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BUONA PASQUA !

02 Aprile 2010 - Categoria Manifestazioni
Autore Vittoria

 Buona Pasqua 2010 a tutti Voi da parte di Auser Sardegna.

18 Commenti per "BUONA PASQUA !"
Hanno commentato : Giuseppe (3) | clara (2) | Mimma (2) | Auser Budoni (1) | Sergio M. (1) | Dea Madre (1) | Battista (1) | Andrea.. (1) | Auser Olbia (1) | lucio (1) | A....mico (1) | rinalba (1) | paola (1) | Baingia (1) |
Battista ha detto:
08 Aprile 2010 alle ore 09:25:06

Su ninneri e il mito di Adone
In relazione al mito di Adone ha una importanza particolare il rituale che fino a poco tempo fa veniva eseguito a Samugheo, piccolo paese della provincia di Oristano. Il mito del dio viene rappresentato dalle giovani del paese, che celebrano prima il suo matrimonio con di una di loro, eletta prioressa, quindi piangono la sua morte, e infine festeggiano la sua resurrezione. Le ragazze di ogni rione del paese sceglievano una di loro per preparare su Nenniri in modo
tale che questo potesse essere pronto per la festa dell’Assunta. La mattina del 15 su Nenniri
viene adornato con stoffe preziose e carta colorata, e la sua realizzatrice diventa per così dire “capo cerimoniere”. Vestita del costume tradizionale da sposa, la fanciulla portava in giro per il paese su Nenniri, seguita da un corteo di compaesani, anch’essi in costume. Giunto il corteo presso un precipizio, su Nenniri veniva spogliato dei suoi ornamenti e rovesciato nell’abisso. A questo punto la “sposa” inizia i lamenti funebri, e con le sue amiche piange e intona “is frores de mortu”, i versi dedicati ai morti.

“Nennere meu ollu,
nontesta crocas solu,
ca non ch’est s’amorada,
nennere iscartinadu!”

“Coro, nennere meu,
nennere meu ollu!”

“Andada seo a s’ortu,
e a biere a casteddu,
ca est nennere mortu,
pranghide, fedigheddu!
Intrada seu a ortu,
a tirare arenada,
nennere meu ollu,
mancau est a s’amorada!”


Traduzioni
“Nenniri mio perito, stanotte dormi solo, non c’è la tua sposa, nenniri strappato dal cesto!”
“Nenniri cuore mio, nenniri mio perito!”
“Sono andata nell’orto, e a bere al castello, perché nenniri è morto, piangete, fanciulle e fanciulli! Sono andata nell’orto, a cogliere melagrane, nenniri mio perito, sei mancato alla tua sposa!”

La processione si reca quindi in chiesa ad ascoltare la messa; le ragazze che hanno celebrato il funerale di Nenniri-Adone tornano a casa a festeggiare, e infine nel pomeriggio parte la processione dell’Assunta. Ovviamente questa è una cristianizzazione tardiva del culto della fertilità; il rituale è però rimasto pressoché invariato fino agli anni 50, anni in cui la tradizione è decaduta. Resta però innegabile la sopravvivenza di uno dei più antichi dei pagani e dei suoi rituali fino ai tempi moderni, segno che il sentire di un popolo difficilmente si cambia, e che il richiamo della terra è spesso più forte di qualunque cosa possa venire insegnata.

