Nella stessa categoria ...

Categorie Blog

Archivio Blog

Ultimi Blog Commentati

Ultimi Commenti Inseriti

Add to Technorati Favorites

Viaggio in India

02 Luglio 2010 - Categoria Svago
Autore ...

    

Il passo fa crescere nelle membra

l'ansietà del cammino;

parole impazienti risuonano nell'animo

al ritmo della danza


sotto la serra.

Rabindranath Tagore

 

I bambini e le tradizioni sassaresi

  

39 Commenti per "Viaggio in India"
Hanno commentato : maria (6) | Mimma (3) | Giuseppe (3) | Mata Hari (3) | Dea Madre (2) | Sita Ram (2) | Sita Rama (2) | paola (2) | noemi (2) | ANNA P. (1) | Auser SS (1) | Angelina (1) | vittoria (1) | la vittoria indiana (1) | auser india (1) | Emilia Viterbo (1) | claudio (1) | Vittora, Tonia, Silvana, Rosa e ....... Giuseppe (1) | IL TERZO MONDO (1) | rinalba (1) | Maria Teresa Mercinelli (1) | M. Domenica (1) | Enzo (1) |
Emilia Viterbo ha detto:
27 Agosto 2012 alle ore 14:36:56

Certamente, l'India è un paese magico, con tanta cultura e tradizione da scoprire

Emilia Viterbo (1 commenti inseriti)
Angelina ha detto:
16 Maggio 2012 alle ore 17:34:19

rajasthan è la piu bella regione d'India.. vi raccomando

Angelina (1 commenti inseriti)
Enzo ha detto:
07 Dicembre 2011 alle ore 16:13:19

Sarebbe un viaggio perfetto per Natale e capodanno, penso che su alcuni siti come tripavisir e viaggioinindia.net ci sono tanti itinerari da scoprire come RAjhastan, Mumbai Delhi etcc..

Enzo (1 commenti inseriti)
IL TERZO MONDO ha detto:
18 Luglio 2010 alle ore 20:20:16

POGARIDADE ASSA FACCIA DE CHIE NO MANDIGADA.....CESS...

IL TERZO MONDO (1 commenti inseriti)
paola ha detto:
16 Luglio 2010 alle ore 16:26:34

Per Vittoria (& Company) La guida Felice... argomento interessante!!! Com'è, com'è ? E' alto, bello, mette il kajal?

paola (722 commenti inseriti)
auser india ha detto:
15 Luglio 2010 alle ore 16:19:02

Namaste' auserini siamo ad Japur , abbiamo visitato il mercato molto colorato e vociante e siamo saliti sul riscio'. Ora siamo in albergo e fra poco assaggeremo il cibo dell' India del Nord.

Baci da tutti e dalla guida Felice

auser india (1 commenti inseriti)
Auser SS ha detto:
15 Luglio 2010 alle ore 11:29:02

Namastè, cara Vittoria, no timì l'aereo tantu si ni caggi... no e' toiu. La tua cara presidente M. Teresa, con affetto e simpatia, le/ci mancate tanto... sigh sigh!!!

Auser SS (2 commenti inseriti)
M. Domenica ha detto:
14 Luglio 2010 alle ore 16:57:40

Ciao cari turisti, con immenso piacere leggo il vostro primo commento. Che gioia sapere che siete ancora vivi. Anche noi vi pensiamo spesso soprattutto Vittoria, il nostro caro angelo che ha paura di volare, ricordati, devi affrontare il viaggio di ritorno, ma non preoccuparti Mata Hari sarà ben lieta di incoraggiarti. Per quanto riguarda i medicinali, beh! noi non abbiamo bisogno di vi... Agra anzi... se volete favorire...

P.S. Vi comunico che il 28-07-2010 alle h. 18,00, ad OSSI, si costituirà il direttivo AUSER. Che soddisfazione!!!

