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ROSARNO !!!

09 Gennaio 2010 - Categoria Società
Autore Giuseppe

I commenti di Domenico C. e di Vittoria segnalano l'attenzione e la preoccupazione che il popolo dell'Auser manifesta per i gravi fatti di Rosarno e ci suggeriscono di aprire su questo tema un nuovo BLOG di discussione .

Ma come, a Rosarno, in Calabria, nella ... "civile" ... Italia, esiste lo schiavismo? Quello vero? E può oggi un essere umano vivere come uno schiavo, peggio di una bestia, senza il riconoscimento dei più elementari diritti e della sua dignità di persona? Si può assistere a tutto ciò senza un atto di ripulsa e di ribellione ?

Inseriamo un filmato in cui Roberto Saviano fa delle valutazioni. Diciamo anche noi la nostra opinione!

 

11 Commenti per "ROSARNO !!!"
Hanno commentato : carol (2) | paola (1) | Sardus Pater (1) | Pina Mulas (1) | Franco (1) | Domenico S (1) | Mimma (1) | Sergio M. (1) | Marisa (1) | Franco Di Giangirolamo Presidente Auser Emilia Rom (1) |
Franco Di Giangirolamo Presidente Auser Emilia Rom ha detto:
12 Gennaio 2010 alle ore 18:03:27

Barbarie a Rosarno
Credo che gli eventi di Rosarno, la cui gravità e tragicità non possano essere ben resi dai fiumi di parole e di immagini diffusi questi giorni, che esprimono in grandissima parte il punto di vista degli schiavisti e non quello degli schiavizzati, debba far riflettere tutti, Auser compresa.
Mi sono chiesto: cosa possiamo fare? E pongo il quesito anche a voi, dando per scontato che nel gruppo dirigente di Auser sarebbe ridondante la riproposizione di analisi politiche, essendoci una condivisione di fondo di alcuni valori di civiltà.
Ritengo utile sottolineare unicamente un dato tanto evidente quanto ignorato: che le condizioni di schiavitù o, se volete, di assenza dei più elementari diritti umani, sociali e civili, sono diffusissime a tutti i livelli e su scala nazionale, e non solo laddove, come a Rosarno, si aggiunge alla miscela di occupazione mafiosa del territorio e delle istituzioni, di sfruttamento del lavoro, di arretratezza economica e culturale che ha scaricato la sua esplosività sulla parte più debole della popolazione, sugli immigrati, ultimi tra gli ultimi.
Il problema non riguarda solo il Sud ma anche il Nord, dove si vanno estendendo le zone franche, dove non esistono diritti e dove gli uomini, e non solo il lavoro, sono trasformati ogni giorno in merce e in schiavi. Questi fenomeni sono certo mitigati, nella nostra Regione, dalla maggiore solidità della struttura produttiva, dalla presenza di una coscienza dei diritti che è cultura e pratica di lotta, dalla presenza di istituzioni del welfare ancora intrise di solidarismo, ma esistono e non vanno sottovalutati.
Credo che Saviano abbia fatto bene a proporre un fronte comune di lotta tra lavoratori e immigrati perché se non sapremo ottenere il riconoscimento dei diritti per l’ultimo anello della catena degli sfruttati, gli immigrati, si sgretolerà ulteriormente anche la rete di tutele e garanzie dei quali possono ancora, seppure a fatica, godere i lavoratori italiani, a qualunque livello siano collocati.
In questo contesto, con la modestia delle nostre forze, credo sia utile a tutti favorire la riflessione al nostro interno su problematiche che non ci sono aliene, partecipare e contribuire alle iniziative di lotta che hanno al centro il tema dei diritti dei lavoratori e dei cittadini, e ripensare anche a quanto abbiamo deliberato nell’ultimo congresso in ordine all’interculturalità, per generalizzare le nostre buone pratiche e favorire lo sviluppo di progetti con (e non solo per) gli immigrati finalizzati alla crescita culturale e civile nostra e loro.
Vi ringrazio per l’attenzione riproponendo il quesito iniziale: che fare?