Battista (4 commenti inseriti)
Baingia ha detto:
07 Aprile 2010 alle ore 15:33:53

SU NENNIRI
Cara Clara si usava, in Sardegna, preparare x Pasqua su nenniri
Questa usanza sarda risale ad culto pagano ed epoche remote dei fenici.
Le donne sarde, una quarantina di giorni prima della Pasqua, seminavano chicchi di grano d'orzo, lenticchie ed altri cereali, e collocavano questi vasi sotto i loro letti o in casse che tenevano chiuse. le piantine crescevano, ma senza clorofilla, rimanevano bianche candide.
Al giovedì o al venerdì santo, i vasi col nenniri ben infiocchettati con nastri di seta o di raso multicolori, venivano collocati sulle balaustre delle chiese, o ai piedi della croce di Gesù morto.
Questo il rito veniva fatto anche dalle donne e fanciulle fenice, in onore del dio Adone che, secondo la loro religione, rinasceva alla vita, uscendo regno dei morti, due volte l'anno, e cioè per il solstizio d'estate e l'equinozio di primavera. Allora le fanciulle fenice, proprio "come le nostre donne di Sardegna, preparavano questi vasi che chiamavano herme o giardini di dio (Adone della bellezza e dell'amore) disponendoli ai piedi degli idoli di Adone, bene ornati di nastri, fiocchi e bandelle colorate, abbandonandosi ad una gioia sfrenata, danzavano, con danze molto licenziose, intorno agli idoli, per propiziarsi il loro dio.
Le donne sarde la prima settimana di quaresima usavano seminare in un piatto, o nella cavità o nelle zucche che vengono chiamate krokoriga `e strigu, una piccola quantità di grano; alcune mettevano anche altri semi, ma sempre di cereali o di legumi (orzo, mais, pianta del cece, della lenticchia).I semi venivano disposti, senza un ordine preciso, su una piccola quantità di stoppa avanzata dalla lavorazione del lino, detta stub`e linu o sgirròne, messa nel fondo del piatto o della zucca per creare un ambiente in cui le sementi potessero germogliare più agevolmente.La terra si metteva solo raramente e si lasciava privo di semente il centro del recipiente, dove, prima che il nenneri fosse portato in chiesa, si metteva un lume. Anticamente si poneva all`interno del nenneri un cero acceso.Una volta disposti i semi, le donne lo custodivano al buio, sotto il letto o dentro una cassa o un cestino: era necessario custodirlo al buio perché ciò consentiva alle spighe di assumere un colore chiaro quanto più fosse possibile. Si innaffiava con un pò d`acqua, che poteva essere fredda o tiepida, a seconda del clima della località e se ne aggiungeva un poco anche nei giorni seguenti, quotidianamente o con intervalli di due o tre giorni. Il giovedì santo il nenneri veniva riportato alla luce, ornato con fiori, circondato da un nastro bianco o colorato e portato in chiesa nel pomeriggio dello stesso giorno. Qui veniva disposto per terra, intorno al simulacro del Cristo lasciando acceso il cero posto al centro del nenneri. Il vaso restava in chiesa fin dopo la Pasqua e veniva riportato a casa da colei che lo aveva portato. Le operazioni relative al nenneri venivano compiute dalla padrona di casa, ma potevano parteciparvi anche le giovani che spesso ne preparavano degli altri. Sull`uso del nenneri, considerato benedetto per la vicinanza al Cristo nella cappella del sepolcro. nella maggior parte dei paesi il nenneri veniva portato via dalla chiesa il giorno di pasqua ( o il lunedì dell`angelo o otto giorni dopo la pasqua) e sparso in campagna.

Baingia (2 commenti inseriti)
clara ha detto:
07 Aprile 2010 alle ore 08:27:06

Grazie a Mimma (che conosco per i suoi esaurienti interventi nel blog), per la risposta tempestiva alla mia richiesta e grazie a Giuseppe per lo splendido filmato!!

clara (4 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
06 Aprile 2010 alle ore 19:19:13

Tempestivamente, Mimma, ha dato una esauriente risposta a Clara. Voglio anch'io contribuire ad arricchire le informazioni che ci ha richiesto: ho inserito un filmato nel Blog con le musiche del LUNISSANTI a Castelsardo ed a Tergu.

