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FILMATO FESTA DEI POPOLI a VILLASOR

17 Agosto 2009 - Categoria Società
Autore Giuseppe

Pubblichiamo una breve sintesi del filmato MIGRANTES, che presenteremo a Villasor in occasione della Festa della Solidarieà - Festa dei Popoli.

Ci auguriamo che avvii già da ora un dibattito tra di noi sui temi della accoglienza e della integrazione.

 

46 Commenti per "FILMATO FESTA DEI POPOLI a VILLASOR"
Hanno commentato : Giuseppe (7) | Mimma (6) | paola (5) | rinalba (4) | Mariella (3) | Gharam (2) | Whoopi (2) | Dea Madre (2) | Sardus Pater (2) | cita (2) | LEGHISTA DOC (1) | DAL SITO DI SAVERIO TOMMASI (1) | chicca (1) | anna.p (1) | Marcella (Zia frtanca) (1) | gianmario (1) | Giuseppe Porcu (1) | CENTRO D'ASCOLTO Auser Assemini (1) | Mina (1) | patrizia (1) | INFORMARE PER RESISTERE (1) |
Mimma ha detto:
29 Aprile 2010 alle ore 22:23:42

“E’ una vergogna che l’immigrazione non sia ancora diventato lo sport nazionale italiano”.
(Calderoli su immigrazione) Prima parte
L’immigrazione è una disciplina sportiva estrema in attesa di essere ammessa alle Olimpiadi. E’ praticata principalmente nei paesi più ricchi, eppure paradossalmente anche in Italia. Caratteristiche: l’immigrazione è uno sport oltremodo completo, dal momento che comprende specialità agonistiche eterogenee quali nuoto, trekking nel deserto e in montagna, surf notturno, resistenza alla fame e alla sete, automobilismo passivo (pratica consistente nel viaggiare aggrappati al telaio di un automobile o autoarticolato) e altro ancora, a secondo dello scenario naturale in cui si svolge la competizione e del traguardo prescelto. Le gare di immigrazione si svolgono infatti su distanze molto elevate: spesso i tracciati percorsi dagli atleti consistono in varie migliaia di Km. E una singola gara può protrarsi anche per mesi. Naturalmente, visto il suo grado di difficoltà e la necessità di un costante e duro allenamento, l’immigrazione è un’attività oltremodo elitaria: i praticanti, chiamati “immigranti”, sono infatti, nella maggior parte dei casi, degli eccentrici miliardari che non hanno necessità di lavorare e possono così permettersi di investire il proprio tempo e cospicue risorse finanziarie nel loro hobby preferito. L’etica sportiva: il sempre maggior numero di atleti aderenti alle varie federazioni nazionali fa pensare che presto questo inspiegabile ostracismo avrà fine. Va infatti ricordato che gli immigrati gareggiano con spirito decoubertiano, dal momento che, a fronte di un forte investimento per la gara, si accontentano, all’arrivo, di fermarsi a recuperare le forze in strutture spoglie, chiamate CENTRO di PERMANENZA TEMPORANEA. I vincitori, inoltre, una volta usciti da dette strutture si accontentano di ricevere un premio simbolico: svolgere, per un tempo prefissato dagli organizzatori e registrato su un documento chiamato PERMESSO di SOGGIORNO, un’attività lavorativa ordinaria e spesso umile (addetti alle pulizie, fonditore, muratore), una parentesi di normalità in una vita di privilegi, agi e ricchezze.

Mimma (207 commenti inseriti)
paola ha detto:
07 Settembre 2009 alle ore 07:41:09

ALLARME IMMIGRAZIONE? ECCO LE VERITA’ NASCOSTE! (di Gaspare Serra)

I DATI DELL’IMMIGRAZIONE IN ITALIA CONFRONTATI CON LA RESTANTE REALTA’ EUROPEA …

La gestione del fenomeno migratorio è un punto centrale dell’impegno politico del governo in carica, dal suo insediamento fino a questi giorni …
Il messaggio che certa politica ha avuto gioco facile nel far passare nella pubblica opinione (sostenuta da certa “compiacente” informazione) è stato essenzialmente questo: gli immigrati, in Italia, stanno crescendo in maniera esorbitante, al punto da rappresentare un pericolo per la nostra stessa “identità nazionale”!
Il governo, così, soggiogato da una incontenibile propaganda leghista, ha gestito la politica dell’immigrazione sin oggi con provvedimenti radicali ed emergenziali volti a fronteggiare la presunta “marea umana” che rischierebbe di travolgere gli equilibri sociali nel Paese!
Il Ministro della Giustizia, Angiolino Alfano, inoltre, ha denunciato a gran voce, in sede comunitaria, la posizione dell’Italia quale “terra di frontiera” e “ponte nel Mediterraneo”:
- sostenendo che il nostro sarebbe il Paese che sopporterebbe il peso maggiore dell’accoglienza nei confronti dei rifugiati e dei richiedenti asilo
-e richiedendo, a fronte di tale insostenibile situazione, un intervento di sostegno da parte dell’Europa.
Ma qual è la vera realtà dell’immigrazione in Italia?
Gli immigrati sono davvero così “numerosi” e tanto “pericolosi” per la sicurezza pubblica e per l’economia nazionale?
A leggere alcuni significativi dati, pubblicati da Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera, le cose sembrerebbero, però, “leggermente” diverse da come si preferisce farle apparire.
Secondo questi dati (in realtà già noti da tempo!):

I-il numero di Rifugiati e Richiedenti Asilo accolti dai principali paese europei nel 2008 è il seguente:
- Italia: 47.000
- Svezia: 77.000
- Paesi Bassi: 77.000
- Francia: 160.00
- Inghilterra: 292.000
- Germania: 582.000

II-inoltre, il numero dei Rifugiati e Richiedenti Asilo per ogni mille abitanti è:
- in Italia: 0,81
- in Francia: 2,64
- nei Paesi Bassi: 4,73
- in Inghilterra: 4,90
- in Germania: 7,05
- in Svezia: 8,54

In poche parole, per ogni immigrato ospitato dall’Italia:
- la Francia (in proporzione) ne ospita più di 3
- i Paesi Bassi 5,8
- l’Inghilterra 6
- la Germania 8,7
- e la Svezia 10,5!

L’immigrazione, allora, è davvero una “emergenza nazionale”, che richiede di essere affrontata con provvedimenti:
-di dubbia costituzionalità (quali il riconoscimento del reato di immigrazione clandestina)
-e apertamente violanti il diritto internazionale (quale il respingimento dei barconi di disperati richiedenti asilo in Libia?