M. Domenica (1 commenti inseriti)
Vittora, Tonia, Silvana, Rosa e ....... Giuseppe ha detto:
14 Luglio 2010 alle ore 10:22:26

Namaste, cari auserini, l`aereo non e caduto siamo vivi e vegeti, ............. un po` accaldati, ma il nostro pensiero vi segue sempre e ci accompagna in questo nostro " pellegrinaggio" alla ricerca di una nuova e piu' totalizzante spiritualita'. Dopo la tappa di Delhi, siamo pervenuti alla citta' di ......AGRA per sperimentare i prodotti sanitari (leggi ... vi...AGRA).
Scherziamo Agra e' una citta' di circa 2.500.000 ab. ricca di storia e monumenti delle varie religioni (indu', buddista e mussulmana e altre ancora).
Questo reportage e l'anteprima della documentazione filmica e fotografica che potrete vedere nel nostro blog nelle prossime settimane. A presto bye bye......
PS se volete medicine di vi Agra chiedetele a noi

Vittora, Tonia, Silvana, Rosa e ....... Giuseppe (1 commenti inseriti)
Mata Hari ha detto:
11 Luglio 2010 alle ore 19:59:40

Ciao, cara Vittoria, vai pure tranquilla vola con entusiasmo e non preoccuparti più di tanto. Sappi che gli aerei di oggi non sono più sicuri di quelli di una volta. Comunque, in entrambi i casi, se si dovesse spegnere il o i motori sarebbero membri amari. Un consiglio da chi viaggia spesso, mantieniti forte e prega tanto, ma che dico, sei un angelo quindi...

Mata Hari (7 commenti inseriti)
la vittoria indiana ha detto:
11 Luglio 2010 alle ore 19:11:20

Cari auserini fra poche ore andrò in India ma… c’è un ma… ho paura di volare!
Per cercare di esorcizzare la paura vi racconto come passo le giornate che precedono il volo.
Inizio a pensarci parecchi giorni prima, di notte e la mattina presto creando dentro di me una tensione che di certo non mi giova ( infatti le paure si alleviano con la tranquillità ) e mi fa perdere il sonno! Poi arriva il giorno della partenza e faccio una serie di cose senza senso come "non mangiare troppo, ma neanche troppo poco o niente" , prendo un numero imprecisato di caffè uno dopo l'altro tanto per ammazzare il tempo. Nessuno in questi giorni mi deve contrariare, irritare e non si accettano battute su aerei, tempo brutto, paure, etc e anche se non sono una superstiziosa evito i gatti neri, non passo sotto le scale.
Salita sulla scaletta dell'aereo con le gambe molli tanto da sembrare di camminare sullo stracchino come fa un condannato al patibolo, superate un paio di gaffe con un sorriso bloccato e quasi disegnato sulle labbra cianotiche e tremanti, mi metto finalmente a sedere il più lontano possibile dal finestrino. Subito controllo la situazione: il giubbotto di salvataggio sotto il sedile, i sacchetti di carta pro-vomitino, la rivista bilingue, l'aria condizionata a palla, etc , tutto ok, poi la partenza. Incollata alla poltrona con gli occhi sbarrati subisco il decollo che nella fase finale ( quando l'aereo si mette dritto in quota ) mi provoca sensazioni di caduta, quasi di vuoto. L'orecchio durante il viaggio si spalanca pronto a carpire ( neanche fossi un meccanico aeronautico ) ogni rumore anomalo del motore, ogni scricchiolio della struttura ( e ce ne sono tanti ) pronto a far scattare quel brivido freddo che per un attimo gela il sangue. E all'arrivo ahh! che sollievo, bacerei il terreno come si vede nei films.
Ora una domanda sorge spontanea….. ma perché voli?
Boooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!

la vittoria indiana (1 commenti inseriti)
ANNA P. ha detto:
11 Luglio 2010 alle ore 17:48:52

Buon viaggio per l'INDIA a Giuseppe Silvana Vittoria Tonia e a tutti gli altri che non conosco.

ANNA P. (52 commenti inseriti)
Sita Rama ha detto:
11 Luglio 2010 alle ore 16:17:59

Namastè Giuseppe ti auguro di cuore di goderti le vacanze e divertirti tanto. Buon viaggio e al ritorno, pubblica nel blog il reportage indiano!
Namastè Giuseppe

Sita Rama (2 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
11 Luglio 2010 alle ore 08:01:12

Namastè ... a tutti/e voi!
Grazie per le interessanti notizie sull'India che avete inserito nel Blog. Domani, 12 luglio, partirò pe l'India con un bagaglio di conoscenze e di sensazioni grazie a voi molto più ricco. Rimane l'impegno di trasmettere foto, filmati, commenti, reportage ...
A presto!...