Giuseppe (704 commenti inseriti)
Mimma ha detto:
05 Aprile 2010 alle ore 22:58:22

Come disse una persona di mia conoscenza "Chiedete e vi sarà dato". Eccoti accontentata cara Clara e ben venuta nel nostro sito. La Pasqua è per la Sardegna un appuntamento annuale tra fede, tradizione e folclore. I riti della passione di Cristo si uniscono armoniosamente con usi e costumi del passato. I sentimenti di devozione si esprimono con la tristezza per la crocifissione di Gesù e la letizia per la sua resurrezione. Molti studiosi affermano che le liturgie della Settimana Santa sono state introdotte nell’ isola verso il 400, durante la dominazione aragonese. Sempre al culmine è la tradizionale Benedizione delle Palme, che ha luogo la domenica antecedente la Pasqua. Queste palme vengono conservate per un anno intero e poi bruciate per evitare profanazioni. Rappresentano la benedizione che entra in tutte le case. Tutti i riti religiosi sono organizzati dalle Confraternite, durante i quali, poiché le campane tacciono, vengono utilizzati particolari strumenti in legno che producono suoni lugubri: matràccas, arrèulas, taulittas ecc. Con questi strumenti le confraternite accompagnano in processione i simulacri. Come tutte le comunità cristiane, anche nell’ isola la rappresentazione della passione di Gesù si articola in alcuni significativi momenti. La più imponente e drammatica processione dei misteri è quella di Castelsardo che, dal giorno in cui ha luogo, prende il nome di Lunissànti ossia (lunedì Santo). Risale all’ XI secolo ed è giunta fino ad oggi nella sua piena integrità. L’ antico rituale inizia nella chiesa medioevale di Santa Maria con la celebrazione della messa sull’ altare del Criltu Nieddu (il Cristo Nero, il più antico crocifisso ligneo conservato in Sardegna). Prende il via alla processione-pellegrinaggio dei cori e dei Misteri che raggiunge la chiesa di Santa Maria a Tergu (paese che dista alcuni km da Castelsardo). E’ questo il momento culminante del rito: la presentazione dei Misteri alla Madonna, subito dopo viene celebrata un’ altra messa ed ha inizio il pianto dell’ Attitu sul crocifisso. L’ adorazione dei sepolcri è molto sentita in tutta l’ isola, le chiese vengono allestite con questo tradizionale addobbo: su nènniri. Come si ottiene? Il mercoledi della Ceneri si depongono dei chicchi di grano o altri legumi in un piatto con del cotone, da tenere sempre bagnato in un luogo caldo e buio. I chicchi germogliano mantenendo un colore giallognolo. Dopo essere stati abbelliti con dei nastri, i piatti vengono sistemati nei Sepolcri. Una volta rinsecchiti, i germogli vengono bruciati per non essere profanati. Un’ altro rito suggestivo è quello della deposizione (su Iscravamentu) che, grazie alle parti snodabili, si può consentire di modificare la posizione degli arti. Ad estrarre i chiodi dalle mani e dai piedi di Cristo sono due “baroni” che rappresentano Giuseppe di Arimatea e Nicodemo. Poi la statua tenuta in alto con una fascia che passa nel petto e sotto le ascelle, viene fatto scivolare in una lettiga, ornata di fiori profumati, e accompagnato per la via de paese con una processione – fiaccolata. La domenica di Pasqua le campane suonano a Gloria per annunciare la Risurrezione di Gesù e l’ incontro con Maria. Particolare fascino ha questo rito ad Oliena , grazie alla spontanea partecipazione di una moltitudine di fedeli. Nel momento in cui la Madre saluta il Figlio risorto, numerosi cacciatori affacciati alle finestre sparano a salve in segno di esultanza. Per quanto sostanzialmente simili, questi riti cambiano nome a seconda della località e, in qualche caso, è diverso anche il cerimoniale. TESTO TRATTO DAL VOLUME “LE TRADIZIONI POPOLARI DELLA SARDEGNA” DI G. CAREDDA

Mimma (207 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
05 Aprile 2010 alle ore 20:17:10

Carissima Clara, se hai un po' di pazienza potremo nei prossimi giorni farti pervenire delle notizie sui riti della settimana santa in Sardegna, come tu chiedi. Ricordo che nel Blog della Pasqua degli anni precedenti alcuni di noi si erano impegnati a raccontare esperienze dei propri paesi. Ho provato a riìntracciarli, ma senza successo.