Apriamo gli occhi e, prima di giudicare, ricerchiamo la vera informazione oltre le comode “verità ufficiali” …

paola (722 commenti inseriti)
Whoopi ha detto:
04 Settembre 2009 alle ore 19:31:57

Vi segnalo un articolo molto bello (di Carlo Ghezzi) che ho riportato sul sito www.spicgilsardegna.it : l'articolo fu scritto in occasione del centenario del primo sciopero generale in Italia; la miccia che accese quel fuoco fu la sanguinosa repressione della lotta dei minatori di BUGGERRU ... era il 4 settembre 1904, 105 anni fa ad oggi!

Vi ricordo che, se volete ricevere le newsletter del sito dello Spi regionale, dovete iscrivervi "cliccando" sulla sezione Registrazione Utenti del sito stesso. Un caro saluto a tutte e a tutti.

Whoopi (12 commenti inseriti)
rinalba ha detto:
04 Settembre 2009 alle ore 18:28:07

Carissime/i,
leggo le vostre comunicazioni ma non ho la forza di scrivere a lungo per motivi di salute; ultimo regalino una crisi allergica arrivata questo pomeriggio.
vi abbraccio Rinalba

Paoluccia devo usare il tam tam o farti cercare a chi l'ha visto? Un abbraccio grande grande Rinalba

rinalba (417 commenti inseriti)
Mina ha detto:
02 Settembre 2009 alle ore 21:15:50

Le donne dell' Eritrea: di Elisa Kidané

"In Eritrea non esistono donne particolari, non esiste una figura originale, non esiste una donna emergente. In Eritrea TUTTE le sue donne sono particolari, originali ed emergenti
Voglio parlarvi di queste donne, quelle che da sempre continuano a mantenere in piedi il minuscolo e stupendo paese che è l' Eritrea, di queste bisnonne e nonne, di queste madri e sorelle che da sempre hanno fatto la nostra storia, che da sempre tessono caparbiamente la tela della vita, per avvolgere e coprire la stanchezza, per scaldare il cuore e per ornare la naturale bellezza di un volto. E non è poesia: spesso anzi è sofferenza cruenta, è dolore inenarrabile, è caparbietà è una fede che si acquisisce all' ombra delle rocce di cui è ricca l' Eritrea. Ne hanno viste tante le donne eritree: invasioni, colonialismi, guerre e poi ancora guerre.
Quante lacrime e quanti lutti, eppure eccole pronte a regalare pace. Eccole tra le prime immigrate d' Africa verso l' Europa, eccole prendere il coraggio a due mani e partire verso mari e terre lontane, ostili molte volte, ma vanno a testa alta ad aprire nuovi cammini e vie d' uscita. Hanno in mano le redini della vita, fatte di filo di cotone e tessono tenacemente trame di un futuro dignitoso. Ed è per questo che mi piace abbinare questa icone del filo e della tela alle donne dell' Eritrea intente a tessere, e intanto si tramandano storie infinite: le guerre, il figlio andato via, i mozziconi di pace, la pioggia che tarda a venire, l' amore, le delusioni, le vittorie e ancora guerre. Questa è la trama di cui è impregnato il nostro nezelà di cotone... quello con cui vedete girare ogni donna eritrea, anche tra le strade di questa Europa qualche volta miope e spesso incapace di andare oltre a ciò che vede... Ed è così che attraverso i tenui ma forti fili di cotone, che diventano poi nezelà, che non abbandoniamo mai, perché sono impregnati di sudore,
di utopie, di ricordi, di scommesse e di sconfitte, ma anche di tanta tenacia e caparbietà: quella stessa che dà alle donne eritree il coraggio di girare il mondo, in cerca di pace,
o semplicemente in cerca di se stesse, avvolte in un nezelà,
tenue ma forte simbolo della loro dignità e delle loro infinite storie di vita. E solo per questa ragione che L' Eritrea, minuscolo paese in bilico tra mare e terra, sconquassato da guerre, calpestato da ideologie e invasori, è in piedi e non soccombe. Sono le sue donne che la sostengono attraverso sottili e tenaci fili di cotone... non un filo rude, duro, ma soffice, leggero... come leggera è la loro incredibile tenerezza che dà la forza, nonostante tutto, ad avere ancora
in serbo lacrime per detergere e irrorare il cuore dei loro uomini... e sorrisi per dare speranza ai figli dell' Eritrea"

Mina (9 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
02 Settembre 2009 alle ore 20:20:48

Grazie, Paola, per le informazioni davvero interessanti che ci comunichi. Le terribili condizioni in cui vivono i prigionieri,sia in Eritrea che in Libia, rendono ancora più inaccettabili le decisioni asssunte dal governo italiano nei confronti di chi cerca libertà e sicurezza

Giuseppe (704 commenti inseriti)
paola ha detto:
02 Settembre 2009 alle ore 08:43:48

Si possono avere altre notizie, relative alla condizione dei migranti, entrando nel blog Fortress Europe da cui ho copiato il post precedente.
Un caro saluto a tutti.

paola (722 commenti inseriti)
paola ha detto:
02 Settembre 2009 alle ore 08:38:34

Lettera degli eritrei a Tripoli. Torturati in Libia come in Eritrea

TRIPOLI, 23 luglio 2009 - Abbiamo ricevuto questa lettera dalla comunità eritrea di Tripoli. Sotto anonimato, per evidenti motivi di sicurezza. A quanto pare infatti l'Ambasciata eritrea in Libia starebbe cercando di individuare le nostre fonti per metterle a tacere


"In un’epoca di civilizzazione, il mondo tende sempre più verso due opposti estremi: alcuni governi adottano dittature sempre più reazionarie, e altri invece democrazie estremamente liberali. Quale è la tendenza in Eritrea e in Libia? Noi eritrei in Libia, abbiamo fatto esperienza della situazione di entrambi i paesi. E non vediamo nessuna differenza, qui come là c’è solo violenza e tortura. L’unica differenza è che l’Eritrea sta torturando i propri cittadini, mentre la Libia lo fa con gli stranieri. Ma le torture sono simili in tutto e per tutto, ed è vergognoso doverne parlare nel XXI° secolo.

Oggi i rapporti di molte organizzazioni non governative ci dicono che l’Eritrea è una “piccola grande prigione”. Lo dice il rapporto di Human Rights Watch, ma ci sono molte altre cose che non vengono dette. Persone innocenti sono detenute indefinitamente senza capi d’accusa e senza nessun processo. Molti di loro sono danneggiati a vita dalla detenzione, sia danni fisici che mentali. Sono trattati alla stregua di quanto accade a Guantanamo.