Giuseppe (704 commenti inseriti)
noemi ha detto:
10 Luglio 2010 alle ore 14:49:40

namastè maria..!!

noemi (2 commenti inseriti)
maria ha detto:
09 Luglio 2010 alle ore 13:42:21

nemastè noemi

maria (62 commenti inseriti)
Maria Teresa Mercinelli ha detto:
09 Luglio 2010 alle ore 13:22:54

Quando mi viene chiesto di parlare della mia vita con le donne indiane, e quindi di tradurre in parole tutto quel bagaglio di emozioni, immagini, ricordi che esse hanno rappresentato per me negli anni vissuti a New Delhi, provo sentimenti contrastanti: da un lato la gioia di condividere ciò che ormai fa parte di me, dall'altra la responsabilità di non falsare, con il mio “filtro”, l'immagine che propongo. Ricordo, infatti, la raccomandazione che una mia cara amica indiana soleva ripetermi, ogni qualvolta mi faceva incontrare realtà diverse di donne emarginate: "Conserva bene nei tuoi occhi, nella tua mente, nel tuo cuore tutto ciò che osservi, perché sarai tu, nel tuo paese e dovunque vorrai, gli occhi, le gambe, le menti e i cuori di tutte le donne che, a differenza di te, non hanno la possibilità di far conoscere la loro condizione".
Insieme a mio marito Ambrogio e ai nostri figli, Mattia e Marco Maria, ho vissuto qualche anno in India, dove ho avuto modo di incontrare e conoscere tante donne diverse per età, cultura, religione, condizione sociale e casta. Il mio impegno si è rivolto soprattutto verso le donne socialmente più emarginate - “fuori casta”, domestiche, prostitute - e i loro figli.
Come donna, ed in particolare come donna occidentale, sono rimasta sorpresa, turbata o entusiasta, a seconda dei casi, di questo mondo femminile indiano così diverso dal mio.
Prima di affrontare la condizione della donna in India, con tutti i problemi che ne scaturiscono, vorrei sottolineare i valori che l'incontro con questo “mondo” mi ha trasmesso. Anzitutto la dolcezza: il delicato sorriso, tipicamente orientale, è il “biglietto da visita” con cui le donne si presentano e che, per una “straniera” quale ero io in quel contesto, è stato un vero incoraggiamento, un modo di farmi sentire meno sola e più accolta. Unadolcezza tutta femminile che non è mai sdolcinatura, bensì grazia, delicatezza (da non confondere con debolezza), caratteristiche che noi donne occidentali stiamo rischiando di perdere, indossando un'aggressività che non ci appartiene, per paura di non essere in grado di competere con gli uomini.
Mi ha colpito, inoltre, il loro gusto e il forte “senso del bello”, che si esprime nella cura della persona, prassi che accomuna ricche e povere. Penso agli splendidi capelli adornati da gelsomini delle donne del Sud, agli oli e balsami adoperati sin dall'infanzia, per arrivare all'infinita varietà di sari che avvolgono in modo elegante e sensuale il loro corpo senza mai traccia di volgarità.
Per non parlare poi della forza e del coraggio di tante donne, mogli, madri, che nella mia vita sono state una sfida ed un incitamento a lottare contro le ingiustizie, anche in condizioni di povertà e di solitudine.
L'India è un Paese dalle grandi risorse culturali e tecnologiche ma anche segnato da profonde sofferenze e privazioni, di cui le donne sono il bersaglio preferenziale. Ecco perché, accanto ai valori da esaltare e potenziare, il risvolto della medaglia mostra aspetti della condizione femminile per i quali è indispensabile un cambiamento.
“La bambina è un'intrusa sconosciuta, causa di dolore quando nasce, una maledizione per i genitori che devono provvedere alla dote. La bambina è anche quella che deve essere nutrita meno rispetto alla controparte maschile ed è una facile preda per sfruttamenti sessuali. Questa è la bambina. In una società in cui donne e bambini hanno pochi diritti, per il fatto di essere entrambi, lei non ne ha nessuno”. (Tratto da Bachi Kar Kaia, Prigioniera del Genere).
Osservando la realtà dall'interno, si comprende come la condizione della donna in India dipenda in gran parte dalla mancanza di istruzione e, quindi, da una dilagante povertà materiale e culturale, terreno fertile per lo sviluppo di tabù, superstizioni, pregiudizi e ingiustizie. La scorretta interpretazione dei testi sacri delle religioni praticate contribuisce a relegare la donna in ambiti di sottomissione e di assenza di autonomia, sia nel contesto famigliare che sociale.
