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Auser partecipa alla raccolta fondi per HAITI

15 Gennaio 2010 - Categoria Società
Autore Giuseppe

 HAITI DEVASTATA DA UN TERREMOTO.
OLTRE 2 MILIONI DI PERSONE HANNO BISOGNO DI AIUTO.

Alle 16.53 del 12 gennaio 2010 (le 22.53 ora italiana), la capitale di Haiti – Port Au Prince – è stata colpita da un terremoto di magnitudo 7.3 della scala Richter.  Dalle prime informazioni è sembrato subito chiaro che le proporzioni del disastro sono devastanti.

Mentre continua di ora in ora ad aggravarsi la stima delle vittime e dei danni provocati, le maggiori ONG italiane aderenti ad AGIRE (Agenzia Italiana Risposte Emergenza) hanno lanciato un appello congiunto di raccolta fondi per garantire i necessari soccorsi alle popolazioni colpite e per sostenere le attività di emergenza delle ONG italiane.

I fondi raccolti verranno destinati ai bisogni più urgenti: cibo, acqua potabile, medicinali, ripari temporanei.

Auser si è attivata per raccogliere fondi che, attraverso la collaborazione con INTERSOS, verranno utilizzati per inviare i primi aiuti alla popolazione cosi duramente colpita.

I versamenti delle somme raccolte vanno effettuati sul conto intestato a:

AUSER ONLUS

Banca Popolare Etica SCARL

IBAN: IT 89 L 05018 03200 000000105900

Specificando la casuale: Terremoto Haiti

L'Auser Sardegna intende partecipare a questa gara della solidarietà mondiale.

11 Commenti per "Auser partecipa alla raccolta fondi per HAITI"
Hanno commentato : Giuseppe (2) | PER NOSTRA INFORMAZIONE (1) | PER NOSTRA CONOSCENZA (1) | Vittoria x Auser Sassari (1) | Sardus Pater (1) | grazie x le informazioni (1) | Maria Falchi (1) | Anna.P (1) | Mimma (1) | vittoria x auser sassari via tintoretto (1) |
grazie x le informazioni ha detto:
30 Gennaio 2010 alle ore 20:58:45

Riguardo alla curiosa "coincidenza" della simulazione di un'operazione umanitaria ad Haiti da parte dell'esercito Statunitense è il caso di ricordare la simile "coincidenza" delle esercitazioni antiterrorismo a Londra ed a New York proprio nei giorni e nei luoghi degli attentati del 2007 e del 2001.
Sappiamo fin troppo bene ormai che quelle coincidenze furono in realtà congegnate allo scopo di perpetrare meglio degli auto-attentati che servirono come scusa per scatenare due nuove terribili guerre in Afghanistan ed Iraq con conseguente occupazione militare dei due paesi e contemporaneamente promulgare leggi "di emergenza" liberticide. Non è quindi difficile pensare che anche in questo caso la "coincidenza" corrisponda ad una manovra ben orchestrata per prendere possesso immediato dell'aeroporto della capitale haitiana e procedere all'occupazione militare del territorio.
Qualcuno forse penserà che non si può essere così malvagi da scatenare un terremoto artificiale, ma forse non ha preso coscienza del fenomeno delle scie chimiche o si èdimenticato di quello che è stato l'ultimo conflitto mondiale. Del resto l'organizzazione medici senza frontiere denuncia il fatto che aerei diretti ad Haiti e carichi di farmaci ed attrezzature mediche sono stati deviati altrove impossibilitando l'approviggionamento degli ospedali; ovviamente questi "disguidi" sono stati causati dai militari statunitensi che gestiscono l'aeroporto di Haiti. Difficile credere a semplici errori avvenuti per puro caso.
Del resto con l'uragano katrina è successa la stessa cosa (soccorsi arrivati con ritardi inaccettabili, migliaiai di persone assurdamente lasciate a morire di freddo fame e sete nel cuore della nazione più potente del mondo anche a causa di "errori" clamorosi dell'ente federale FEMA) e non diversamente è successo in occasioni di altre recenti catastrofi consimili

grazie x le informazioni (1 commenti inseriti)
PER NOSTRA CONOSCENZA ha detto:
30 Gennaio 2010 alle ore 15:41:20


FONTE: VOLTAIRENET.ORG
Secondo Russia Today, il presidente del Venezuela, Hugo Chávez Frías, ha dichiarato che è possibile che gli Stati Uniti abbiano provocato la serie di terremoti, della scorsa settimana, nei Caraibi, tra cui quello che ha colpito Haiti.
Secondo ViveTv, è l'esercito russo che ha parlato di questa possibilità. In ogni caso, Venezuela, Bolivia e Nicaragua hanno chiesto la convocazione urgente del Consiglio di sicurezza.
La commissione dovrebbe esaminare queste accuse, e l'invasione "umanitaria" di Haiti da parte delle truppe statunitensi.