Oggi tutta l’Eritrea è una prigione. Chiunque non voglia rimanere nel servizio di leva a vita, è detenuto indefinitamente. I centri di detenzione crescono dappertutto, come funghi, in ogni città eritrea. Anche i posti più lontani stanno diventando terreni per la costruzione di prigioni. Ogni divisione dell’esercito è autonoma e ha le sue proprie prigioni, dove i membri dell’esercito sono detenuti in condizioni inumane per periodi indeterminati. Nessuno è autorizzato a protestare su niente. Altrimenti sarà considerato un ribelle. Pertanto chiunque non sia soddisfatto del sistema deve scappare e salvare se stesso dall’incarcerazione.

Le principali prigioni adesso sono:
1. Track B: è un centro di detenzione militare, si trova pochi chilometri a ovest di Asmara, ed è usato per imprigionare i membri dell’esercito che ritornano dalle famiglie senza autorizzazione o che rimangono a casa oltre il tempo concesso per la licenza. I detenuti sono chiamati “Zikoblelu” che significa illegali.
2. Adi-Abeyto: si trova circa 3 chilometri a nord ovest di Asmara. Viene usato soprattutto per detenere le persone fermate con documenti non validi. Una sezione è anche utilizzata per detenere i familiari dei disertori dell’esercito fuggiti all’estero illegalmente.
3. Wia e Gel’alo: a sud est di Massawa, si trovano nella depressione di Danakil, una delle zone più calde del paese, dove le temperature superano facilmente i 45°, con un altezza sotto il livello del mare e sempre molto caldo. Vengono usati per la detenzione dei cittadini accusati di ribellione. Queste prigioni sono state usate anche come centri di arresti di massa nel 1999 per circa 10.000 membri dell’esercito e nel 2001 per tutti gli studenti universitari accusati di ribellione.
4. Ebatkala: questa è una prigione di massima sicurezza molto controllata, sulla strada per Massawa, usata per detenere ex alti funzionari di governo accusati di tradimento. E’ dove sarebbero detenuti ministri e giornalisti arrestati nel 2001 e mai processati.
5. Prigioni delle Sotto Zone: Si trovano in ogni città delle Sotto-Zone e sono usate soprattutto per la detenzione dei familiari dei disertori.
6. Ala: situata a est di Asmara, sulla strada tra Dekemhare e Massawa. Usata per la detenzione dei disertori e delle persone accusate di lavorare come contrabbandieri per far scappare oltrefrontiera i disertori.
7. Mai-Edaga: a sud di Dekemhare, sulla strada per Tsorona, ha le stesse funzioni del carcere di Ala.
8. Sawa (Shadishay Birgad): questo è il principale centro di addestramento militare, e a volte è usato per la detenzione di membri permanenti dell’esercito di Sawa e delle zone limitrofe
9. Nakura e Dahlak Islands: queste isole sono state usate come carceri durante il periodo coloniale italiano e inglese per detenere i ribelli. Ora sono usate per il trattenimento dei disertori rimpatriati dagli altri paesi. Negli ultimi anni molti Paesi, non consapevoli della situazione dell’Eritrea, hanno deportato molti eritrei, buoni candidati per queste galere.

Queste sono le principali prigioni in Eritrea e il lettore dovrebbe annotare che ce ne sono molte altre, più piccole e sconosciute, oltre a luoghi segreti di detenzione in aree remote del paese. Chiunque provi a evadere viene fucilato. Il modo in cui sono trattati dentro è terribile. Molti di loro rimangono sterili a causa dei calci, e molti altri perdono la vista per gli anni passati nelle buie celle sotterranee. Secondo testimoni oculari, la morte in questi luoghi è normale e nessuno se ne preoccupa, se non le madri di questi innocenti. Più scopri queste storie e più dolore senti.

Torniamo alla Libia. Gli eritrei fuggono da queste torture cercando qualche forma di sollievo altrove nel mondo. Ma la difficoltà della situazione sembra emigrare con loro. La Libia non ha differenze dall’Eritrea rispetto alle carceri. Ovunque ci sono prigioni, tutte con torture simili, ma grazie a Dio in Libia nessuno viene fucilato. I principali centri di detenzione in Libia dove gli eritrei vengono imprigionati sono:

1. Ganfuda (Bengasi): si trova nella città di Bengasi e vi sono portate persone catturate lungo la strada per Tripoli
2. Kufrah: è la prima città libica dopo il confine sudanese. Qui vengono portati i disertori presi al confine col Sudan mentre tentano di entrare in Libia
3. Misratah: ufficialmente è chiamanto “campo” e le persone sono formalmente sotto la tutela dell’Unhcr, ma non raggiunge nessun livello di un campo profughi. Circa 700 eritrei vi sono detenuti da oltre due anni e senza nessuna speranza.
4. Fellah: è una prigione a Tripoli, nel quartiere di Abu-Salim dove molti immigrati di diverse nazionalità sono portati per soggiorno illegale in Libia.
5. Tuaisha-Binkeshir: a Tripoli
6. Gurgi: a Tripoli
7. Zliten: a circa 150 km a est di Tripoli, usata soprattutto per detenere i migranti catturati durante l’imbarco per la traversata del terribile mare per raggiungere l’Europa.
8. Zawiyah e Surman: a circa 70 km a ovest di Tripoli.
9. Zuwarah: nella città di Zuwarah, vicino al confine con la Tunisia, usata per detenere i migranti catturati durante l’imbarco o intercettati in mare.

In fin dei conti, la sofferenza è la stessa, cambia solo il posto. Tutte le informazioni sono basate su testimonianze oculari. Stiamo tentando di esplorare le similarità e le differenze tra i tipi di violenza in Eritrea e Libia. Tutte le vittime di queste violenze stanno cercando come soluzione, di ottenere una protezione internazionale sotto la quale poter vivere in sicurezza. Nessuno sa esattamente quando, ma tutti qui aspettano il giorno in cui tutte queste sofferenze avranno fine e tornerà la libertà!!!"

paola (722 commenti inseriti)
rinalba ha detto:
31 Agosto 2009 alle ore 19:48:20

VOI CHE GRIDATE ( Antonio Gamboni Mercenaro)

Voi che gridate con voci spente
negli imbuti delle gole di lupo,
a maledire il tempo scandito
da clessidre di cardini cigolanti,
io,non vi conosco.Nella mia casa
calda a fiamma di kerosne
ho finestre chiuse e vetri a doppio cristallo.
Che volete da me?Io sono innocente.
Non ho ucciso, io, l'Uomo crocifisso
appeso alla bianca parete.
voi che urlate a prati non più teneri
con occhi di capriolo colpito,a tradimento,
sulla fronte,non vi conosce nessuno
nel salotto imbalsamati
e cristalli negli occhi e stoppa al posto del cuore.
La voce vi muore nella strozza
come d'agnello di Natale offerto in olocausto.