Gli esempi in questo senso sono innumerevoli. Molti casi di violenza sulle donne hanno a che fare con la dote, uno dei tanti motivi per cui la nascita di una bambina non è sempre ritenuta un lieto evento. L'istituzione della dote è una condizione prematrimoniale che consiste nell'offrire alla famiglia dello sposo una quantità di denaro o di regali proporzionata alle aspettative. Se queste sono al di sotto delle richieste, la sposa non è accettata. Poiché il matrimonio è una delle tappe più importanti nella vita di un indiano, i genitori di una ragazza arrivano ad indebitarsi per anni pur di assicurare alla figlia una dote consistente. È facilmente comprensibile, allora, che avere più di una figlia costituisca un problema per una famiglia povera. Un figlio maschio, inoltre, è di solito preferito ad una femmina poiché quest'ultima, una volta sposata, lascia definitivamente la casa paterna per dedicarsi ai genitori e alla famiglia dello sposo, mentre il figlio rimane nella casa dei genitori, di cui si prenderà cura, ereditandone tutti i beni. La conseguenza è un atteggiamento di particolare cura nei confronti dei figli maschi e trascuratezza verso le bambine, dall'alimentazione, alla salute, per arrivare all'istruzione, fino ai casi più drammatici di aborti di bambine. Per evitare che questo si verifichi, il governo indiano ha approvato una legge che proibisce l'aborto di feti sani. In particolare, dal 1994 i medici hanno l'obbligo di non rivelare il sesso del nascituro durante l'ecografia.
Per restare sempre nei contesti più poveri - villaggi nelle zone più interne, alcune zone rurali e le periferie urbane delle grandi città – la mancanza di attenzione espone le bambine a vari tipi di violenze, tra cui quelle sessuali. Di qui la necessità per i genitori di farle sposare subito, in quanto, con il matrimonio, la famiglia di origine è sollevata da ogni responsabilità. In alcune zone questo continua ad essere il motivo alla base dei matrimoni in giovanissima età (child marriage). Una ragazzina che subisce violenza sessuale avrà infatti molta difficoltà a trovare un marito, e ancor di più una famiglia, disposta ad accettarla. Molte delle prostitute che ho incontrato nei bordelli di New Delhi erano ragazzine costrette a prostituirsi perché prive di futuro, avendo subito uno stupro.
Nel matrimonio, che nella maggior parte dei casi è combinato dai genitori degli sposi, la donna si trova spesso costretta ad una posizione subordinata rispetto all'uomo. Nei testi sacri hindu, pur essendo esaltato e benedetto il ruolo della donna quale sposa e madre, emerge la concezione della donna come pathivartha, cioè “devota al proprio marito”. Se dunque il marito è come un dio, la moglie può raggiungere la salvezza solo attraverso un atteggiamento di devozione. Tutto questo, però, spesso sfocia in un'errata interpretazione di una condizione di sottomissione della donna, che è negazione di autonomia, fino ai casi drammatici di tante povere vedove di cui nessuno si prende cura a causa di idee superstiziose. Emblematico, a tal proposito, il sati, gesto estremo di disperazione e protesta in cui la vedova si getta sulla pira funebre del marito.
Il quadro finora tracciato sarebbe desolante e senza speranza se non avessi conosciuto il coraggio, la forza e la determinazione con cui queste stesse donne sfidano le “leggi” inique che muovono le loro famiglie e la società intera, per costruire qualcosa di buono e di nuovo. Sono avvocati, domestiche, casalinghe, suore, medici, volontarie… tutte insieme per un cambiamento di mentalità da realizzare a qualunque livello.
Ci sono domestiche che insieme hanno steso una sorta di “Carta dei Diritti” da far sottoscrivere ai propri datori di lavoro per non essere più sfruttate (in tutti i sensi); ci sono prostitute che hanno seguito corsi di formazione sull'AIDS; ci sono donne impegnate politicamente che si battono per aumentare la rappresentanza femminile in Parlamento.
Lentamente molte cose stanno cambiando, ma è necessario continuare ad investire, soprattutto nell'educazione.
Anche se ora vivo in Italia, il contatto con questo “mondo” continua, perché è una realtà che fa parte di me e verso la quale nutro gratitudine e profondo rispetto