Stranamente, la fonte TV venezuelana indica come fonte delle sue accuse l'esercito russo, mentre la televisione russa indica come origine delle stesse accuse il presidente Chavez.

Una relazione della Flotta russa del Nord rivelerebbe che il terremoto che ha devastato Haiti è inequivocabilmente "il risultato di un test, da parte della U. S. Navy, della sua arma sismica".

La Flotta del Nord osserva i movimenti e le attività navali degli americani nei Caraibi, dal 2008 quando gli Stati Uniti hanno annunciato la loro intenzione di ricostruire la Quarta Flotta che fu sciolta nel 1950. La Russia aveva reagito un anno più tardi, riprendendo nella regione le esercitazioni della sua flotta, di cui fa parte l'incrociatore atomico lancia-missili Pietro il Grande; esercitazioni sospese dopo la fine della Guerra Fredda.
Dalla fine degli anni '70, gli Stati Uniti hanno enormemente migliorato la ricerca sulle armi sismiche.
Secondo questo rapporto russo, al giorno d'oggi gli USA utilizzano generatori di impulsi, al plasma e a risonanza, in tandem con bombe Shockwave (a onde di choc)[1]

Il rapporto mette a confronto due esperimenti condotti dalla U.S. Navy la settimana scorsa: un terremoto di magnitudo 6,5 vicino alla città di Eureka, California, che non ha fatto vittime, e il terremoto dei Caraibi che ha fatto almeno 140 000 morti.

Come spiega il rapporto, è molto probabile che la U.S. Navy fosse pienamente consapevole dei danni che questa esperienza poteva provocare ad Haiti.
Per questo, la U.S. Navy aveva inviato in anticipo sull'Isola una postazione al comando del generale P.K. Keen, comandante in seconda del SouthCom (Southern Command), per sorvegliare le possibili operazioni di soccorso.
Per quanto riguarda l'obiettivo finale di questi esperimenti, dice il rapporto, si trattava della pianificazione della distruzione dell'Iran per mezzo di una serie di terremoti al fine di neutralizzare l'attuale governo islamico.
Secondo il rapporto, il sistema sperimentale degli Stati Uniti Haarp (High Frequency Active Auroral Research Program) permetterebbe inoltre di creare delle anomalie climatiche al fine di provocare inondazioni, siccità e uragani [2]

Secondo un precedente rapporto, i dati disponibili coincidono con quelli del terremoto di magnitudo 7,8 sulla scala Richter che si è verificato nel Sichuan (Cina), il 12 maggio 2008, provocato ugualmente dalle onde elettromagnetiche di HAARP.

Sono state osservate delle correlazioni tra l'attività sismica e la ionosfera di HAARP:

1. I terremoti in cui la profondità è linearmente identica nella stessa faglia, sono provocati da una proiezione lineare di frequenze indotte.

2. Dei satelliti coordinati fra loro consentono di generare delle proiezioni, concentrate, di frequenze in punti specifici (detti Seahorse).

3. Un diagramma mostra che i terremoti considerati artificiali si propagano linearmente alla stessa profondità:

Località----------------Data-----------------Profondità
Venezuela---------08 gennaio 2010----------10 km
Honduras----------11 gennaio 2010----------10 km
Haiti----------------12 gennaio 2010----------10 km

Anche le repliche sono sono state osservate a circa 10 km di profondità.

Dopo il terremoto, il Pentagono ha annunciato che la nave ospedale USNS Comfort, ancorata a Baltimora, ha ordinato al suo equipaggio l'imbarco e ha fatto rotta verso Haiti, anche se ci vogliono alcuni giorni per raggiungere la meta.
L'ammiraglio Mike Mullen, capo di stato maggiore, ha detto che le Forze Armate degli Stati Uniti stava preparando un'emergenza per questa calamità.
Il generale Douglas Fraser, comandante in capo del SouthCom, ha dichiarato che alcune navi della Guardia Costiera e della Navy sono stati inviate sul posto, nonostante avessero del materiale e degli elicotteri in numero limitato.
La portaerei USS Carl Vinson è partita da Norfolk (Virginia), con una dotazione completa di aerei ed elicotteri. E 'arrivata ad Haiti il pomeriggio del 14 gennaio, ha detto Fraser. Ulteriori gruppi di elicotteri si aggiungeranno al Carl Vinson, ha continuato.

