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Gratitudine resistente

16 Aprile 2010 - Categoria Ricorrenze
Autore Paola Careddu

 

Credo siano noti a tutti i tentativi che l'attuale Governo sta mettendo in atto per "normalizzare" la storia della nostra Nazione, della nostra Repubblica, anche e specialmente, attraverso tagli indiscriminati all'istruzione.

Credo sia dovere di tutte le persone democratiche difendere e affermare la memoria e i valori che fanno, di quella italiana, una Società civile ed evoluta, colta, includente, accogliente e attenta ai principi dell'uguaglianza.

Credo sia noto a tutti il sacrificio di migliaia di vite umane e dell'impegno di tanti, iniziando dai combattenti e finendo con i membri che furono eletti nella "Costituente", che ci permette di godere di una bellissima "Carta costituzionale" che oggi, dissennatamente, alcuni vorrebbero stravolgere a garanzia di un beneficio destinato a pochi privilegiati.  

Credo che le motivazioni che ci portano a celebrare la "Festa della Liberazione" non debbano mai essere taciute ma anzi evidenziate e ricordate in ogni circostanza, perché diversamente sarebbe come far morire una seconda volta chi ha combattuto contro il razzismo e ogni dittatura.

Buon 25 aprile e pace e libertà.  

18 Commenti per "Gratitudine resistente"
Hanno commentato : Giuseppe (4) | paola (4) | rinalba (2) | vittoa (1) | Mina (1) | Mimma (1) | Sardus Pater (1) | bertula (1) | Piero Calamandrei (1) | Dea Madre (1) | Giuseppe Porcu (1) |
bertula ha detto:
25 Aprile 2010 alle ore 18:56:13

Oggi la "Festa del 25 aprile" viene chiamata anche Festa della Libertà: è un'occasione per ricordare che la libertà non è un valore gratuito che esiste automaticamente o una condizione che si mantiene da sola.

La libertà va difesa giorno per giorno: ancora oggi, nella nostra nazione, esistono persone e politici che non sempre agiscono nel rispetto della libertà e della democrazia e tutti noi dobbiamo tenere sempre gli occhi ben aperti se vogliamo custodire questo bene prezioso che garantisce alle persone di vivere al meglio possibile.

Qualcuno ha anche cercato di confondere le idee, usando la parola "libertà" e la denominazione di "Festa della Libertà" con significati che non hanno alcun riferimento ai valori del 25 Aprile ma si rifanno solo al nome di un partito politico.
Ma, come si sa, la storia del 25 Aprile è chiara e definita e quei valori sono in vigore per tutti (anche per chi li misconosce, non li condivide o per chi è ignorante di storia).
La Costituzione della Repubblica Italiana vale anche per loro.
Come ha detto il Presidente della Repubblica Napolitano, la Festa della Liberazione è di tutti.

Certa, di tutti coloro che conoscono la storia e che sanno e riconoscono che la Costituzione Italiana è nata dalla Resistenza e dall'Antifascismo.
Chi non sa questo (o finge di non saperlo) non sa nemmeno che cosa sia il 25 Aprile e perché lo si festeggi ogni anno.

bertula (1 commenti inseriti)
paola ha detto:
25 Aprile 2010 alle ore 13:14:27

Nella gallery sono visibili alcune foto della celebrazione della Festa della Liberazione a Sassari.
L'Auser c'era!!!

paola (722 commenti inseriti)
Mina ha detto:
21 Aprile 2010 alle ore 20:21:36

Stiamo cancellando la storia e con essa i legami del nostro passato. La nostra identità è frutto della conoscenza della nostra storia. La memoria, la tradizione è essenziale per ogni società e occorre ritornare alla memoria, per recuperare la rete di rapporti che legano i padri ai figli, il presente al passato. Pertanto la nostra partecipazione, con il canto di “Auschwitz”, ha un significato efficace: infondere la nostra identità di cittadini.

LA CANZONE DEL BAMBINO NEL VENTO (AUSCHWITZ)

Son morto con altri cento, son morto che ero bambino,
passato per il camino e adesso sono nel vento,
e adesso sono nel vento.
Ad Auschwitz c’ era la neve,
il fumo saliva lento nel freddo
giorno d’ inverno e adesso sono nel vento,
e adesso sono nel vento.
Ad Auschwitz tante persone, ma un solo, grande silenzio.
E’ strano, non riesco ancora a sorridere qui nel vento,
a sorridere qui nel vento.
Io chiedo come l’ uomo può uccidere un suo fratello,
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento.
Ancora tuona il cannone e ancora non è contenta,
di sangue la bestia umana e ancora ci porta il vento,
e ancora ci porta il vento.
Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare
e il vento si poserà, e il vento si poserà….