rinalba (417 commenti inseriti)
rinalba ha detto:
31 Agosto 2009 alle ore 18:57:28

Ci vuole più" rigore morale" termine che da qualche tempo ha subito una grande trasformazione e il cui significato e diventato sempre più aleatorio e accomodante in relazione alla situazione del momento.

rinalba (417 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
31 Agosto 2009 alle ore 14:14:38

Ogni giorno, ormai, ci porta la sua pena!
Ieri (ce lo ricorda Paola) 75 migranti somali (di cui 15 donne e 3 minorenni), che fuggivano da uno dei paesi più disgraziati del mondo, alla ricerca dell'Asilo Politico in Italia, sono stati respinti.
Erano persone che fuggivano da guerre e da persecuzioni e per decisione del governo italiano sono stati ricacciati per essere sistemati in un lager libico.
Se il fatto non fosse così tragico, verrebbe da fare la facile ironia :- Ma le frecce tricolori erano lì per dare il benvenuto a loro?
Berlusconi dice :-Ci vuole rigore ...
Io dico :-Ci vuole senso di umanità e di solidarietà ...

Giuseppe (704 commenti inseriti)
gianmario ha detto:
31 Agosto 2009 alle ore 07:38:24

Qualche anno fa ero a Pantelleria e ho visto ripescare dei cadaveri di persone che stavano tentando di raggiungere il nostro paese. Quella scena si è impressa nel mio cervello e mi ritorna in mente quando sento parlare di sbarchi. Qualcuno a riva sghignazzava...

gianmario (1 commenti inseriti)
paola ha detto:
31 Agosto 2009 alle ore 06:54:08

Respinto un gommone con 75 migranti... ma quand'è che saremo liberi in terra libera?

paola (722 commenti inseriti)
Mariella ha detto:
27 Agosto 2009 alle ore 14:28:27

Si dice che l'ospite é come il pesce dopo tre giorni puzza .Ma i signori del nord ,l'ospite non vogliono proprio che entri in casa propria. Loro lo lasciano a morire e puzzare in alto mare .Non si possono ,sentire simili sproloqui e sconcezze mirate unicamente , a liberarsi di coloro che essi considerano inferiori e inutili .(Questo vale anche per il sud ,isole comprese) Spero che il mondo cattolico continui ,a remare contro questa ingiustizia,che va sempre a danno del povero dll'marginato. .

Mariella (6 commenti inseriti)
Mimma ha detto:
26 Agosto 2009 alle ore 21:08:38

Jerry Masslo ( Jerry Esslan Masslo )
Profugo politico sudafricano in Italia, ucciso nell' agosto del 1989 nelle campagne di Villa Literno durante un tentativo di rapina, la cui morte diede la spinta per la più vasta mobilitazione antirazzista mai organizzata in Italia alla quale seguì la approvazione della Legge 39/90, detta anche "Legge Martelli". Jerry Masslo era un giovane di trenta anni, scappato dal Sudafrica dove vigeva il sistema dell' apartheid ("separazione" in lingua afrikaans). Era la politica di segregazione razziale istituita dal governo di etnia bianca del Sudafrica, che li costringeva nei bantustans (territori del Sudafrica e della Namibia assegnati alle etnie nere) ufficiali o nei ghetti, questo, a volte, costava loro la vita, come nel caso del padre e di una figlia piccola di Jerry. A quell' epoca l' asilo politico in Italia era limitato dalla cosiddetta "riserva geografica", nel senso che veniva riconosciuto solamente ai profughi dell' Est Europeo. Masslo e altri profughi, senza documenti, lavoravano al nero nella raccolta del pomodoro, nelle campagne di Villa Literno in provincia di Caserta, zona di camorra, in condizioni di sfruttamento durissime, costretti a vivere in baracche e isolati dall' ostilità della popolazione locale. Per difendere i loro scarsi risparmi, Jerry e i suoi compagni si opposero ad un tentativo di rapina che era l' ennesimo atto di sopraffazione nei loro confronti: la sua morte ebbe la conseguenza di scuotere politici e società civile. Di lì a poco venne organizzata la prima grande manifestazione per i diritti degli immigrati in Italia (Roma, 7 ottobre 1989), e entro lo stesso anno fu approvata la Legge Martelli con la quale si aboliva la riserva geografica per il riconoscimento dell' asilo politico, procedendo inoltre ad una sanatoria degli immigrati in Italia entro l' anno.

Da: Immigrazione Sud del 04/06/2007

Mimma (207 commenti inseriti)
DAL SITO DI SAVERIO TOMMASI ha detto:
26 Agosto 2009 alle ore 11:16:47

La cosa peggiore non è la violenza degli uomini malvagi ma il silenzio degli uomini onesti.
Martin Luther King

Ecco iL testo (modificabile a piacimento) per la denuncia:


1. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS CONCERNENTE VARIE FATTISPECIE DI REATO CONFIGURATE DA MISURE CONTENUTE NELLA LEGGE 15 LUGLIO 2009, N. 94

Alla Procura della Repubblica di ...

Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente varie fattispecie di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio 2009, n. 94

Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come "pacchetto sicurezza", sono contenute varie misure, particolarmente all'art. 1 e passim, che configurano varie fattispecie di reato con specifico riferimento a:
a) violazioni dei diritti umani e delle garanzie di essi sancite dalla Costituzione della Repubblica Italiana;
b) violazione dei diritti dei bambini;
c) persecuzione di persone non per condotte illecite, ma per mera condizione esistenziale;
d) violazione dell'obbligo di soccorso ed accoglienza delle persone di cui all'art. 10 Cost.;
e) violazione del principio dell'eguaglianza dinanzi alla legge.
Si richiede il più sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresì di essere avvisato in caso di archiviazione da parte della Procura ex artt. 406 e 408 c.p.p.

Firma della persona e/o dell'associazione esponente
Indirizzo

luogo e data

DAL SITO DI SAVERIO TOMMASI (1 commenti inseriti)
INFORMARE PER RESISTERE ha detto:
26 Agosto 2009 alle ore 11:09:59

L'ho fatto. L'avevo scritto, l'ho fatto. Stamani sono stato alla Procura della Repubblica di Firenze e ho denunciato il governo. Ho presentato due esposti recanti la "notitia criminis" concernente il favoreggiamento dello squadrismo, il primo, e varie fattispecie di reato, il secondo. L'oggetto del contendere è quella porcata di legge chiamata "pacchetto sicurezza", legge 15 luglio 2009, n. 94 recante "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica".
L'ho fatto in accordo con il "Centro di ricerca per la pace di Viterbo", che mi ha procurato i testi degli esposti. Se vi interessano, scrivetemi.