L'Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID), era già sul posto ad Haiti prima del terremoto.
Il presidente Obama è stato informato del terremoto alle 17 e 52 del 12 gennaio, e ha ordinato l'invio dei soccorsi per il personale della sua ambasciata e gli aiuti necessari alla popolazione.
Secondo il rapporto russo, il Dipartimento di Stato, l'USAID e il SouthCom hanno iniziato l'invasione umanitaria impiegando 10 000 soldati e mercenari, al posto dell'ONU, per il controllo del territorio di Haiti dopo il "devastante terremoto sperimentale".

Fonte RUSSIA TODAY

Note:

[1] "Les armes sismiques" (le armi sismiche) di Jean-Pierre Petit. Traduzione: "The quake machine". L'arma sismica.

[2] Ufficialmente le force US erano in postazione intorno Haiti per una esercitazione militare che simulava ... un intervento umanitario in Haiti. « Defense launches online system to coordinate Haiti relief efforts », di Bob Brewin, Govexec.com, 15 jgennaio 2010.

[3] "Le Programme HAARP : science ou désastre ?" (Il programma HAARP: scienza o disastro?) di Luc Mampaey, Gruppo di ricerca e d'informazione sulla pace e la sicurezza (Bruxelles, 1998).


Versione originale:

Fonte: www.voltairenet.org
Link: http://www.voltairenet.org/article163625.html
22.01.2010

Versione italiana:

Fonte: http://tuttouno.blogspot.com/
Link: http://tuttouno.blogspot.com/2010/01/haiti-un-terremoto-artificiale_22.html
23.01.2010

Traduzione a cura di GIUDITTA

PER NOSTRA CONOSCENZA (1 commenti inseriti)
vittoria x auser sassari via tintoretto ha detto:
29 Gennaio 2010 alle ore 21:55:02

Ho inserito nella gallery le immagini della cena pro Haiti del 23 gennaio.
Una documentazione più ampia della serata è all'indirizzo:
www.cepasassari.it
ciaoooooooooooooooooooo a tuttiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii brrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr che freddo che fa

vittoria x auser sassari via tintoretto (1 commenti inseriti)
Anna.P ha detto:
19 Gennaio 2010 alle ore 17:13:18

sono daccordo con Mimma in questo momento questo popolo ha bisogno solo del nostro aiuto, cerchiamo di essere generosi.

Anna.P (33 commenti inseriti)
Sardus Pater ha detto:
19 Gennaio 2010 alle ore 15:28:43

Concordo con "Per nostra informazione" e con Giuseppe per le valutazioni fatte.
Noi facciamo molto bene a commuoverci ed a mobilitarci per l'immane tragedia che è capitata alle popolazioni di Haiti.
Ma è strano: siamo più facilmente portati a commuoverci per le conseguenze drammatiche che la natura produce nei confronti dell' uomo. Ed, anche in questo caso, come ad Haiti, a pagarne le spese sono sempre in modo particolare i più poveri, i vinti, gli ultimi ...
Ma quante tragedie produce l'uomo, e non la natura, contro l'uomo?
Penso alle 24.000 persone che ogni giorno muoiono per fame.
Penso ai 7 milioni di bambini che ogni anno muoiono per carenza di cibo e di acqua ...
Penso ...
E, purtroppo, tutto passa nel più assoluto silenzio dei governi, della politica, ed, anche, della gente ...

Sardus Pater (59 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
19 Gennaio 2010 alle ore 09:59:55

Ben vengano riflessioni così profonde e, dal mio punto di vista, condivisibili che ci propone ..."Per nostra informazione" ...
Ci aiutano a capire meglio le contraddizioni profonde che attraversano la nostra umanità.
Grazie!

Giuseppe (704 commenti inseriti)
PER NOSTRA INFORMAZIONE ha detto:
19 Gennaio 2010 alle ore 09:21:47

Un giornalista ‘commosso’ descrive il cinismo occidentale.
Ha scritto Massimo Gramellini su ‘La Stampa’: “Sconvolto dagli effetti apocalittici del terremoto di Haiti, sono andato in cerca di informazioni per scoprire com’era la vita nell’isola, fino all’altro ieri. Ho appreso che l’ottanta per cento degli haitiani vive (viveva) con meno di un dollaro al giorno. Che il novanta per cento abita (abitava) in baracche senza acqua potabile né elettricità. Che l’aspettativa di vita è (era) di 50 anni. Che un bambino su tre non raggiunge (raggiungeva) i 5 anni. E che, degli altri due, uno ha (aveva) la certezza pressoché assoluta di essere venduto come schiavo”.