Maria Teresa Mercinelli (1 commenti inseriti)
noemi ha detto:
09 Luglio 2010 alle ore 12:32:20

è vero hai prprio ragione

noemi (2 commenti inseriti)
maria ha detto:
09 Luglio 2010 alle ore 08:35:22

rispondo a te dea madre ma saluto tutti hai pienamente espresso quello che volevo evidenziare io .C'è una città VRINDAVAN è la città delle vedove per via del gran numero di donne che vi trovano rifugio dopo aver perso i loro mariti o essere abbandonate ed essersi ritrovate in mezzo alla strada, spesso scaricate dalla famiglia del defunto
marito. diventano discepole del dio Krishna come vuole la religione indù dedicando il resto della loro vita a salmodiare e ad aspettare la "mokshi" il paradiso dove saranno liberate dal ciclo della morte e della reicarnazione, ma queste donne guardando la loro personalità , si vede la grande fede in dio, la fierezza d'essere indù, accettare con dignità la propria sorte in cambio di una ricompensa eterna, si riconoscono queste donne perchè indossanoil sari bianco

maria (62 commenti inseriti)
Dea Madre ha detto:
08 Luglio 2010 alle ore 19:37:44

Ciao, cara Maria, è vero l'India non è fatta di soli colori ...
...L'INDIA DELLE DONNE
CONDIZIONE FEMMINILE NELL’INDIA DEL 2008
di Laura Novak
In quel calore, in quell’odore così penetrante ci lasci il cuore.
L’India ti strappa l’anima, la conduce in molti luoghi, alcuni desolati e silenziosi dove farla riposare, altri rumorosi e coinvolgenti dove alimentarla. Ma l’India non è solo questo.
L’india è, soprattutto, antiche tradizioni culturali, usi e costumi tribali, spiritualità imperante... Ma, se guardi bene, a fondo, ponendo attenzione ai particolari di vita, ti accorgi che c’è anche un’altra India, nascosta, che osservi con gli occhi smarriti di donna moderna e libera.
Feti mai nati, selezionati, scelti, per essere uomini, non donne. Bambine abbandonate in tenera età, lasciate orfane su un marciapiede che non garantisce vita o dignità. Incalcolabile il loro numero. La maggior parte delle bambine nate nelle caste più inferiori non vengono censite né riconosciute. Ragazze date in sposa adolescenti, bambine senza capacità decisionale, assoggettate al terrore e alla schiavitù patriarcale.
Ogni giorno, nella loro casa, donne senza possibilità di riscatto dalla vita, vengono maltrattate, violentate, selvaggiamente picchiate e asservite a sevizie fisiche, ma soprattutto psicologiche.
Il carnefice può cambiare volto, violenza o potenza nel colpo, può essere padre, marito, suocero, fratello o addirittura figlio.Di tutte loro, 17 muoiono ogni 24 ore.
Le vedove, considerate alla stregua di donne ai margini della rispettabilità, erano sottoposte coattamente alla legge del Sati. Nessuna donna aveva diritto di sopravvivere al marito. L’asservimento totale alla logica di dipendenza dal marito, condannava il loro destino ad una punizione atroce: la sofferenza disumana di un rogo.
La vedova era drogata, seviziata e costretta alla rinuncia della vita, al sacrificio supremo in onore del marito, su una pira di fuoco e dolore. Di certo abbiamo notizia, negli ultimissimi anni, del riconoscimento del divorzio e di donne di carisma e personalità, leader politiche ed amministrative dell’India moderna.Ma, nello stesso modo, abbiamo prova di come le relazioni interpersonali, familiari e matrimoniali non siano riuscite ad evolversi con la stessa modernità.
I diritti più basilari, come l’alfabetizzazione, l’assistenza sanitaria, le cure mediche o la libertà di espressione/parola in pubblico, sono negati.
E, mentre gli passi accanto, li senti addosso o li schivi, gli sguardi delle donne indiane, bassi e lontani, dal passato lacerato, dal rassegnato distacco emotivo, ti marchiano a fuoco la memoria di donna libera.

