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Reportage dall'INDIA n° 1: Varanasi ed il Ganga Aarti.

01 Agosto 2010 - Categoria Società
Autore Giuseppe

Namastè, carissimi auserini! Eccomi puntuale all'appuntamento.

Il filmato che vi propongo si riferisce alla visita della città di Varanasi (Benares) ed alla partecipazione ad un rito religioso (Il Ganga Aarti) che tutte le sere, quando arrivano le tenebre, si svolge sulle rive del Gange e che simbolicamente è finalizzato ad addormentare il fiume. Al sorgere del sole, l'indomani, un altro rito lo risveglierà e migliaia di indhu si immergeranno nelle sue acque per la purificazione.

Varanasi è per gli indhuisti una città sacra ed il Gange è il più sacro dei fiumi dell'India.

Gli indhu credono che le sue acque scorrano fin dall'eternità perché le sue sorgenti si trovano sulla cima del monte Meru, la montagna al centro dell'Universo, dimora degli dei. Da lì il fiume scende sulla terra, passando attraverso la chioma intrecciata di Shiva.

Gli indhu vi giungono da tutta l'India in pellegrinaggio (alcuni anche a piedi). Lo fanno almeno una volta nella vita. Alcuni vi giungono per attendere la morte, essere poi cremati e le loro ceneri sparse nelle acque del fiume. Prendono l'acqua con le mani giunte, se la versano sul capo, si toccano gli occhi, la gola e il petto e la lasciano scorrere tra le dita per farla ricadere nel fiume; così facendo, compiono un rito di preghiera per i loro antenati e per le divinità. Altri rituali prevedono l'immersione nel fiume per alcuni secondi per liberarsi da tutti i peccati; alcuni bevono poche gocce d'acqua e riempiono il contenitore per portarla come offerta alla fine delle abluzioni.

Il filmato intende descrivere il traffico caotico delle vie di Varanasi, la presenza caotica delle migliaia di pellegrini ed, infine, il rito quotidiano del Ganga Aarti.

Puoi anche vedere tre filmati che descrivono le abluzioni del mattino ed il rito della cremazione, collegandoti ai seguenti indirizzi:

Varanasi Gange al mattino   http://www.youtube.com/watch?v=QIDaOv8PU8s

Cremation on the ganges    http://www.youtube.com/watch?v=K4ODZUhSJ7c 

Cremation                           http://www.youtube.com/watch?v=QFNKdMSl2A0

5 Commenti per "Reportage dall'INDIA n° 1: Varanasi ed il Ganga Aarti."
Hanno commentato : Mata Hari (1) | vittoria (1) | Dea Madre (1) | Desideria (1) | Fiamma (1) |
Dea Madre ha detto:
02 Agosto 2010 alle ore 21:16:31

Ad ogni parola un'immagine, un'odore, una sensazione un'emozione. Davvero mi sembra di essere stata in India con voi. Grazie Giuseppe!!

Dea Madre (35 commenti inseriti)
Mata Hari ha detto:
02 Agosto 2010 alle ore 18:57:32

Non ho mai visto tanta gente tutta insieme, c'è una confusione incredibile, no si distinghede su babbu dae su fizzu.
Vittoria, visto che il video ti ha riportata a Varanase, perché non ci spieghi più dettagliatamente il significato "addormentano il fiume", non riesco a capire come ci riescano. Scusa la mia ignoranza e la curiosità. Ciao

Mata Hari (7 commenti inseriti)
Fiamma ha detto:
02 Agosto 2010 alle ore 18:44:48

La mia Varanase
Immaginatevi i carrugi di uno dei nostri tanti vecchi approdi liguri, solo qualche centinaio di volte più grande, con palazzi più bassi, tutti inspiegabilmente diversi, ma sempre e comunque accomunati dalle cicatrici di una corruzione ossessiva. Immaginatevi vicoli stretti, talvolta strettissimi, all'interno dei quali un terzo uomo deve fermarsi e lasciar passare, un bazar medievale di rifugi a poche rupie con botteghe artigianali di lampade d'Aladino d'ogni specie, di sofisticazioni non meglio identificate per ogni sorta di liturgia, sottoscala privi di luce, scalpellini di figure antropomorfe, ceramisti, sarti, barbieri, librai di copertine insondabili, rivenditori di paccottiglie, riciclatori di pezzi di ricambio, mercati di verdura, frutta, fiori; a tutto questo aggiungete una quantità non stimabile di templi e tabernacoli, migliaia di vacche, tori, scimmie, cani randagi; spalmate tutto per qualche chilometro di gentile salita a partire da un fiume divinizzato che da un lato conosce la città e dall'altro l'alba e la natura più piana e infinita; una natura senza confini, pregna di una luce traversa metafisica, di una immobilità esausta, capace di trascinare l'animo verso un’attesa attenta, involontariamente perspicace e riflessiva. Ciò che state immaginando è Varanasi "citta della luce", un luogo della mente, una frontiera, una linea di confine al di là del quale finisce la materia e inizia lo spirituale. L'induista vi si consegna senza riserve, crede che morire a Varanasi lo possa salvare, trovando finalmente la sua moksha, la liberazione dal ciclo delle reincarnazioni, la pace.
Varanasi in un qualche modo assurdo e commovente non sarebbe la prima città sacra per l’Induismo e neppure sarebbe il luogo che vide a dieci chilometri dal suo centro nascere il Buddismo, dove il Buddha, dopo l’illuminazione, fece il suo primo discorso, non a caso sulla sofferenza, se non vi fosse in questa città una sorta di predisposizione alla riconciliazione col dolore.
Nella più antica città vivente del mondo, nei secoli, moltitudini di malati, mendicanti, anziani rimasti soli o che hanno abbracciato l'ultimo passo rinunciando al proprio nome, alla famiglia, ai propri beni materiali, si sono abbandonati e tuttora si abbandonano a questa riconciliazione. Lo fanno giorno dopo giorno, dall’alba al tramonto, unendosi agli altri indiani in una pratica religiosa umile e personale, sempre avvolta da un senso di accettazione, di sottomissione pacata alle leggi ineluttabili del karma, attraverso le abluzioni e le immersioni di purificazione, attraverso le visite ai templi, le offerte alle divinità antropomorfe che disseminano la città, o a quelle più intime di casa o dell’angolo più custodito di una bottega; lo fanno assieme attraverso la puja, la preghiera durante la quale il testo sacro viene cantato e il fuoco innalzato ad illuminare il volto di Shiva il distruttore e creatore affinché rimanga a saturare i sensi nelle rive così dolci della Dea Ganga. Ed è proprio lì, sdraiati all’alba sui gradini che scivolano nell’acqua, che Varanasi concede a chi vi è arrivato il privilegio di trasformare molte domande in rivelazioni. Al prezzo, beninteso, di far cadere qualche lacrima.

Fiamma (2 commenti inseriti)
Desideria ha detto:
02 Agosto 2010 alle ore 18:14:51

E' difficile non lasciarsi travolgere da tutte le sensazioni che i tuoi video emanano. Con poche parole ci hai portato in India, bravo Giuseppe continua farci vivere, attraverso i tuoi filmati, la magia dell'India.

Desideria (3 commenti inseriti)
vittoria ha detto:
02 Agosto 2010 alle ore 16:56:53

Questo video mi ha riportato a Varanase.
La sera all'imbrunire i sacerdoti addormentano il fiume con canti in sanscrito, accompagnato dal suono di piatti e tamburi e con fiori, incenso, sandalo, latte e vermiglio.
Grazie Giuseppe

vittoria (106 commenti inseriti)
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