Benvenuto terremoto, allora, se ha spinto il cinquantenne vicedirettore del quotidiano torinese ad interessarsi del sottosviluppo. Ma il giornalista non si è limitato alla ricerche, ha anche elaborato un singolare pensiero.

Nel suo articolo, infatti, ha aggiunto: “Se questa è (era) la vita, mi chiedo se sia poi tanto peggio la morte. Ma soprattutto mi chiedo perché la loro morte mi sconvolga tanto, mentre della loro vita non mi è mai importato un granché. So bene che non possiamo dilaniarci per tutto il dolore del mondo e che persino i santi sono costretti a selezionare i loro slanci di compassione. Eppure non posso fare a meno di riflettere sull’incongruenza di una situazione che – complice la potenza evocativa delle immagini – mi induce a piangere per un bambino sepolto sotto i detriti, senza pensare che si tratta dello stesso bambino affamato che aveva trascorso le ultime settimane a morire a rate su quella stessa strada. Così mi viene il sospetto che a straziarmi il cuore non sia la sofferenza degli haitiani, che esisteva già prima, ma il timore che una catastrofe del genere possa un giorno colpire anche qui. Non la solidarietà rispetto alle condizioni allucinanti del loro vivere, ma la paura che possa toccare anche a me il loro morire”.

Secondo Gramellini, comodamente sistemato davanti al suo computer, “non possiamo dilaniarci per tutto il dolore del mondo” e, comunque, oltre la pena per la tragedia haitiana, la cosa più inquietante è “la paura che possa toccare anche a me il loro morire”.

I piccoli di Haiti di certo, pur poverissimi, oggi sarebbero ben felici di poter giocare ancora coi loro giocattoli arrangiati per le strade polverose dell’isola invece di essere seppelliti in fosse comuni, ma soprattutto (se vivi) avrebbero potuto almeno sognare di trasformare la propria vita, cosa che al giornalista non è neppure venuta in mente.

Ed altro dovrebbe sapere il vicedirettore de ‘La Stampa’, se non avesse studiato poco e male. Per esempio che la responsabilità della strage di Hispaniola non è solo di Madre Natura, ma principalmente di quelli di ‘colore’ (bianco).

Perchè nei secoli il popolo haitiano è stato costruito prima con le deportazioni spagnole degli schiavi, poi con lo sfruttamento, gli eccidi, le torture ed i saccheggi di francesi, tedeschi e americani. Per secoli fino ad oggi. I cittadini haitiani hanno anche conquistato l’indipendenza, il primo gennaio 1804, diventando il secondo Paese delle Americhe, dopo gli Stati Uniti, a non avere padroni. Ma hanno pagato subito, perchè si sono visti ricolonizzare immediatamente, fino all’invasione Usa del 1915.

La deforestazione, gli omicidi, gli squadroni della morte, la rapina delle risorse, la corruzione, i dittatori sono stati i prodotti della fervida mente delle cancellerie e degli affaristi occidentali e per questo le case, le strade, i ponti, le reti telefoniche, gli ospedali, tutto ciò che è stato edificato tra tangenti ed imbrogli non ha resistito alle scosse. Come è successo per la casa dello studente all’Aquila.

Per la totalità del secolo scorso Haiti è stata colonia di Washington e dopo la Seconda guerra mondiale e la rivoluzione cubana ha rappresentato un avamposto per il controllo dei Caraibi in funzione anticastrista. I sanguinari dittatori che hanno governato per conto degli interessi del ‘Nord’ hanno preso tutto quello che c’era da prendere, compresa la vita di chiunque anche solo immaginava di opporsi. Oggi l’ultimo dei carnefici, Jean-Claude Duvalier, vive in Francia, coi milioni di dollari estorti al suo popolo.

Il vicedirettore de ‘La Stampa’, infine, potrebbe anche informarsi su un’altra ‘piccola’ cosa. Secondo il rapporto annuale dell’Unicef 2008 ogni giorno 26 mila bambini di età inferiore ai 5 anni muoiono per cause del tutto evitabili come malattie infettive e fame. Un bambino ogni 3 secondi, 20 al minuto.

A quelle piccole vittime vanno aggiunti gli anziani (a 40 anni), le donne, i profughi, le vittime causate da guerre ‘armate’ da ordigni ed interessi del mondo ‘ricco’.