Franco Di Giangirolamo Presidente Auser Emilia Rom (1 commenti inseriti)
Mimma ha detto:
12 Gennaio 2010 alle ore 17:59:59

La caccia al clandestino ricomincia; l' ottusità e la cattiveria del nostro Paese ancora una volta si manifesta nelle sue forme peggiori. Esasperati da condizioni di lavoro estenuanti, costretti a vivere in cattività coma bestie, obbligati alla clandestinità, dopo giorni di violenza e scontri - di cui le vittime sono sempre gli immigrati - si diffonde un clima di tensione e di sgomento.
L' indifferenza nei confronti dei migranti, dura da troppo tempo e la malvagità delle norme razziste e del potere della mafia, la fa da padrona. Ma queste persone sono un problema comparso dal nulla? Già un filmato di Medici Senza Frontiere del gennaio 2009 denunciava la grave situazione ai limiti della decenza umana. La vita deve essere dignitosa per tutti gli esseri viventi. Cosa altro c' è da aggiungere? E' una vicenda di uno squallore senza limiti, ma d' altronde ne parliamo da mesi anche su questo blog.

Mi chiedo; noi, popolo immenso dell' AUSER, con tante ore di volontariato, tanta solidarietà verso il prossimo, noi che tendiamo la mano verso i più deboli, potremmo intervenire a favore di queste persone che in questo momento, oltre ad essere stati sfruttati per anni, ora si ritrovano abbandonati da tutto e da tutti ?

Mimma (207 commenti inseriti)
carol ha detto:
11 Gennaio 2010 alle ore 18:27:05

bravissimo Sergio comlpimenti

carol (3 commenti inseriti)
carol ha detto:
11 Gennaio 2010 alle ore 18:25:22

bravissimo,complimenti

carol (3 commenti inseriti)
Sardus Pater ha detto:
11 Gennaio 2010 alle ore 14:44:41

E' evidente che l'interrogativo del BLOG ("Ma come in Italia esiste lo schiavismo?"... ) è puramente retorico.
Perchè lo sappiamo tutti molto bene: lo schiavismo esiste e come!
Lo sa lo Stato, che però, prima del tutto assente, ora mostra il ghigno duro del ministro Maroni.
Lo sanno I partiti politici, anche quelli che si dichiarano più vicini ai deboli ed agli indifesi, i quali, in questi giorni tragici di Rosarno, inspiegabilmente tacciono.
Lo sanno i sindacati, che però non sono sufficientemente motivati nel tutelare questi lavoratori/schiavi, perchè non organizzati.
Lo sa la malavita organizzata che lo vuole, questo schiavismo, perchè funzionale ai suoi interessi.
Lo sa anche il mondo del Volontariato, che cerca di supplire con interventi caritatevoli. Ma, mi chiedo/vi chiedo, ha valore la solidarietà che non si coniuga con la legalità?
Io penso che il Volontariato debba svolgere, certo, una sua funzione solidale (questa è la sua mission ...) , ma, in casi come questi, deve alzare alta la sua voce di forte denuncia.

Sardus Pater (59 commenti inseriti)
Marisa ha detto:
10 Gennaio 2010 alle ore 21:18:21

Hanno protestato perchè, nonostante siano invisibili per la legge, esistono. Perchè nonostante siano privi di diritti hanno comunque dei bisogni primari. Hanno paura che nuove violenze possano colpirli e, così denunciano quelle subite. Hanno freddo e chiedono che sia riparato il tetto del capannone in cui vivono. Hanno fame e provvedono nel loro cortile ad uccidere animali e a cucinarli. Sono i cittadini extracomunitari che prestano la manodopera presso i campi di Rosarno. Di recente il commissario prefettizio insediatosi all’indomani dello scioglimento per mafia del comune, Domenico Bagnato, ha ribadito interventi esclusivamente orientati alla gestione dell'emergenza umanitaria, quali la messa in sicurezza del capannone in cui vivono i centinaia di giovani africani - tra i 20 e i 28 anni – provenienti da Burkina Faso, Costa d'Avorio, Mali, Nigeria e Ghana, e la predisposizione di un servizio di assistenza sanitaria gratuita. Solo emergenza umanitaria. Come se la vita in quel capannone non fosse di per sè un’emergenza umanitaria senza il bisogno che a determinarla fosse la sola condizione di clandestinità di tali cittadini stranieri, senza il bisogno che alcuni episodi di violenza e il rischio di epidemie non rendessero necessaria e doverosa una risposta esplicita delle istituzioni. Forse nei prossimi mesi anche una bonifica dell'area, ormai abbandonata da anni, ma nessuna assistenza legale. Non si può chiedere di più per persone che sono fuori legge. Intanto continua ad essere prezioso il contributo di Medici Senza Frontiere. Oltre cinquecento immigrati vivono adesso in condizioni lontane da ogni dimensione dignitosa ma vicine ad una dimensione illegale e mafiosa. A dimostrazione di ciò non vi sono solo tre amministrazioni sciolte per mafia in meno di venti chilometri, ma vi è anche la consapevolezza che questa manodopera sfruttata, in una terra afflitta da un endemico lavoro nero, rientra in un contesto di economia sofferente alla cui tavola la 'Ndrangheta è già da tempo accomodata.