Giuseppe (704 commenti inseriti)
clara ha detto:
05 Aprile 2010 alle ore 11:06:55

Cari frequentatori del blog, sono una frequentatrice assidua del vostro blog; sono molto curiosa e interssata alle tradizioni sarde (non sono sarda, ma mi piace molto la vostra isola), desidererei conoscere le tradizioni sarde sulla pasqua.
Mi potete aiutare?, grazie in anticipo.
PS mi chiamo Clara e sono veneta

clara (4 commenti inseriti)
lucio ha detto:
05 Aprile 2010 alle ore 10:29:28

BUONA PASQUA A TUTTI. UN AUGURIO CON TANTA SERENITA'.

lucio (33 commenti inseriti)
Dea Madre ha detto:
04 Aprile 2010 alle ore 19:38:45

Intervista a Dio

Ho sognato di fare un' intervista a Dio.
"E così vorresti intervistarmi?" chiese Dio.
"Se hai tempo", risposi. Dio sorrise:
"Il mio tempo è l' eternità"
"Che domande hai in mente per me?"
"Che cosa ti sorprende più degli uomini?" Dio rispose...
"Che si stancano di essere bambini."
"Che perdono la loro salute per fare i soldi, e poi perdono i soldi per riacquistare la salute."
"Che pensano con ansia al futuro, dimenticando il presente, così che non vivono né nel presente, né nel futuro."
"Che vivono come se non dovessero morire mai, e muoiono come se non avessero mai vissuto."
La mano di Dio prese la mia e rimanemmo in silenzio per un pò. E dopo io chiesi:
"Quali sono le lezioni di vita che vuoi dare ai tuoi figli?"
Dio rispose con un sorriso:
"Voglio che imparino che non possono costringere nessuno ad amarli. Ciò che possono fare è amare senza riserve... e lasciarsi amare."
"Voglio che imparino che non è bene paragonarsi agli altri."
"Imparino che la persona ricca non è quella che ha di più ma chi ha bisogno solo dell' essenziale."
"Imparino che bastano pochi secondi per aprire delle profonde ferite nelle persone che amiamo... e ci vogliono molti anni per sanarle."
"Imparino a dimenticare, praticando il perdono."
"Sappiano che ci sono persone che li amano profondamente ma semplicemente non sanno come esprimere o mostrare i loro sentimenti."
"Imparino che due persone possono guardare la stessa cosa e vederla in due modi diversi."
"Capiscano che non sempre è sufficiente essere perdonati dagli altri ma che devono perdonare se stessi."
"Grazie per il tuo tempo", dissi io umilmente.
"C'è qualcos' altro che Tu vuoi che i tuoi figli sappiano?"
Dio sorrise e disse:
"Sappiano che io sono qui." "SEMPRE"
BUONA PASQUA!!!

Dea Madre (35 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
03 Aprile 2010 alle ore 20:13:09

Anche da parte mia un Augurio specialissimo ed affettuosissimo a tutti voi, cari Auserini e cari visitatori del nostro sito www.auser.sardegna.it
Paola, ti/vi prendo in parola: allora, appuntamento da me in campagna per la giornata di ... pasquetta...
Sarebbe per me il migior regalo che potreste offrirmi per la Pasqua.
Badate che non scherzo! VI ASPETTO !!!!!!