Mina (9 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
21 Aprile 2010 alle ore 14:35:34

E' giusto che i tantissimi visitatori del nostro sito possano "comprendere" a pieno il significato profondo della bella e significativa poesia di Giuseppe Porcu. Provo a rivisitarla in lingua italiana, chiedendo scusa se non riesco ad esplicitare compiutamente il pensiero del poeta.
Conosciuti per puro caso
in desiderate ore di riposo
proprio dove si incontrano due vallate
orgoglio della popolazione del luogo.
C'è un cippo, ricco di lumini e di date,
che ricorda gli eroi della Liberazione,
che con il loro sangue indomito
hanno scritto la Costituzione.
Calamandrei ci ricorda
con canti per la libertà e per la giustizia
che hanno sacrificato la loro vita.
Se oggi possiamo essere liberi è merito loro.
Più siamo amici, più si arricchisce il rapporto umano.

(Giuseppe Porcu)

Giuseppe (704 commenti inseriti)
Giuseppe Porcu ha detto:
21 Aprile 2010 alle ore 11:38:03

In Piemonte ,dove ho vissuto a lungo,non è raro incontrare dei luoghi dove i nazisti avevano distrutto villaggi e fucilato degli innocenti da Boves al Martinetto e tanti altri.oltre alla lapide murata nel Palazzo Comunale di Cuneo citata da Dea Madre.Al Colle del Lys , una località delle prealpi che fa da sparti acque fra la Valle di Susa e le Valli di Lanzo è stato eretto un monumento in ricordo delle vittime del nazismo di quelle borgate.In quel monumento si trovano scritte le parole dello stesso Calamandrei riportate da Giuseppe.
Durante la mia permanenza in Piemonte,mi recavo spesso al Col del Lys nelle giornate libere,dove incontravo tante altre persone fra le quali anche un sardo di Gonnosfanadigas con il quale ci scambiavamo delle poesie in sardo.Fra le tante le scrissi questo sonetto.

Connotos pro pura occasione
in oras de riposu disizatas,
propri'uve s'imbenin duas vallattas
orgogliu 'e custa popolazione.

d'eroes de sa Liberazione
su"Cipu" est tottu lumenes e datas
chin su samben ribelle de sas borgats
an iscrittu sa Costituzione.

Calamandrei avvertit de ammentare
cantos pro libertate e pro giustizia
sacrificatu an s'issoro esistenzia.

Si liberos potimus circulare,
cantu de prus s'astringhet amcizia
prus s'allargat s'umana connoschenzia.

Giuseppe Porcu (42 commenti inseriti)
paola ha detto:
21 Aprile 2010 alle ore 05:29:18

Rinalba, per fortuna il tuo messaggio è stato letto da Giuseppe e poi di portarmI la macchIna fotografica non mi ricordo mai, ALTRIMENTI stamattina mi sarei vendicata...
Giuseppe!!! eppure te l'ho chiesto di fare un buon uso delle fotografie (che già basta "Vittoria kun kussa makinedda malaitta")... Però devo darti ragione: la mostra merita di essere visitata e sopratutto le didascalie e i richiami ai fatti di quel tempo meritano un'attenta e scrupolosa lettura! La memoria sta iniziando ad affievolirsi e questo non è bene!

paola (722 commenti inseriti)
Dea Madre ha detto:
20 Aprile 2010 alle ore 21:33:58

"Lo avrai, camerata Kesselring..."

Processato nel 1947 per crimini di Guerra (Fosse Ardeatine, Marzabotto e altre orrende stragi di innocenti), Albert Kesselring, comandante in capo delle forze armate di occupazione tedesche in Italia, fu condannato a morte. La condanna fu commutata nel carcere a vita. Ma già nel 1952, in considerazione delle sue "gravissime" condizioni di salute, egli fu messo in libertà. Tornato in patria fu accolto come un eroe e un trionfatore dai circoli neonazisti bavaresi, di cui per altri 8 anni fu attivo sostenitore. Pochi giorni dopo il suo rientro a casa Kesselring ebbe l'impudenza di dichiarare pubblicamente che non aveva proprio nulla da rimproverarsi, ma che - anzi - gli italiani dovevano essergli grati per il suo comportamento durante i 18 mesi di occupazione, tanto che avrebbero fatto bene a erigergli... un monumento.
A tale affermazione rispose Piero Calamandrei, con una famosa epigrafe (recante la data del 4.12.1952, ottavo anniversario del sacrificio di Duccio Galimberti), dettata per una lapide "ad ignominia", collocata nell'atrio del Palazzo Comunale di Cuneo in segno di imperitura protesta per l'avvenuta scarcerazione del criminale nazista. L'epigrafe afferma:

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio del torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA

Dea Madre (35 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
20 Aprile 2010 alle ore 21:18:43

Cara Rinalba, ho cercato di svolgere diligentemente il compito che mi hai assegnato. Peccato che le foto non diano a pieno l'idea della ricchezza dei contenuti della mostra, che ti assicuro è davvero molto interessante. In compenso abbiamo un bel primo piano della attivissima Presidente della Terza Circoscrizione.