Marisa (2 commenti inseriti)
Domenico S ha detto:
10 Gennaio 2010 alle ore 20:13:40

Siamo da tempo un Paese di frontiera.I fatti di Rosarno non saranno di oppressione , ultimi se cittadini ed istituzioni non avranno la piena consapevolezza del fenomeno immigrazione. C'è tutto un mondo che vuole fuggire da una esistenza di oppressione ingiustizia e povertà estrema. L' Europa può e deve rispondere a questa disperata e pressante richiesta di aiuto. Noi ,volontari Auser,oltre ad affermare con forza,oggi anche con rabbia,la nostra profonda e convinta solidarietà nei confronti di questi sfortunati fratelli,nuovi schiavi della nostra civiltà,continuiamo con la nostra opera il loro cammino verso il giusto inserimento ,con pieno diritto, a vivere e lavorare nei nstri Paesi. L'Auser ha l'ambizione di offrire un deciso contributo alla trasformazione di una società, che ,con doppiezza ed incoerenza viene forzosamente rappresentata come un paesaggio di benessere.

Domenico S (1 commenti inseriti)
Pina Mulas ha detto:
10 Gennaio 2010 alle ore 14:36:09

Nuove regole per i bambini extracomunitari
Il ministero dell’Istruzione vara le nuove regole. Gelmini:
Così evitiamo le classi ghetto"La presenza di stranieri nella scuola italiana, spesso concentrati in alcune classi, non è certo un problema di razzismo ma un problema soprattutto didattico. Lo sanno le molte mamme che vedono la classe dei loro figli procedere a due velocità di crescita formativa, con alcuni studenti che rimangono indietro ed altri che riescono ad andare avanti meglio” ha detto il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini.

Sono molto preoccupata, perchè la ministra mostra una faciloneria tipica della persona che di scuola ha un esperienza approssimativa, non basata su studi pedagogici o psicologici o perlomeno dall'esperienza sul campo.
Prima si affanna a seppellire decenni di comprovata efficienza educativa dell'equipe insegnanti, abbozza una riforma criticata da ogni persona che abbia letto almeno un testo di pedagogia più recente del 1850, per risparmiare denaro , sulle spalle di docenti, di bambini e genitori. poi , visti che non ci sono più insegnati per poter gestire la vita della classe tenendo conto delle esigenze di
ogni alunno, italiano, disabile, immigrato o che semplicemente affronta un momento difficile, risolviamo tutto dicendo che gli immigrati li mettiamo solo un pò per classe, come il sale, perchè sennò fanno male.
Vergogna spacciare questo metodo dell'esclusione, della limitazione della cosa che inquina, come preoccupazione per l'integrazione. mi chiedo se si rende conto di quello che dice. io, italiana, non mi sento rappresentata da un governo che discrimina i bambini e i ragazzi. vorrei che si mettesse i panni di una bimba, immigrata da poco in un paese che non conosce, senza più i suoi amici le sue parole, che viene RIFIUTATA perchè di quelli come lei la maestra del paese ne ha già troppi.

Pina Mulas (1 commenti inseriti)
paola ha detto:
10 Gennaio 2010 alle ore 07:49:00