E’ quel Sud per il quale Gramellini suppone non ci si possa “dilaniare”. Ma il giornalista non è solo nel suo cinismo: con lui ci sono governi, razzisti, sfruttatori, multinazionali, mercenari, nuovi schiavisti e tanti reporter superficiali. Oggi alcuni di questi signori sono impegnati nel soccorso alle vittime e già pianificano come arricchirsi grazie ai soldi che arriveranno per la ricostruzione.

Soldi occidentali per imprese occidentali e gli spiccioli agli operai haitiani che continueranno a guardare con occhi tristi i Land Cruiser da 81mila euro l’uno della cooperazione internazionale e delle agenzie Onu.

Molti dei ‘filantropi commossi’ stanno adesso comodamente seduti in uffici ad aria condizionata o con efficienti riscaldamenti e sono pronti a depredare qualunque luogo della Terra possa accrescere la loro ricchezza.

Demagogia? No, per nulla. Ci si domandi come mai uno stesso sisma, della stessa violenza, se scuote Los Angeles o Tokyo non massacra decine di migliaia di persone.

Madre Natura non è ‘cattiva’, fa semplicemente il suo ‘lavoro’, confidando sulla saggezza degli umani, ormai capaci di evitare gli ‘eccessi di energia’. Quando possono (hanno i soldi) e quando vogliono (hanno la libertà).

Stia tranquillo Gramellini, non vedrà da noi al Nord le stesse scene terribili di Port au Prince e neppure le vedranno i suoi figli e nipoti. Ma sappia che nel tempo necessario per leggere questo articolo sono morti almeno 60 bambini, che forse avrebbero preferito vivere poveri e da grandi cambiare il mondo.

E piangano ogni giorno, non solo oggi, i ‘commossi bianchi da casa’ per Haiti e l’esercito di giornalisti che mentre racconta al mondo una tragedia più che annunciata mangia panini a Port au Prince. Perchè morire a Sud è una ‘abitudine’ quotidiana, come il gratta e vinci.

FONTE:http://www.inviatospeciale.com/2010/01/haiti-la-falsa-coscienza-bianca/

PER NOSTRA INFORMAZIONE (1 commenti inseriti)
Mimma ha detto:
18 Gennaio 2010 alle ore 19:12:22

C' è poco da commentare vite distrutte, dolore , morte.
C' è solo da contribuire ognuno anche con poco.
Dedichiamo a tutte queste persone una sentita preghiera col cuore.

Mimma (207 commenti inseriti)
Maria Falchi ha detto:
16 Gennaio 2010 alle ore 09:06:44

Auser Sassari, in queste occasioni è necessario aiutare questi paesi, perchè se prima c'erano appena le basi minime per la sopravvivenza, ora non c'è più nulla, attivarsi così in questi casi è un obbligo morale.
Diverse organizzazioni umanitarie erano e sono attive ad Haiti per sostenere la popolazione, però ora è occorre uno sforzo maggiore e le organizzazioni con le donazioni che ricevono normalmente, ovviamente, da sole non possono farcela: è da rifare tutto serve ogni cosa.

Maria Falchi (1 commenti inseriti)
Vittoria x Auser Sassari ha detto:
15 Gennaio 2010 alle ore 14:38:25

La situazione dei bambini e delle donne ad Haiti era già molto difficile prima che il terremoto colpisse l’isola.
Haiti è uno dei paesi più poveri del pianeta e fatica a riprendersi da anni di violenza, insicurezza e instabilità e da una lunga serie di calamità naturali.
Dopo il gravissimo terremoto di pochi giorni fa, in cui si contano oltre centomila morti e un numero enorme di dispersi, l’emergenza umanitaria è davvero grave.
L’Auser Sassari promuoverà la raccolta dei fondi tra i suoi soci e simpatizzanti e invita tutte le Auser Sardegna ad aderire alla raccolta fondi per sostenere la popolazione haitiana.

Vittoria x Auser Sassari (2 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
15 Gennaio 2010 alle ore 09:17:59

Cari visitatori del sito , l'Auser Sardegna partecipa con tutta l'Auser Nazionale alla gara di solidarietà lanciata da AGIRE (Agenzia Italiana Risposta Emergenze) per la raccolta fondi necessari per assicurare i soccorsi alle popolazioni colpite e per sostenere le attività di emergenza dell ONG Italane.
Vi chiedo, perciò, cari amici di paretcipare attivamente.

Giuseppe (704 commenti inseriti)
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