inseriti)
anna.p ha detto:
19 Aprile 2009 alle ore 19:33:43

molto bello il filmato,pensavo che fosse più caldo li, ma vi vedo molto vestiti, le musiche stupende sarei interessata anchio ad averne una copia, grazie

anna.p (33 commenti inseriti)
Capitano di lungo corso ha detto:
19 Aprile 2009 alle ore 18:35:19

Sì Giuseppe ti ringrazio . Mi è venuto in mente mentre pranzavo che si trattava di Carmina Burana e mi pare che quel brano si chiami Confessio Goliae e vi si celebrano i dadi le donne e il vino ed è davvero molto bello.

...essere il carmen Estuans Intrinsecus, ovvero la “Confessio Goliae”, un testo dell’Archipoeta di Colonia, scritto a Pavia nel 1163. Essa fu, in pratica, la più celebre poesia conviviale dell’epoca e generò una serie di imitazioni tanto da divenire l’emblema odierno dei clerici vagantes, dissoluti e perdigiorno. Scritto con sapienza linguistica, il carme esplora le sensazioni, i dubbi e le passioni del poeta scrivente, che, «mentre è proprio della natura del sapiente/porre le fondamenta sulla roccia/io, stolto, assomiglio ad un fiume che scorre/e mai indugia sotto lo stesso cielo» (come non pensare qui ad una memoria di oraziana ascendenza?), sceglie quindi “la via più larga”, si lascia andare al gioco ed ai vizi, che eccitano la mente e possono essere stimolo alla composizione di versi: «la natura a ciascuno concede il suo dono/io scrivo versi bevendo vino buono», «il genio della poesia non mi accompagna/se prima non ho saziato adeguatamente il ventre;/quando Bacco è signore del mio cervello/Febo in me fa irruzione e dice cose mirabili». Ma è una confessione e come tale implica infine un senso catartico, onde ottenere un perdono.
Le fonti ci tramandano il carme in forma mutila: né nel manoscritto dei Carmina Burana, che riporta la poesia in tutte le sue venticinque strofe, né nelle altre e più brevi fonti viene trasmessa la sua melodia. Grazie al ritrovamento di una lirica musicata con l’allora diffuso metodo del “Cantasi come” ovvero una poesia cantata con la melodia di un’altra molto celebre, in questo caso la nostra Confessio siamo ora in grado di ascoltarne l’aria.

Capitano di lungo corso (31 commenti inseriti)
alisa ha detto:
19 Aprile 2009 alle ore 14:56:34

grazie per avermi permesso di visitare questi luoghi meravigliosi e ricchi di storia e di condividere le vostre "vacanze" con noi poveri mortali, che anche in quei giorni lavoravano.belle immagini,siete davvero bravi, lo dico col cuore senza nessuna invidia........alisa

alisa (33 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
19 Aprile 2009 alle ore 12:43:39

Ancora per Capitano di Lungo Corso e, naturalmente, per tutti:
- Le musiche Carmina Burana sono del Tredicesimo Secolo
-Se vuoi, posso volentieri masterizzarne una copia.

Giuseppe (704 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
19 Aprile 2009 alle ore 12:33:15

Caro Capitano di Lungo Corso, so che poteva risultare difficile rintracciare l'origine di queste musiche. A dir la verità avevo provato ad inserire Bravehart, ma You Tube mi ha "cassato", impedendomi di pubblicarla.
Allora mi sono rivolto a .. CARMINA BURANA (Cantiones profanae) Si tratta di circa 300 componimenti, di cui 250 in latino e i rimanenti in tedesco o in una mescolanza di latino e tedesco o di latino e lingua romanza, che tra l'altro, venivano cantati in quel tempo dai chierici nei loro peregrinaggi per osterie e stamberghe. (Interessante, no?) . I temi più frequenti dei Carmina Burana sono la celebrazione del vino, delle donne, del gioco, dei piaceri della vita e un’acuta satira sociale, che colpisce la Chiesa (in particolare il papa e la Curia romana, ma anche l’ambiente monastico), i costumi corrotti della nobiltà e delle gerarchie militari, e anche aspetti del mondo contadino.

Giuseppe (704 commenti inseriti)
Capitano di lungo corso ha detto:
19 Aprile 2009 alle ore 12:23:31

Molto belli i filmati e le colonne sonore usati per i blog sulla Giordania.
Per quanto riguarda la scelta musicale di questo su Kerak ho scimprato cercando di ricordare cosa sia ma continua a venirmi in mente il Bolero di Ravel e niente di più.
Giuseppe il pezzo come si intitola e chi è l'autore?

Capitano di lungo corso (31 commenti inseriti)
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