Dea Madre (35 commenti inseriti)
Mata Hari ha detto:
07 Luglio 2010 alle ore 22:54:18

E lo sappiamo che vai in India, beata te! Ma... anche io vado in vacanza e sai dove? A su corru mannu de sa furca.
Ciaoooo

Mata Hari (7 commenti inseriti)
vittoria ha detto:
07 Luglio 2010 alle ore 22:31:10

Se volete conoscere le "danze" che animano le vie e le piazze del centro storico sassarese in questo periodo, vi prego di guardare il minivideo "il candeliere" al seguente indirizzo:
http://www.youtube.com/watch?v=X4OnDL-fp5Y

io però vado anche in India!!!!!!!!
ciaooooooooooooooooooooooooooooooooo a tutti

vittoria (106 commenti inseriti)
maria ha detto:
07 Luglio 2010 alle ore 13:39:42

grazie

maria (62 commenti inseriti)
Sita Ram ha detto:
07 Luglio 2010 alle ore 12:54:41

Namastè Maria dedico a te l'iscrizione trovata sul muro
della Casa dei Bambini di Calcutta

Trova il tempo..

Trova il tempo di pensare
Trova il tempo di pregare
Trova il tempo di ridere
È la fonte del potere
È il più grande potere sulla Terra
È la musica dell'anima.

Trova il tempo per giocare
Trova il tempo per amare ed essere amato
Trova il tempo di dare
È il segreto dell'eterna giovinezza
È il privilegio dato da Dio
La giornata è troppo corta per essere egoisti.

Trova il tempo di leggere
Trova il tempo di essere amico
Trova il tempo di lavorare
E' la fonte della saggezza
E' la strada della felicità
E' il prezzo del successo.

Trova il tempo di fare la carità
E' la chiave del Paradiso.
Namastè Maria

Sita Ram (2 commenti inseriti)
maria ha detto:
07 Luglio 2010 alle ore 08:59:11

il romanticismo è una cosa la realtà è ben diversa

maria (62 commenti inseriti)
maria ha detto:
07 Luglio 2010 alle ore 08:57:02

pochi giorni fa due studenti sono stati uccisi perchè si amavano e i loro corpi esposti nella scuola dove hanno studiato

maria (62 commenti inseriti)
maria ha detto:
07 Luglio 2010 alle ore 08:54:49

l'india non è fatta di soli colori bisogna viverci pr conoscere l'india fatta di istrizione sanità negata guadagnano poche rupie al giorno matrimoni combinati da genitori gia da piccoli povertà quindi non bisogna infastidirsi perchè chiedono l'elemosina

maria (62 commenti inseriti)
rinalba ha detto:
06 Luglio 2010 alle ore 21:16:02

che bello leggere tante notizie interessanti .....è viaggiare con la mente, con lo spirito e con il cuore.
grazie a tutti coloro che collaborano ala crescita di tutti noi del blog.
Namastè a tutti voi.....

Paoluccia non dimenticare la promessa.Ti abbraccio rinalba

A Giuseppe e alle compagne di viaggio ricordo che dovrete LAVORARE e non poltrire: i vostri viaggi sono linfa per chi sta a casa. Un abbraccio e namastè anche a voi.

rinalba (417 commenti inseriti)
paola ha detto:
05 Luglio 2010 alle ore 12:12:15

Buongiorno amici cari. Che belli e interessanti i commenti a questo blog e che bella la ragazza indiana, che bella la danza che effettua!!! Non so se è una mia fissazione ma mi pare che le danze tradizionali si somiglino un po' tutte... in questa, ripresa nel filmato, ci ho visto passi di ballo sardo, di flamenco, di samba...
Ho sempre guardato agli indiani dell'India (ma anche a quelli delle Americhe, per la verità) con un rispetto che è quasi timore...
Resto molto intimidita dalla grande fiducia che ripongono nella spiritualità, quella stessa che viene richiamata nel saluto "Namasté" (il dio che è in me saluta il dio che è in te)...
Sento però anche un grande dispiacere quando guardo a quella Nazione, per decenni soggiogata dal dominio inglese, perchè i suoi Governanti non hanno potuto preoccuparsi, come avrebbero potuto, della popolazione ridotta allo stremo dalla povertà perchè hanno dovuto adeguarsi ai "voleri" delle altre Nazioni.
Se l'Occidente fosse stato meno avido l'India avrebbe avuto minori preoccupazioni riguardo gli armamenti da difesa e avrebbe potuto curarsi maggiormente degli indigenti.
Invece...
p.s.: Giuse' certo che ne hai coraggio a metterti in viaggio con "kussa digrasciada"... ; D