Giuseppe (704 commenti inseriti)
rinalba ha detto:
20 Aprile 2010 alle ore 12:13:47

a Paola e a Giuseppe:
ci farete il regalo del reportage della minifestazione di SS?
Grazie mille e un abbraccio Rinalba

rinalba (417 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
20 Aprile 2010 alle ore 08:45:12

Naturalmente, ci sarò, anche se, debbo confessarti, che ieri in ... anteprima ... ho avuto la possibilità di visitare la mostra ... con tutta calma.
Ed anch'io ho pensato che Emilio Lussu, Antonio Gramsci, ma anche eroi meno illustri come Lentini, dai cartelloni molto significativi guardassero al nostro mondo di oggi con occhi molto severi.

Giuseppe (704 commenti inseriti)
paola ha detto:
20 Aprile 2010 alle ore 06:56:01

Sempre per gratitudine resistente, presso la Circoscrizione n° 3 del Comune di Sassari, oggi alle 17.00 verrà inaugurata una mostra storico-fotografica che ripercorre la vita e i fatti della resistenza antifascista in Sardegna, nel periodo compreso tra il 1921 e il 1926. Chi è a Sassari, chi con facilità può esserci, è invitato a partecipare. Le fotografie, le storie e i fatti riportati riguardano nostri parenti, nostri conterranei (tra i quali non potevano mancare Antonio Gramsci ed Emilio Lussu) che si sono spesi nel contrasto al regime fascista.
(a proposito di Emilio Lussu: secondo me si sta rivoltando nella tomba alla velocità di una trottola... le ultime scelte politiche fatte dai responsabili del P.S.d'Az. non lo onorano di sicuro. Però forse anche Antonio Gramsci non scherza...)

paola (722 commenti inseriti)
vittoa ha detto:
19 Aprile 2010 alle ore 16:28:02

Letti i commenti di Paola, Giuseppe, Mimma e Rinalba voglio contribuire alle vostre riflessioni con la poesia

PARTIGIA - PRIMO LEVI

Dove siete, partigia di tutte le valli,
Tarzan, Riccio, Sparviero, Saetta, Ulisse?
Molti dormono in tombe decorose,
quelli che restano hanno i capelli bianchi
e raccontano ai figli dei figli come,
al tempo remoto delle certezze,
hanno rotto l'assedio dei tedeschi
là dove adesso sale la seggiovia.
Alcuni comprano e vendono terreni,
altri rosicchiano la pensione dell'Inps
o si raggrinzano negli enti locali.
In piedi, vecchi: per noi non c'e' congedo.
Ritroviamoci. Ritorniamo in montagna,
lenti, ansanti, con le ginocchia legate,
con molti inverni nel filo della schiena.
Il pendio del sentiero ci sarà duro,
ci sarà duro il giaciglio, duro il pane.
Ci guarderemo senza riconoscerci,
diffidenti l'uno dell'altro, queruli, ombrosi.
Come allora, staremo di sentinella
perché nell'alba non ci sorprenda il nemico.
Quale nemico? Ognuno e' nemico di ognuno,
spaccato ognuno dalla sua propria frontiera,
la mano destra nemica della sinistra.
In piedi, vecchi, nemici di voi stessi:
La nostra guerra non e' mai finita.