Giuseppe (704 commenti inseriti)
rinalba ha detto:
03 Aprile 2010 alle ore 19:09:01

A tutti i frequentatori del BLOG AUSER SARDEGNA un augurio di pace e serenità e in particolar modo ai volontari e amici Auser , e ,lasciatemelo dire,a GIuseppe che finalmente potrà trascorrere due giorni di festa senza l'assillo del lavoro;
BONA PASKA a tottusu e ad atrus annusu cun saludi Rinalba

rinalba (417 commenti inseriti)
Auser Olbia ha detto:
03 Aprile 2010 alle ore 18:49:10

Bona Pasca de Aprile a tottu s' Auser !!!!

Auser Olbia (4 commenti inseriti)
Sergio M. ha detto:
03 Aprile 2010 alle ore 17:34:32

BONA PASCA A TOTTUSU!!!
Siada po tottu osatrusu e po s’Auser prenu de tottu cussu chi disiggiais!!
A mera annus!!
Sergio M.

Sergio M. (39 commenti inseriti)
paola ha detto:
03 Aprile 2010 alle ore 13:10:49

ragazzi i miei più affettuosi auguri a tutti voi e uno un po' speciale a "Vi'ttoriatola" (che si legge come lùcertola - ah ah ah - e mi regge sempre di meno), alla mia amica Rinalba, alle amiche del CdA di Assemini, a quelle del CdA di Sassari che fanno turno mercoledì, ma anche a quelle del lunedì e del martedì, del giovedì e del venerdì, e sabato e domenica (i turni per un motivo o per l'altro qualcuno li fa sempre... o sbaglio?). Vi auguro che vi regalino un uovo grandissimo con dentro la sorpresa che desideravate da tempo, mentre a tutti i maschietti auguro di trovare una gallinella, ma di quelle che piaciono a voi...
Tanto poi lunedì - giorno di pasquetta - ci vediamo tutti in campagna dal presidente Sassu e mi raccontate com'è andata la vostra Pasqua!!!
(Aspe' Vitto'...non capisco... cosa stai dicendo? che ho sbagliato??? - come al solito! - e questa cosa della campagna dovevo dirla il 1° aprile??? e vabbè, tanto nel frattempo si è spaventato lo stesso!)

paola (722 commenti inseriti)
A....mico ha detto:
03 Aprile 2010 alle ore 11:13:14

Salutare il Presidente uscente è obbligatorio :Tutti i volontari che hanno avuto l'occasione di conscerti sanno quanto ai fatto per l'Auser , sempre disponibile ad essere presente nei momenti importanti ......sentiremmo la tua mancanza ,senza nulla togliere a chi dopo di te continuerà con noi questo percorso.... noi saremmo al suo fianco per andare avanti nella nostra missione di volontari ." non cambiare numero di cell. perchè ti troveremmo lo  tesso "
ciao giusè:::::::::

A....mico (1 commenti inseriti)
Andrea.. ha detto:
03 Aprile 2010 alle ore 10:51:09

L'Auser Villamassargia
augura a tutti i volontari auser
Buona Pasqua .

Andrea.. (1 commenti inseriti)
Auser Budoni ha detto:
03 Aprile 2010 alle ore 06:48:29

Dal neo Direttivo dellAuser Budoni affettuosi auguri di Buona Pasqua a tutte le sedi Auser della Sardegna e oltre

Giuseppe Porcu

Auser Budoni (2 commenti inseriti)
Mimma ha detto:
02 Aprile 2010 alle ore 23:04:22

Nei miei sogni
ho immaginato
un grande uovo
colorato
per chi era?
Per la gente
dall' oriente
all' occidente:
pieno di sorprese
destinate a ogni paese.
C' era dentro
la saggezza
e poi tanta
tenerezza,
l' altruismo,
la bontà,
gioia in grande
quantità, tanta pace,
tanto amore...
... da riempire ogni cuore.

Invio a tutti voi popolo auserino e non, i miei più affettuosi auguri di Buona Pasqua, con la speranza che la sorpresa più bella, per me, possa essere la Vostra amicizia.

Brava Vittoria, hai inserito il Blog in tempo utile. GRAZIE!

Mimma (207 commenti inseriti)
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