Caldo boia, alla Procura della Repubblica di Firenze. Si capisce da fuori. Entro. Mi accoglie una guardia giurata, è una donna che mi pare di conoscere, sto per salutarla, poi mi viene in mente che non è possibile, non può essere lei, quella che conosco io non fa la guardia giurata, decido di non salutarla, mentre mi dice "terzo piano" ho la certezza di non conoscerla. M'è andata bene, una figura di merda in meno. Yuppy do!
Salgo al terzo piano, nel frattempo scendo al primo per errore, mi faccio indicare la strada, sudo. Fa proprio un caldaccio boione, come si dice da queste parti. Io, almeno, lo dico. Caldaccio boione infame.
"Stanza in fondo a destra, quando arriva la vede"
"Ma non ci sta il cesso, in fondo a destra?"
Il mio umorismo alla Gaber non sortisce effetto (ricordate la canzone? "Il cesso è sempre in fondo a destra... Ma cos'è la destra, ma cos'è la sinistra"), l'avrei dovuto capire, il tipo che ho di fronte al massimo ascoltava Battisti. Per carità, belle canzoni, magari un pò di destra, disimpegnate. Ma sì, dai, andiamo con il revival. Mentre percorro il corridoio canticchio "la Canzone del sole", il disimpegno attira sempre, busso, entro, subito il mio turno, il culo di essere ancora ad agosto, per dirla con le parole di un professore di Harvard.

"'ngiorno, vorrei depositare due esposti"
Li prende, non li guarda, mi chiede di firmarli.
"Sono già firmati"
"Deve farlo di fronte a me"
"Urka, mi scusi, non lo sapevo"
Firmo io, firma lui. Controfirma, bolla, controbolla, timbra e stratimbra (cioè timbra tre volte): "Fatto, bene così"
"Scusi, ma una copia non me la dà?"
"Ce l'ha due marche da bollo da tre euro e cinquantaquattro ognuna?"
"No, non ce le ho"
"E io non posso darle le copie".
"Okkey, vado, le compro e mi dà le copie, d'accordo?"
"D'accordo"
Vado, le compro e mi dà le copie. Torno a casa. Scannerizzo la prima e inizio a scrivere un articolozzo. Questo. Ho quasi finito. Poi farò altro. La gente continua a morire. Scusatemi, ma di stare fermo non ho voglia. Non fare niente è troppo stancante.
Non è più tempo di porci un limite a quello che possiamo fare.
E' una frase che ho letto da qualche parte, a pensarci bene ricordo anche dove, so chi l'ha detta ma non ve lo dico, così sembra una frase mia.

Ho finito? Sì, ho finito.
Buona giornata.

Saverio Tommasi
www.saveriotommasi.it


Un'amministratrice di "Informare per Resistere" seguirà l'esempio di Saverio Tommasi... potete farlo tutti... è ora di cominciare a dire basta!!!!

INFORMARE PER RESISTERE (1 commenti inseriti)
Mariella ha detto:
26 Agosto 2009 alle ore 00:39:34

Che vergogna I!!! Si pensa di vivere in un paese civile ,fra persone civili ,e poi si scopre di essere circondati (o quasi) da inciviltà ,egoismo ,e cattiveria gratuita ,verrso i piu' indifesi .La storia ,a queste persone non ha insegnato nulla ,oppure sono tanto stupide ignoranti da non poter percepire dei sentimenti umani verso il prossimo.Dall'ignoranza si potrebbe anche guarire ,ma la stupidità é eterna .Speriamo bene!!!!!

Mariella (6 commenti inseriti)
CENTRO D'ASCOLTO Auser Assemini ha detto:
25 Agosto 2009 alle ore 12:26:07

Un caro saluto a Paola, speriamo di incontrarti alla Festa della Solidarietà a Villasor!!
Un bacio Marta, Rosy, Paola e Marinella :D

CENTRO D'ASCOLTO Auser Assemini (18 commenti inseriti)
Mimma ha detto:
24 Agosto 2009 alle ore 21:42:44

Ciao Marcella e Franca, benvenute in questo universo di parole dolci, di aliti di amore e di bene che sgorgano dal cuore. Continuate a scrivere ....

Mimma (207 commenti inseriti)
Marcella (Zia frtanca) ha detto:
24 Agosto 2009 alle ore 20:12:11

Ciao MIMMA!!!... Sono quì con zia Franca (Toninelli )
Dici bene Mimma condivido!!! Siamo tutti figli di un unico DIO ! ke ci insegna ad amare il nostro prossimo ed ancor più colui o coloro che riteniamo nemici!...(altrimenti che merito ne avremmo?! )

Un saluto da Franca Toninelli ed un grazie x ciò che sai tu! ;)

Un abbraccio Marcella

Marcella (Zia frtanca) (1 commenti inseriti)
Gharam ha detto:
24 Agosto 2009 alle ore 11:08:27

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Bertold Brecht

Gharam (2 commenti inseriti)
Whoopi ha detto:
24 Agosto 2009 alle ore 11:01:20

Tutt’altro che un gioco, quanto avvenuto nel canale di Sicilia! Sono morte decine di persone che potevano essere salvate. Come si può essere contenti di tanta barbarie?

Vorrei ricordare al “Leghista doc” che anche gli italiani che varcarono, un tempo, per bisogno, altre frontiere venivano chiamati “schifezza, incivili, etc. etc.” ma con il loro lavoro contribuirono potentemente – assieme agli emigrati di altri Paesi - a fare la fortuna di Nazioni come gli Stati Uniti, e non solo.

Gli è sfuggito, per restare in tema, quanto dichiarato da Bankitalia solo qualche giorno fa? Che il fenomeno immigrazione non solo non “ruba” lavoro agli italiani ma, anzi, contribuisce a creare nuovi posti di lavoro qualificati? Sul terreno poi della “civiltà” o dell’etica, lasciamo perdere: anche un intervento come questo del leghista dimostra (dovrei dire purtroppo) che molti nostri conterranei hanno poco da insegnare e moltissimo da imparare.