paola (722 commenti inseriti)
Mimma ha detto:
04 Luglio 2010 alle ore 22:57:49

Interessante... grazie per tutte le informazioni che mi/ci hai dato.
Namasté

Mimma (207 commenti inseriti)
Sita Rama ha detto:
04 Luglio 2010 alle ore 20:33:59

Cara Mimma è molto difficile dare il significato di Siti - Rama.Potrai trovare qualche risposta leggendo questo stralcio.
"Il poema epico Ramayana, scritto dal saggio Valmiki, racconta la storia di Sri Ramacandra, l’incarnazione di Krishna nelle vesti di un re perfetto. La moglie di Sri Rama, regina e Sua eterna consorte è Sita Devi, che è anche la devota ideale. L’esempio di Sita Devi dimostra che chi agisce secondo il desiderio di Dio è sereno ed ha relazioni armoniose indipendentemente dalle circostanze. Sita Devi rivela la sua armonia interiore in tutte le dure prove affrontate sia quando viene a sapere che suo marito è stato condannato a quattordici anni di esilio nella foresta, sia quando viene rapita e imprigionata da Ravana o quando si riunisce a Sri Rama."
Namastè

Sita Rama (2 commenti inseriti)
Mimma ha detto:
04 Luglio 2010 alle ore 19:04:56

Ciao SitaRam, mi hai battuto sul tempo, grazie per la risposta tempestiva ed esauriente.
Ora mi piacerebbe che ci spiegassi le origini del "tuo" nome.
Namastè... SitaRam

Mimma (207 commenti inseriti)
Sita Ram ha detto:
04 Luglio 2010 alle ore 11:54:57

Namastè è una parola sanscrita il cui significato letterale è "mi inchino a te": infatti è formata da namas, ossia "salutare, inchinarsi facendo una reverenza" e dalla parola ti, ossia "a te"! Ma a parte il significato puramente letterale, il saluto Namastè è legato ad un significato spirituale che molti traducono con: *il divino che è in me saluta il divino che è in te*. Io lo leggo proprio a questo modo e mi piace, se posso, unirvi anche il classico gesto delle mani giunte dinnanzi al cuore (che sarebbe, poi, un mudra), mentre inchino il capo verso la persona a cui lo dirigo!
Me l'hanno insegnato anni fa e mi piace l'idea che in ogni persona, anche quella apparentemente più terribile e temibile, esista un chè di sacro che vada riconosciuto e rispettato!

Sita Ram (2 commenti inseriti)
Mata Hari ha detto:
04 Luglio 2010 alle ore 10:50:11

Bene, bene, bene caro Claudio, ben venuto nel nostro sito (mi auguro non sia l'ultimo). Nell'attesa che i nostri eroi: Vittoria, Tonia, Giuseppe e compagnia rientrino dalle vacanze, ci mettano a disposizione, per noi poveri mortali, i reportage e relativi filmati, raccontaci le tue emozioni qualcosa che ti è rimasto impresso su questa terra così affascinante e misteriosa chiamata INDIA, e ... perché no anche qualche foto, se né hai a disposizione.

P.S. Mimma perché non ci spieghi anche il significato della parola Namastè?

Mata Hari (7 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
04 Luglio 2010 alle ore 10:01:23

Ciao, Claudio, grazie per la tua segnalazione. Credo che il mio tour in India sia esattamente lo stesso. Ti farò sapere al rientro le mie impressioni.

