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I miei sentimenti di volontaria

08 Giugno 2009 - Categoria Testimonianze
Autore Mimma

Ci sono dei giorni in cui mi è particolarmente difficile essere serena.

Mi prende, appena mi alzo la mattina. Soprattutto quando devo rimanere a casa.

Non so spiegare esattamente cosa sia, è una sorta d'inquietudine, la sensazione di non stare bene da nessuna parte. So che avrei da fare mille cose, ma non ho voglia di cominciarne neppure una. E' un prurito "ingrattabile",  un formicolio che il più delle volte mi spinge a chiudere la porta di casa alle mie spalle e di uscire all'aria aperta.

Ma per fortuna arriva il giovedì, giorno in cui vado a trovare i miei "vecchietti" all' istituto. Una in particolare, *, è come una bambina. Va tenuta sotto controllo. E come lei, tutti, o quasi, gli altri ospiti del ricovero.

Povera gente, senza più nessuno, senza più carezze, senza più lacrime.

La settimana scorsa è venuto a mancare all' appello * , ed il suo letto è stato rifatto, ha lenzuola pulite, pronte per un' altra disperazione.

Quale atroce malattia deve essere diventare vecchi, con la morte che ti alita sul collo senza avere più forza e la voglia di combatterla. Puoi mascherare il grigio dei capelli ma non quello del cuore, un cuore che ha sempre più spazi vuoti e inutili speranze da riempire. Aspetti con rassegnazione ed hai paura perché ogni piccolo malessere anche se insignificante, può essere l' ultimo.

Forse è meglio non diventare vecchi, per non essere tollerati, per non essere compatiti, per non essere schifati, allontanati, evitati, dimenticati.

All' ospizio mi conoscono quasi tutti. E' un po' come se fossi la nipote di tutti quanti. Sono felici quando qualcuno dedica loro del tempo, quando possono scambiare due parole e un sorriso. Con loro non penso ai miei problemi,alle mie inquietudini, alla mia faccia che mi piace sempre meno ogni volta che mi guardo allo specchio. Non penso alle mie noie, ai malumori, alle incomprensioni, alle amarezze della vita di tutti i giorni. Mi sento importante e per loro lo sono.

I "vecchi" si raccontano. Hanno mille storie alle spalle, basta solo ascoltarli. Così ho saputo del padre di * che alla veneranda età 90 anni si faceva le sue ..... nascosto dietro la tenda, e di *, la mia preferita.

* è assolutamente senza famiglia, lei rimane tutto il tempo a guardare la televisione ed ha addosso l' odore della solitudine, * che non vuole raccontare, * che evita le domande e ti chiede le caramelle....

Ogni settimana vivo un' esperienza diversa che mi dona uno stato d' animo particolare, e mi chiedo se ciò che provo in quel momento sia l' espressione semplice e silenziosa della felicità.

8 Commenti per "I miei sentimenti di volontaria"
Hanno commentato : paola (1) | comandante ten (1) | Giuseppe (1) | anna p. (1) | rinalba (1) | Rosella (1) | unaa volontaria (1) | lella (1) |
comandante ten ha detto:
07 Gennaio 2011 alle ore 01:02:06

A Mimma,
una lettera scritta intingendo la penna di un angelo nel blu del cielo.

comandante ten (3 commenti inseriti)
lella ha detto:
10 Giugno 2009 alle ore 18:07:07

ciao mimma sono senza parole x quello che fai, so cosa vuol dire volontariato lo fatto x due anni. adesso mi manca il tempo x farlo continua cosi

lella (4 commenti inseriti)
Rosella ha detto:
09 Giugno 2009 alle ore 09:04:30

Grazie Mimma per il tuo impegno e i tuoi sentimenti

Rosella (4 commenti inseriti)
anna p. ha detto:
09 Giugno 2009 alle ore 07:37:44

cara Mimma non finirò mai di conoscerti, brava e ricordati che sei bella sia dentro che fuori, ma quel che è importante è come ti vedono gli altri,gli anziani e noi amiche,vai avanti così che sei sulla strada giusta.
p.s. per chi non lo sapesse fa dei dolci meravigliosi.