Un dato, che forse Leghista Doc non conosce: gli italiani che, dall’Unità d’Italia ad oggi, hanno lasciato il nostro Paese per cercare di meglio altrove sono … 26.000.000 circa. Ventisei milioni, quasi metà degli abitanti dell’Italia di oggi! Vorrei che ci riflettesse. Un caro saluto a tutte e a tutti.

Whoopi (12 commenti inseriti)
Dea Madre ha detto:
24 Agosto 2009 alle ore 09:55:51

Non ci sono parole per commentare il tuo appunto.
Forse hai paura degli immigrati perché non sei sicuro delle tue capacità. Sappi che se oggi puoi dire quel che pensi è grazie ad un paese che ha saputo evolversi facendo storia nel passato, ma forse tu non conosci il passato ...

P.S. Quel giochino di cui parli, non era una idea era una idiozia e se ti piaceva tanto perché non vai a rimbalzare le p...e dei tuoi amici leghisti.

Dea Madre (35 commenti inseriti)
rinalba ha detto:
23 Agosto 2009 alle ore 18:06:51

Al leghista e a tutti coloro che hanno perso il senso della dignità una occasione per riflettere:

" Trattate le persone come fossero quali dovrebbero essere, e le aiuterete a diventare quali sono capaci di essere."( Goethe)

" ORA CHE L'UOMO" di Antonio Gamboni Mercenaro

Ora che l'uomo ha radar d'occhi
e transistors nel cuore
e pensieri programmati dal computer,
magari impazzito per un corto imprevisto,
non vede il fratello che soffre
non gli importa se la grandine ha trebbiato
il grano nel campo
e solo il cuore del papavero ha retto con la piccola urna dell'oppio.
Ora che la luna ha scoperto
il rovescio della faccia illuminata
e alla luce neutra di laboratori sotterranei
il segreto scientifico della vita si è rivelato
all'occhio gigante del microscopoio elettronico,
tremila secoli di buio a confini
di filo spinato ancora dividono le razze
e le sentinelle vigili, armate alle frontiere.
Mai che l'uomo, come il salmone, controsenso
risalga il fiume della vita.
La verità è nell'antico, mitico appuntamento.

Sono passati 34 anni dalla pubblicazione di questa poesia; nulla è cambiato...!?!?..

Io ho fiducia nelle nostre capacità di amare ; non perdiamoci d'animo .

rinalba (417 commenti inseriti)
Sardus Pater ha detto:
23 Agosto 2009 alle ore 14:24:00

Caro Giuseppe Porcu, provo a tradurre i tuoi versi e scusami se non sarò all'altezza...
Non sembra vero che esista
gente così crudele, senza cuore,
che perde la faccia e la dignità
solo per interesse.

Considera l'altro incivile,
schifoso, senza etica e decoro,
sia esso bianco o negro
lo respinge con cattiveria.

Vuoto di intelletto e di sentimento,
non capisce neppure ciò che dice
questo leghista senza alcun riguardo.

Vede morire la gente ed è felice,
non impara mai una vera umanità.
Spero solo che non sia sardo!

Sardus Pater (59 commenti inseriti)
Giuseppe Porcu ha detto:
23 Agosto 2009 alle ore 13:30:31

Non paret veru chi galu s'acatet
gai zente crudele chene coro,
e chi solu pro s'interess'issoro
perden sa car e-i sa dignitate.

Trattan s'ateru de inciviltate
de ischifu chene etica e decoro
siat isse biancu siat moro
che lu rispinghen chin barbaritate.

Buitu de cherveddu e sentimentu
non cumprennet manch'isse su chi narat
cussu leghista chene riguardu,

videt morrer sa zente e d'est cuntentu
ma vera umanitate mai imparat.
Ispero solu chi non siat sardu.
Vi saluto

Giuseppe Porcu (42 commenti inseriti)
cita ha detto:
22 Agosto 2009 alle ore 23:51:14

L’Italia è un paese multietnico, e gli immigrati rendono un servizio indispensabile agli italiani, nonostante le posizioni ideologiche xenofobe purtroppo presenti in misura significativa in ogni schieramento politico.

cita (2 commenti inseriti)
Mimma ha detto:
22 Agosto 2009 alle ore 22:02:45

Ciao leghista doc, non posso credere che tu abbia tutta questa avversità verso questa povera gente.
Certo è che noi viviamo in democrazia, quindi ognuno è libero di avere le sue opinioni.
Però sei stato tropo crudo nell' esprimerti, sai definire queste persone "SCHIFEZZA" mi sembra troppo eccessivo, esagerato. Prova a pensare in modo più positivo, non puoi non avere avuto compassione per tutte quelle persone morte. Il mondo, dice un proverbio, è bello perché è vario.
Gente diversa, colori diversi, lingue diverse, religioni diverse, opinioni diverse.
Ma ritenere una razza inferiore ad un' altra non è un opinione è un reato.

Mimma (207 commenti inseriti)
anna.p ha detto:
22 Agosto 2009 alle ore 17:06:13

leghista vergognati! non meriti altre parole.

anna.p (33 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
22 Agosto 2009 alle ore 13:36:34

Mi trovo in difficoltà ad interloquire con chi insulta in questo modo la sofferenza umana! Ma il silenzio potrebbe apparire connivenza. Dico solo questo: avremmo potuto cancellare questo commento al blog, non lo facciamo, intanto perchè vogliamo assicurare, nonostante tutto, un carattere di massima libertà, ma anche perchè ciò che scrive il ... leghista doc ... potrà risultare utile per farci capire che in questa nostra società opulenta e ... civile ..., si annidano protervie e arroganze inaudite, che non hanno la capacità di chinare il capo neppure di fronte a 15.000 morti in dieci anni nel mar Mediterraneo ed a circa 7.000 dispersi!