Giuseppe (704 commenti inseriti)
claudio ha detto:
04 Luglio 2010 alle ore 06:47:00

Mi chiamo Claudio, insieme alla mia compagna Valeria siamo stati ad Agosto in India con volo Swiss (ottima compagnia).
Abbiamo visitato le città di: Delhi, Agra, Jaipur, Jodhpur, Udaipur, due giorni a Kathmandu, e poi Varanasi prima di tornare a Delhi.
Mi è molto piaciuta l’India, i suoi colori, la gente, il viso dei bambini, la confusione delle loro strade anche se i rumori dei lori clacson sono insopportabili.
Non mi sono imbattuto in molte scene dei mendicanti che ti assalgono e ti chiedono soldi, una cosa che non mi sarebbe molto piaciuta, anche se ero preparato a questa eventualità.
Un saluto a tutti
Claudio

claudio (13 commenti inseriti)
Mimma ha detto:
03 Luglio 2010 alle ore 17:16:56

Condivido pienamente il commento di Vittoria, la danza indiana mi ha sempre affascinato. Per non essere da meno con l'autore/ice del blog, vi propongo il "significato" de: La Danza Indiana

Narra la leggenda che l’universo sia stato creato danzando dal dio SHIVA sotto forma di NATARAJA (Signore della Danza) e che lo stesso Dio Brahma abbia rivelato il segreto della danza al saggio Bharata che raccolse l’insegnamento in un trattato intitolato “ Natya Sastra “ ancora oggi manuale di ogni forma di danza classica in India.
Dunque la Danza Indiana è una danza sacra rivelata direttamente dagli dei agli uomini, fonte di vita, di saggezza e di alta spiritualità. Infatti anticamente veniva danzata unicamente nei templi dalle DEVADASI (sacerdotesse-danzatrici). Lo scopo della danza è quello di liberare l’anima umana dal mondo delle illusioni e di ricongiungerla con la divinità.
Il contributo più significativo della Danza Indiana è forse il linguaggio delle mani : i MUDRA, gesti simbolici e sacri risalenti al periodo Vedico (1500 a. C.).
Questi gesti hanno raggiunto nella danza la loro dimensione più elevata, un vero e proprio linguaggio che può tradurre un testo letterario o religioso senza le parole.
Anche l’occidente si sta accostando al mondo della Danza Indiana scoprendone l’alto valore artistico, estetico, spirituale ed anche terapeutico.
Secondo le ricerche del prof. Oliver dell’Università di Montpellier, che da anni, in collaborazione con la danzatrice indiana Savitri Nair, studia gli effetti della musica e della danza indiana sul comportamento umano, l’esecuzione di una serie completa di MUDRA sembra avere un notevole effetto sul sistema nervoso per i cambiamenti fisiologici e psicologici riscontrati. Per questo motivo la danza indiana influisce sull’emotività e lo stato d’animo di coloro che la praticano.
La danza indiana costituisce un’ espressione estetica ed artistica di notevole bellezza, ha un effetto rivitalizzante sull’organismo e sul sistema nervoso e per la sua intrinseca spiritualità rappresenta una via di consapevolezza e di crescita interiore : la pratica regolare della Danza Indiana dona armonia fisica, psichica e spirituale.
Namastè ...a tutti

Mimma (207 commenti inseriti)
Dea Madre ha detto:
03 Luglio 2010 alle ore 07:30:11

Ormai sono una assidua lettrice dei tuoi diari ...tutte le volte mi lasci quel retro gusto di agro-dolce che mi fa venir voglia di assaggiare. Non ti nascondo che provo un po' di gelosia per il bellissimo viaggio che stai per iniziare. Spero che, al tuo rientro, ci metterai a disposizione la tua ricca documentazione fotografica che sicuramente realizzerai. Per ora non posso fare altro che augurarti buon viaggio e felice ritorno.

Dea Madre (35 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
02 Luglio 2010 alle ore 22:21:44

Grazie, caro/a autore/autrice del blog ... Mi hai richamato all'ordine: fra poco più di una settimana dovrò partire in India, ma la mia mente è ancora totalmente assorbita da scadenze di altra natura.
Rimane l'impegno dei reportage scritti e filmati che puntulamente inseriremo in questo sito.
Bella l'idea, che propone l'autore del log, dell'Auser che si reca in India: in effetti in ogni località estera (Perù, Messico, Yemen, Giordania, Birmania, Australia, ... ecc...) abbiamo simbolicamente fatto sorgere sempre una sede Auser... Così faremo anche in India ... E' un impegno ...

Giuseppe (704 commenti inseriti)
Lascia il tuo Commento
Attenzione : tutti i campi contrassegnati con il simbolo (*) sono obbligatori.
Nome (*)
Email

Commento (*)

Anteprima del commento