anna p. (52 commenti inseriti)
paola ha detto:
09 Giugno 2009 alle ore 05:24:58

Mimma, ci sarebbe molto da dire in merito all’argomento del blog che hai inserito, ma per stamattina mi accontento di “regalarvi” una poesia di Pablo Neruda…


L'ETA' CI COPRE COME UNA PIOGGERELLA

L'età ci copre come una pioggerella
interminabile e arido è il tempo
una penna di sale tocca il tuo volto
una gocciolatura rose il mio vestito
il tempo non distingue tra le mie mani
o un volo d'arance tra le tue
punge con neve e con zappa la vita
la vita tua ch'è la vita mia
La vita mia che ti diedi s'empie
d'anni, come il volume d'un grappolo
Ritorneranno l'uve alla terra
Anche laggiù continua il tempo a esistere
ad attendere a piovere sulla polvere
avido di cancellare fin l'assenza

paola (722 commenti inseriti)
unaa volontaria ha detto:
08 Giugno 2009 alle ore 22:29:22

Cara Mimma leggendo le tue impressioni mi è venuto in mente che un giorno ho chiesto ad un ospite della Casa di riposo cosa gli pesasse di più: «Questa persona mi ha risposto così: “L’aspettare. Io aspetto sempre che qualcuno mi venga a trovare”. Ecco, io voglio lanciare un appello: Andate a trovare le persone anziane e sole! Recatevi alla Casa di riposo, che è un ambiente triste: perché questi anziani non sanno cosa dirsi, comunicano poco fra di loro. Un giorno una signora anziana mi ha detto: “Siamo parcheggiati qui, in attesa della morte”, eppure basta poco per regalare un po’ di calore e qualche momento di felicità a queste persone! Spero che qualcuno, leggendo, il racconto di Mimma sia stimolato e telefoni all’Auser: e si offra come volontario Basta essere un po’ disponibili ad offrire amicizia…».

unaa volontaria (1 commenti inseriti)
rinalba ha detto:
08 Giugno 2009 alle ore 20:43:04

Mimma ,
le tue riflessioni la dicono lunga sul tuo impegno verso gli anziani; sarebbe interessante fare delle tavole rotonde su questo argomento.....
il mio rapporto con gli anziani ( intendo quelli dagli 80 in sù) dura da diversi anni ma ancora non ho fatto l'abitudine alla loro fragilità, alla loro paura di disturbare, al loro aspettare che gli si inviti a sedersi per paura di essere invadenti; al loro chiedere sempre: "cosa devo darle"? alla fine di ogni pratica o semplicemente al termine di una chiacchierata, perchè per loro non è facile capire che si può fare volontariato;
anziani che confidano imbrogli subiti ma pregano di non dire niente ai figli che "altrimenti mi sgridano".
Anziani che quando offri loro la caramella ti chiedono se possono averne un'altra per la loro moglie o il marito.
Anziani che quando vanno via vogliono un bacio e ti lasciano una loro carezza con la promessa di vederci presto.

Sono tanti coloro che vivono soli, pur avendo parenti e figli; troppi coloro che devono pagare estranei per spostarsi da un paese all'altro ,magari per visite mediche....
Il vero mostro della vecchiaia è la solitudine e la "sopportazione" da parte di figli e nipoti e spesso gli anziani sono costretti a "comprare" la loro vicinanza.

Perchè i giovani pensano che i vecchi siano dispettosi, pesanti da sopportare e non invece bisognosi di cure e di AMORE?

L'AUSER può fare molto .

rinalba (417 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
08 Giugno 2009 alle ore 15:43:05

Bella e significativa questa testimonianza di Mimma! Merita una valanga di commenti!...

Giuseppe (704 commenti inseriti)
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