Giuseppe (704 commenti inseriti)
LEGHISTA DOC ha detto:
22 Agosto 2009 alle ore 09:41:05

PECCATO CHE SIA SOLO UN GIOCO.DOVREBBE ESSERE REALE, SAREBBEIL MASSIMO. RISPEDIAMO A CASA IN QUALSIASI MODO, ANCHE CON LE ARMI, QUESTA SCHIFEZZA DI GENTE CHE NON HA NULLA DI CIVILE ED ETICO

LEGHISTA DOC (1 commenti inseriti)
Mimma ha detto:
21 Agosto 2009 alle ore 22:25:33

Quante belle parole, ma davvero pensiamo quello che scriviamo? Vi è mai capitato di osservare sull' autobus, in metropolitana o in treno che una persona preferiva fare tutto il viaggio in piedi piuttosto che sedersi accanto a una persona di colore? O se sentivate parlare con un forte accento albanese alle vostre spalle, di non controllare instintivamente se la borsa fosse ben chiusa? Non è difficile rispondere a queste domande.
Purtroppo la cronaca di tutti i giorni, porta ad essere preventivi verso una certa fascia di immigrati.
Non è raro associare mentalmente immigrazione con clandestinità, irregolarità. Non si devono dimenticare, invece, tutti gli stranieri "regolari" in Italia, con cui sarebbe certamente interessante comunicare, parlare, dal momento che sono in possesso di culture diverse, e non certamente inferiore, alla nostra.
Non è altrettanto raro venire colpiti da immagini forti come quelle di questi ultimi giorni, persone disperate alla ricerca di maggior fortuna o in fuga da guerre. Molte volte prevale la rabbia contro chi sfrutta anche i connazionali, che come loro desiderano guadagnare e avere una vita migliore, illudendoli e non rispettando la loro dignità. Esempio eclatante viene dato dal giro di prostituzione, dal quale molte ragazze, anche minorenni, raramente riescono a tirarsi fuori e se anche ce la fanno non hanno molte possibilità di trovare un lavoro decente. Quindi i "disperati", possiamo dire, purtroppo vengono guidati dalla malavita locale.
La massa degli immigrati è tale che lo stato non riesce e forse, non fa il minimo indispensabile. Quindi diventiamo intolleranti e in molti quartieri non sono rari episodi di razzismo, spesso dovuto a persone esasperate e, comunque, purtroppo, anche a giovani sbandati "nostrani".
Ricordiamoci "diverso" non deve diventare sinonimo di "inferiore" o "pericoloso". Anzi la diversità va sfruttata, conosciuta. Anche perché chi consideriamo diverso è, alla fine, un uomo come noi, con desideri, aspirazioni, capacità da esprimere.
Alla fine chiediamoci se non siamo un po' tutti "parenti" di qualcuno, legati dal fatto di abitare un po' questa grande casa che è la terra.

Mimma (207 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
21 Agosto 2009 alle ore 13:35:45

No, npn più il condizionale, cara ... cita .., ma una tragica certezza! Erano 78, ne sono arrivati vivi 5. Tutti gli altri morti! Nessuno, in oltre 20 giorni di navigazione, li ha visti! ... E' solo l'ultima tragedia di chi muore nel Mediterraneo per taggiungere una speranza di vita.
Intanto, tragica ironia della sorte, Bossi Junior si trastulla con i suoi ... pari .. sulla pagina di facebook della Lega Nord con RIMBALZA IL CLANDESTINO, un vile passatempo i nformatico, con il quale con un semplice click del mouse sulla barchetta elimini e respingi ... gli invasori ...!

Giuseppe (704 commenti inseriti)
cita ha detto:
21 Agosto 2009 alle ore 06:12:51

Una nuova, immane tragedia si sarebbe consumata nei giorni scorsi nel Canale di Sicilia, secondo il racconto di cinque eritrei soccorsi ieri mattina a circa 12 miglia a sud di Lampedusa dalla Guardia di Finanza.
Gli immigrati, tra i quali anche una donna e un minore, hanno detto che una settantina di persone partite con loro dalle coste africane sarebbero morte durante la traversata, durata più di venti giorni. Secondo la loro testimonianza, avrebbero anche incrociato altre imbarcazioni, che però non li hanno soccorsi. Io credo che le leggi che questo governo sta sfornando abbiano creato talmente tante insicurezze e paure che il timore ha la prevalenza sul buon senso! Fare morire della povera gente senza dare soccorso per paura, odio razziale o quanto altro è un abominio! Soccorriamoli!!

cita (2 commenti inseriti)
Mariella ha detto:
20 Agosto 2009 alle ore 23:20:47

Giuseppe con i suoi filmati ,coglie sempre l'essenza , l'interesse e la bellezza dell'argomento da trattare.....Bravo.Ci vorrà impegno e pazienza ,per lavorare nell'integrazione sociale e culturale ,che aiuterà gli emigrati ,ma ,sarà anche una ricchezza per noi .Non è cosa da poco conscere popoli e culture divverse ,stando a casa propria.L'Auser per questo dovrà essere sempre in prima fila.

Mariella (6 commenti inseriti)
paola ha detto:
20 Agosto 2009 alle ore 08:21:03

Sono arrivati che faceva giorno
uomini e donne all'altipiano
col passo lento, silenzioso, accorto
dei seminatori di grano

e hanno cercato quello che non c'era,
fra la discarica e la ferrovia,
e hanno cercato quello che non c'era,
dietro i binocoli della polizia
e hanno piegato le mani e gli occhi al vento
prima di andare via

fino alla strada e con la notte intorno
sono arrivati dall'altipiano
uomini e donne con lo sguardo assorto
dei seminatori di grano

e hanno lasciato quello che non c'era
alla discarica e alla ferrovia
e hanno lasciato quello che non c'era
agli occhi liquidi della polizia
e hanno disteso le mani contro il vento
che li portava via

(canzone di Gian Maria Testa - Seminatori di grano -
video su you tube- http://www.youtube.com/watch?v=LkGzMFHj6Ys)




paola (722 commenti inseriti)
Gharam ha detto:
19 Agosto 2009 alle ore 23:45:01

Il Ramadan (arabo: رمضان, ramaḍān),
Fra un giorno (venerdì 21 agosto ) per il calendario islamico inizia il mese di Ramadan. E’ il mese sacro nella tradizione islamica, e rappresenta una delle “colonne” su cui poggia la religione musulmana. Durante questo mese il precetto del digiuno -dall’alba al tramonto- rappresenta la parte più nota e visibile della tradizione religiosa. Ma ci sono altre particolarità, meno note all’esterno, non meno importanti. Come quella che vede riunite intere famiglie ogni sera, dopo la preghiera che segue la rottura del digiuno, in un clima di fraternità. E’ l’occasione per dimenticare i rancori, le incomprensioni e le divisioni e per cercare di ritrovare l’armonia e la serenità. Perdono e riconciliazione, dunque, ma anche apertura e accoglienza. Non di rado, infatti, in questa circostanza vengono invitati amici non musulmani a condividere la cena nel clima festoso che spesso si protrae fino a tarda notte. Le serate “ramadanesques” animano la vita notturna in tutti gli alberghi e, via via che passano i giorni, verso la metà del mese, le attività che normalmente si svolgono durante il giorno si “spostano” nelle ore notturne. Càpita così, a partire da metà della seconda settimana, di trovare in piena notte aperte le botteghe dei falegnami, dei fabbri e degli artigiani. Anche i negozi restano aperti e i caffè, che di giorno sono -per la maggior parte- chiusi, aprono i battenti a partire da un’ora, un’ora e mezzo dopo il tramonto e restano aperti (e gremiti) sino poco prima delle prime luci dell’alba. Una piccola “rivoluzione” delle abitudini di vita quotidiana, insomma, che interrompe, una volta all’anno e per un mese intero, la routine quotidiana.
Ai nostri amici musulmani vanno i miei auguri più sinceri.