vittoa (1 commenti inseriti)
rinalba ha detto:
18 Aprile 2010 alle ore 19:45:34

Carissima Paola,
come sempre sei puntuale a ricordarci i momenti più importanti della e per la nostra vita e te ne sono grata;
troppe nubi all'orizzonte, troppi messaggi sibilllini quotidianamente e troppe situazioni oggettive non fanno ben sperare nel proseguo della LIBERTA'.
Possiamo mai parlare di libertà se non ho il diritto ad un insegnante di sostegno, se non posso curarmi e fare prevenzione perchè la sanità è diventato un problema ragionieristico, se so già che a settembre se non sarò riuscita a pagare i buoni pasto o i viaggi con lo scuolabus , mio figlio non avrà diritto nè all'uno nè all'altro, se per avere uno straccio di lavoro devo rinunciare al diritto di essere madre per non gravare sulla ditta, se vengo invitata a non iscrivermi al sindacato, a non partecipare a manifestazioni sindacali e a firmare una busta paga falsa e ringraziare perchè alla mano mi danno la metà di quanto dichiarato..........?
Che dire del tentativo di modificare anche la costituzione?
BENE ha fatto lo SPI Sardegna e la CGIL tutta a distribuirne nei congressi una copia tascabile per risvegliare le coscienze assopite.....
Non credo si possa parlare di festa del 25 aprile piuttosto parlerei di una gornata di riflessione ,di presa di coscienza del pericolo incombente e quindi di un impegno collettivo per riappropiarci della nostra LIBERTA' con tutti i suoi valori .
UN abbraccio rinalba

rinalba (417 commenti inseriti)
Piero Calamandrei ha detto:
17 Aprile 2010 alle ore 21:21:25

C’e’ qualcuno che vuole stravolgere la nostra storia e la COSTITUZIONE

« Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione. »

(Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Milano, 26 gennaio 1955)

Piero Calamandrei (2 commenti inseriti)
Mimma ha detto:
17 Aprile 2010 alle ore 00:35:41

Libertà: “Condizione libera, cioè di chi può disporre di se stesso, dei propri atti e movimenti in contrapposizione a: schiavitù, prigionia, detenzione e qualsiasi stato di soggezione ad una autorità tirannica. La libertà di un popolo e l’ indipendenza da potenze straniere e da un potere tirannico interno”. Questa è solo una piccola parte della definizione che il vocabolario riporta.

Proprio il 25 aprile 1945 i Partigiani (con l’ appoggio degli Alleati americani e inglesi) entrarono vittoriosi nelle principali città liberando la Italia. I Partigiani erano uomini, donne, ragazzi, soldati, operai, contadini: insomma, gente di diverse idee politiche o fede religiosa, ma che avevano deciso di impegnarsi per porre fine al fascismo e fondare in Italia una democrazia, basata sul rispetto dei diritti umani, senza distinzione di razza, di idee, di sesso e di religione. Oggi la “Festa del 25 aprile” viene chiamata Festa della libertà, un’ occasione per ricordare che la libertà va difesa giorno per giorno: ancora oggi esistono persone e politici che non sempre agiscono nel rispetto della libertà della democrazia e tutti noi dobbiamo tenere gli occhi ben aperti se vogliamo custodire questo bene prezioso che garantisce alle persone di vivere al meglio possibile. Mi piacerebbe che tutto questo fosse capito, ma soprattutto, il mio sogno è di poter vivere un giorno in un mondo libero, senza dimenticare però, che questo richiede rispetto reciproco. La libertà, nonostante suoni strano, è un principio, un valore ed un diritto che ogni essere vivente, maschio o femmina, deve avere e ciò comporta doveri verso il prossimo. Io la amo e continuerò a pretenderla e a gridare, piangere e ridere dimostrando la voglia di indipendenza che mi appartiene.

Ciao Paola

Mimma (207 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
16 Aprile 2010 alle ore 19:35:36

Tempestivo e molto opportuno, cara Paola, il Blog che ci proponi e che ci annuncia il prossimo 25 Aprile .
Ci sono oggi tutte le ragioni per assumere la decisione di RESISTERE !!!
Ricordate il ... ..ora e sempre resistenza ... di Piero Calamandrei e il ... ...resistere, resistere, resistere .. di Francesco Saverio Borrelli?
C'è qualcosa di strisciante oggi che si rassomiglia molto ad un ... ... regime ... ...
Non abbandoniamo dunque le nostre postazioni ...

Giuseppe (704 commenti inseriti)
paola ha detto:
16 Aprile 2010 alle ore 10:46:11

E' probabile che pensiate che il blog sia stato inserito con largo anticipo, ma la tensione di questi giorni dovuta l'arresto dei medici di Emergency in Afhganistan, il tentativo - per fortuna rientrato - della ministro Gelmini di cancellare dai libri di storia tutte le citazioni relative alla Resistenza partigiana, la chiusura e l'oscuramento di tanti blog che denunciano la violenza e le guerre "economiche" che danneggiano i popoli più deboli e indifesi, la difficoltà di reperire in rete documenti e informazioni che prima erano alla portata di tutti, mi impone di cercare il vostro sostegno, la vostra vicinanza per sentire meno l'indifferenza e provare a contrastare la rassegnazione che noto in tante persone. So che la troverò come sempre, perchè so che anche voi siete attenti, grati e resistenti.

paola (722 commenti inseriti)
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