Rosarno è stata solo una parte della dimostazione del malessere in cui vivono tutti gli stranieri in Italia.
Se pensate che da noi la situazione sia diversa andate a vedere dove vivono centinaia di "servi-pastori" rumeni, chiedetegli quanto percepiscono di paga e andate a vedere dove vivono...
Oppure andate a curiosare nelle abitazioni dei senegalesi, quelli che hanno lasciato moglie e figli al loro paese, che dividono l'alloggio con altri uomini...
E' una vergogna ovunque! Una situazione indegna di un paese civile quale vorrebbe essere il nostro, con buona pace delle istituzioni che mal si adoperano affinchè queste persone siano difese e tutelate nei diritti previsti dalle leggi internazionali e anzi, e la prova sono le recenti dichiarazioni del minisro Maroni, più facilmente sono oppresse e scacciate, come che fossero loro i colpevoli del reato di riduzione in schiavitù.
E' anni che si parla di sfruttamento. Se non mi sbaglio nel 2004 un settimanale inviò un giornalista in incognito proprio in quelle campagne calabre. Ne venne fuori che oltre ad essere sfruttati sui campi, gli extracomuntari erano obbligati ad abitare le catapecchie che il datore di lavoro gli affittava a cifre ingenti e come che non bastasse, dovevano acquistare gli alimentari nel negozio di proprietà della stessa persona... Uno dei braccianti si ribellò alle condizioni. Non solo venne licenziato, ma venne barbaramente ucciso per essere di monito a chi potesse farsi venire in mente idee simili. Essendo entrato in Italia senza documenti non fu possibile sapere chi fosse realmente e informare gli eventuali familiari. Inutile aggiungere che i colpevoli dell'uccisione non vennero individuati.
Il modus operandi è diverso, più subdolo se vogliamo, ma non esito a dire che stiamo vivendo un epoca fascista, al pari di quella conclusasi a metà del secolo scorso e che, ingenuamente, pensavamo di aver superato per sempre!


paola (722 commenti inseriti)
Sergio M. ha detto:
09 Gennaio 2010 alle ore 23:58:57

Voglio segnalare e riproporre un bellissimo articolo di Gad Lerner, da "La Repubblica" di oggi, che lo ritengo molto utile per la discussione proposta da Giuseppe sulla rivolta di Rosarno:

Chi usa gli ultimi della Terra
di Gad Lerner, da "La Repubblica", 9 gennaio 2010

Viviamo a Rosarno una pagina oscura della storia italiana. Le ronde criminali scatenate nell´assalto agli africani, le sprangate in testa e le fucilate alle gambe degli immigrati, rappresentano una vergogna di fronte a cui possiamo solo sperare in un moto collettivo di ripulsa morale.
Di quale tolleranza, "troppa tolleranza", parla il ministro Maroni? Ignora forse che da trent´anni l´agricoltura del Mezzogiorno d´Italia si regge economicamente sull´impiego di manodopera maschile immigrata, sospinta al nomadismo stagionale fra Puglia, Campania, Sicilia e Calabria, con paghe di sussistenza alla giornata, ricoveri di fortuna in edifici fatiscenti, criteri d´assunzione malavitosi, senza la minima tutela sanitaria e sindacale? Ora non li vogliono più, s´illudono di espellerli come un corpo estraneo dopo che li avevano convocati alla raccolta degli agrumi. Ma è dal 1980 che le colture specializzate meridionali non possono fare a meno delle migliaia di ragazzi africani trattati né più né meno come bestiame. E al tramonto, se la mandria non fa ritorno disciplinato nei recinti abusivi delle aree industriali dismesse, non trova certo istituzioni disponibili a riconoscerne l´umanità. Gli italiani con cui entrano in contatto questi lavoratori senza diritti sono solo di due tipi: i caporali spesso affiliati alla criminalità organizzata; e i volontari di Libera, della Caritas e di Medici senza frontiere. Le forze dell´ordine si sono limitate finora a un blando presidio territoriale per evitare frizioni pericolose con la popolazione locale. Ma l´importante era che il ciclo produttivo non si interrompesse: la mattina dopo il reclutamento ai bordi della strada non subiva intralci.
Chi ha tollerato che cosa, ministro Maroni?
Rosarno era teatro da anni di una conflittualità quotidiana, pestaggi isolati, sfide tra giovanissimi divisi dal colore della pelle ma accomunati da una miseria culturale che li induce a viversi come nemici. Dopo i colpi di fucile che hanno ferito due immigrati, giovedì la furia degli immigrati ha colpito indiscriminatamente la popolazione calabrese. Ieri, per rappresaglia, è scattata la "caccia al nero": disordini razziali che evocano scenari di un´America d´altri tempi. Di nuovo sparatorie a casaccio per terrorizzare i miserabili che hanno osato ribellarsi, insanguinando la Piana di Gioia Tauro dove governano ben altre autorità che non lo Stato democratico.
La riconversione legale dell´agricoltura del Sud implicherebbe, accanto agli investimenti economici, un´opera di civilizzazione che mal si concilia con l´offensiva propagandistica imperniata sulla criminalizzazione del clandestino. Non solo i mass media ma anche i portavoce della destra governativa hanno eccitato, legittimato sentimenti d´ostilità da cui oggi scaturiscono comportamenti barbari, indegni di un paese civile.
Se a Castelvolturno, nel settembre 2008, fu la camorra a sterminare sei braccianti africani, a Rosarno assistiamo a un degrado ulteriore: settori di cittadinanza coinvolti in un´azione di repulisti inconsulta. La chiamata alle armi contro i dannati della terra che certo non potevano garantire – con la sola forza disciplinata delle loro braccia - il benessere di un´area rimasta povera.
Vi sono probabilmente motivazioni sotterranee, indicibili, alla base di questo conflitto. Non tutti i 25 euro di paga giornaliera finiscono nelle tasche dei braccianti illegali. Pare che debbano versare due euro e mezzo agli autisti dei pulmini che li trasportano nelle piantagioni. Si vocifera addirittura di una odiosa "tassa di soggiorno" di 5 euro pretesa dalla ´ndrangheta. Di certo non sono associazioni legali quelle che pattuiscono le prestazioni di lavoro. Ma soprattutto è chiaro che una relazione trasparente con la manodopera immigrata viene ostacolata, resa pressoché impossibile dalla legislazione vigente.
Altro che pericolo islamico: qui la religione non c´entra un bel nulla. L´Italia dell´economia illegale, non solo al Sud, lucra sulla farraginosità normativa che sottomette il lavoratore immigrato a procedure arbitrarie sia in materia contrattuale, sia nel rilascio del permesso di soggiorno. Quando Angelo Panebianco, sul "Corriere della Sera", asserisce che affrontare il tema della cittadinanza significherebbe "partire dalla coda anziché dalla testa", ignora che restiamo l´unico paese europeo in cui le procedure di regolarizzazione e di naturalizzazione non contemplano alcuna certezza di tempi e requisiti. Assecondando, di fatto, un´informalità di relazioni per cui ai doveri non corrispondono mai i diritti.
Sulla scia di un´analoga iniziativa francese, circola fra gli stranieri residenti in Italia l´idea di dare vita a marzo a una iniziativa forse velleitaria ma dal forte significato simbolico: "24h senza di noi". Che cosa succederebbe se per un giorno tutti gli immigrati si astenessero dal lavoro? Quanto reggerebbe il nostro sistema di vita senza il loro apporto? Farebbero bene, i sindacati, a prendere in seria considerazione questa iniziativa, contribuendo con la loro forza organizzativa al moto spontaneo. Ma prima ancora è l´intero arco delle forze politiche, culturali e religiose che rifiutano la contrapposizione incivile fra italiani e stranieri a doversi mobilitare: l´inciviltà dei pogrom è contagiosa.

Sergio M. (39 commenti inseriti)
Franco ha detto:
09 Gennaio 2010 alle ore 21:30:57

Quello che sta accadendo a Rosarno in queste ore richiama tutti alla massima responsabilità.
Bisogna innanzitutto adoperarsi perché la ribellione di centinaia di esseri umani, costretti a vivere nel degrado più estremo e a lavorare in condizioni di schiavitù, non degeneri in ulteriori atti di violenza, perchè non si approfondiscano contrapposizione, paura e odio. Le organizzazioni sociali che lavorano a fianco dei migranti devono intervenire innanzitutto per riportare la calma, ripristinando le condizioni per l'apertura di un confronto con e tra tutti coloro che nella cittadina vivono, italiani e stranieri.
Fermare la spirale di violenza è la precondizione per ricostruire su basi nuove una indispensabile convivenza pacifica.
Ma per poterlo fare in maniera efficace, occorrono da subito interventi concreti che spezzino la schiavitù e assicurino condizioni di vita dignitose per i lavoratori migranti.
E’ necessario che le istituzioni intervengano immediatamente per porre fine alla vergogna dell'apartheid, risolvendo l'emergenza abitativa e sanitaria, ristabilendo diritti e legalità nei rapporti di lavoro, garantendo una vita civile a tutti i cittadini e riaffermando così le basi fondamentali di una comunità umana.
Bisognerà programmare un lavoro permanente nel territorio per costruire inclusione e coesione sociale, avviando percorsi di accoglienza e di integrazione individualizzati che mettano ciascun essere umano nelle condizioni di costruirsi un futuro dignitoso nel nostro Paese.

Franco (7 commenti inseriti)
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