Gharam (2 commenti inseriti)
Sardus Pater ha detto:
19 Agosto 2009 alle ore 21:20:20

Bene ... Bene ... Cara "Dea Madre" ! Vedo che su questo tema esiste una forte sintonia! Abbiamo la necessità di proseguire nel blog la nostra discussione. Non diamo per scontato che tutti la pensaimo nella stessa maniera! Circola ancora nella nostra società troppa indifferenza, troppa diffidenza, troppa avversione!

Sardus Pater (59 commenti inseriti)
Dea Madre ha detto:
19 Agosto 2009 alle ore 19:48:25

Mi sono sentita quasi in obbligo scrivere anche io un commento sui "Migrantes".

L' immigrazione è un fenomeno che esiste ormai fin dalla antichità. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un forte aumento della immigrazione clandestina. Come sottolineano le vicende di cronaca, non c' è un giorno che i clandestini, disperati, corrono ad imbarcarsi su delle precarie imbarcazioni, sopportando fatiche bestiali e rischiando anche di morire durante questo viaggio di speranza.
Purtroppo non abbiamo leggi adeguate per affrontare al meglio questo problema di difficile soluzione.
Resta il fatto che siamo ancora oggi diffidenti, troppo diffidenti rispetto a questi immigrati, dobbiamo imparare a conoscere le diversità, coglierne le occasioni ed integrarle al nostro sistema, nel rispetto e nella salvaguardia del prossimo. Occorre non calcare la mano sui pregiudizi, quindi non bisogna pensare che i musulmani siano terroristi. Anche noi italiani siamo andati in America tra l' ottocento e il novecento e non saremo stati accolti se gli americani avessero pensato che eravamo tutti mafiosi.
Un modo importante per arrivare alla conoscenza e alla integrazione può essere il viaggiare.
Serve a conoscersi, e a capire che esistono molte persone che hanno il diritto di essere amate e aiutate.
Sono sicura che se ognuno di noi adottasse questa prospettiva senza altro l' integrazione fra i popoli sarebbe una realtà prossima a venire. Certo, questo mio parere non può voler dire dimenticare la propria identità. Anzi, sono convinta che le persone che hanno una identità si rispettano di più tra di loro, perché conoscono la ricchezza di un passato che non va dimenticato.
Per concludere questa mia opinione intendo sottolineare come la emigrazione, vista sotto una luce positiva, può essere una maturazione, un miglioramento, un arricchimento della propria personalità

Dea Madre (35 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
19 Agosto 2009 alle ore 10:07:13

Rinalba mi ha rituffato in dietro negli anni richiamandomi musiche e testi che io amavo moltissimo.
Ora, debbo assolvere ad un mio compito, che per tradizione ormai mi compete: quello di segnalarvi i video correlati.
E se tutti i ragazzi del mondo di Sergio Endrigo vai su
http://www.youtube.com/watch?v=CljN7yVuySg
Viva la gente vai su
http://www.youtube.com/watch?v=A5xm9iA-C8Y
Godetevi queste due salutari iniezioni di ottimismo che ci propone Rinalba.

Giuseppe (704 commenti inseriti)
chicca ha detto:
18 Agosto 2009 alle ore 09:04:55

Bravo Giuseppe, hai saputo raccontare chi sono davvero gli extracomunitari di cui tanti hanno paura ‘per colpa di una propaganda meschina che crea falsi problemi per acquisire finti meriti’
ora leggi e divulga le 'Rime' di Dante, riscritte da un poeta clandestino:

Silvio, i’ vorrei che tu, Maroni e affini
foste rapiti per incantamento
e messi in un barcone: e in quel momento
voi foste dichiarati CLANDESTINI...

e respinti per legge dai confini
d’ogni terra in balia di mare e vento
sicuri di sicuro annegamento –
sorte comune a troppi clandestini.

E Gasparri e La Russa e Bondi poi
con monna Stella e tutto l’equipaggio
di governo e suoi servi ed alleati

nel barcone venissero imbarcati
ed espulsi nell’ultimo viaggio
senza speranza – quel che accadde a noi.

chicca (13 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
18 Agosto 2009 alle ore 08:49:02

Avete ragione, Patrizia e Mimma! Noi, con le politiche che mettiamo in atto, sappiamo solo presentarci con "la faccia feroce". Eppure loro sono migranti come lo siamo stati noi e questo fatto ci dovrebbe aiutare a conoscere ed a comprendere meglio questo fenomeno, a guardare a queste persone, nostre ospiti, con occhi e con sensibilità diversi.

Giuseppe (704 commenti inseriti)
patrizia ha detto:
18 Agosto 2009 alle ore 07:36:05

L’essere in un paese straniero porta a confrontarsi con una diversa cultura a rivedere le proprie abitudini e stili di vita. Fa bene l’Auser a favorire la conoscenza e lo scambio di emozioni e sentimenti di persone che in comune hanno la lontananza dalla propria terra e dai propri cari e che vivono sentimenti dolorosi come la nostalgia, la tristezza. La nostra presunta modernità si caratterizza invece per una chiusura della società nei confronti delle differenze e per un abbandono ad una paura insensata verso lo straniero, alimentata da una politica che va in direzione dell'esclusione rifiutando clamorosamente l'idea d'integrazione e contaminazione culturale reciproca.

patrizia (8 commenti inseriti)
Mimma ha detto:
17 Agosto 2009 alle ore 20:48:59

Dobbiamo impegnarci nell' accoglienza degli emigrati, a favore non solo della persona migrante, ma anche della sua famiglia, comunità d' amore e fattore di integrazione.
Non bisogna dimenticare che la famiglia, anche quella migrante, costituisce la cellula della società, da non distruggere, ma da difendere con coraggio e pazienza.
Apprendiamo la grammatica dei valori umani e morali e impariamo a fare buon uso della libertà nella verità.
Tutti noi dobbiamo mostrarci accoglienti verso i migranti bisognosi, ribadendo la dignità di ogni essere umano.

Come sempre, i filmati del nostro Presidentissimo sono, a dir poco, molto istruttivi ... Grazie

Mimma (207 commenti inseriti)
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