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La Discesa dei Candelieri

13 Agosto 2010 - Categoria Manifestazioni
Autore Via Tintoretto Sassari

La Discesa dei Candelieri

É anzitutto una grande festa di popolo, un rito che è il cuore dell’identità sassarese. La festa del Mezzagosto coniuga la storia e le più sentite tradizioni cittadine e mette in mostra tutto lo spirito religioso e goliardico dell’anima di Sassari. La preparazione della festa inizia il mattino del 14 Agosto, quando il Candeliere di ciascuno dei Gremi viene prelevato dalla cappella del Gremio e condotto di fronte all’abitazione dell’Obriere di Candeliere per la tradizionale vestizione. Da qui, intorno alle 16.00, i Candelieri vengono condotti nel punto di raduno, sito nella Piazza Castello, dove anticamente sorgeva il castello aragonese. La Faradda prende il via intorno alle 18.30 nella Piazza Castello e ha il suo teatro naturale nel Corso Vittorio Emanuele Il corteo dei Candelieri arriva in tarda serata presso la chiesa di Santa Maria di Betlem, nel cui sagrato gli altri Candelieri danzano al loro arrivo in segno di riverenza e di saluto.
7 Commenti per "La Discesa dei Candelieri"
Hanno commentato : Sardus Pater (1) | Luisella (1) | Maria C. (1) | giacomina (1) | silvy97 (1) | Gavina (1) | Mimma (1) |
Mimma ha detto:
15 Ottobre 2011 alle ore 21:30:35

Siii, brava Silvy97. Mi piace il tuo commento e condivido.
Ora ne dovresti scrivere uno inerente la nostra festa della Solidarietà.
Mi piacerebbe leggere un tuo parere.
Ciao

Mimma (207 commenti inseriti)
silvy97 ha detto:
15 Ottobre 2011 alle ore 20:59:20

i candelieri secondo me sono la festa piu bella e da portatore di candeliere medio dico .......... A ZENT' ANNI a tutti quelli ke sono appassionati come me e a tutta la gente di sassari !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

silvy97 (1 commenti inseriti)
Maria C. ha detto:
19 Agosto 2010 alle ore 22:18:21

Caro Sardus, condivido pienamente il tuo commento. Anche io ho avuto l'onore di conoscere on. Francesco Cossiga, lo ricordo con affetto non come uomo politico, ma come persona umile disposta ad aiutarti. E noi mamme lo sappiamo bene, quando una persona aiuta i propri figli questa, per me, sarà stimata in eterno.

Maria C. (2 commenti inseriti)
Sardus Pater ha detto:
19 Agosto 2010 alle ore 08:45:24

Consentitemi, cari visitatori del sito, di esprimere un saluto deferente ed affettuoso a Francesco Cossiga.
Ho avuto la fortuna di conoscerlo ed, in alcuni momenti, di godere della sua solidarietà.
Posso dire di lui che era un uomo di personalità complessa, certamente di grande spessore intellettuale e politico, un sincero democratico.

Sardus Pater (59 commenti inseriti)
Gavina ha detto:
14 Agosto 2010 alle ore 15:07:42

"faraddi li candareri a fora li brasgieri"
(dopo la discesa dei candelieri togli fuori il braciere/dopo ferragosto inizia la brutta stagione)

Gavina (2 commenti inseriti)
giacomina ha detto:
14 Agosto 2010 alle ore 07:54:28

Il Piatto della Festha Manna

Il piatto per eccellenza della festa dei Candelieri non erano i Ciccioni, ne Tattaréu d’agnoni ne lu Ziminu erano lu coccoi a pienu.
I lumaconi ripieni, che restano tuttora uno dei piatti più prelibati per il palato dei sassaresi, fino a ieri venivano preparati soprattutto in occasione delle festività cittadine, e su tutte quella dei Candelieri, solennità che si concludeva sempre con una grande “mangiata”. I lumaconi si potevano raccogliere già durante i primi temporali di agosto.
I sassaresi però preferivano acquistarli comodamente dai giuggagiori, i venditori dei paesi vicini, soprattutto sorsesi e sennoresi. La preparazione del piatto è semplice: una volta spurgati con il sale per quindici minuti, i lumaconi devono essere bolliti. Quindi si prepara un ripieno a base di uova sbattute, formaggio, pane grattugiato e sugo di pomodoro. Una volta guarniti con il ripieno, i lumaconi vengono posti ordinatamente in una teglia cosparsa di sugo, ben assentaddi “a testa in alto” l’uno accanto all’altro, e quindi rimessi al forno fino a che siano dorati.

giacomina (4 commenti inseriti)
Luisella ha detto:
13 Agosto 2010 alle ore 22:14:19

Li candareri

Chista no poi ciamalla pruzissioni
acchì è una passiggiadda in alligria
finz’a la gesgia di Santa Maria.

Zerthu chi è lu più megliu appuntamentu
e un gran riciamu pà li furistheri
chi accùdini a vidé li Candareri.

Già so un ammacchiu! Farani pumposi
da Pianu di Castheddu. Lu tamburu
e lu piffaru sona a duru a duru.

Farani dretti in Piazza e dugna tantu
si pònini a baddà. Ti pari nudda!
A fallu vi vò genti assai fuzzudda!

Farani fattu fattu a li banderi
li Gremi antighi. Canta dignidai
in chisthi soz di li faculthai!

Omini di prufettu, intelligenti:
massai, frabbigamuru, zappadori…
e a la chiza ti parini signori.

Cara Sassari mea, di Ferraosthu
sei tu chi fari bedda e tirintina.
Li Candareri so la to’ vidrina.

Chi ipitàccuru raru! Eu l’aggiu in cori
e dugn’annu mi pari sempri nobu.
Parghu ridendi… cantu mi commobu!

Rosilde Bertolotti

Luisella (1 commenti inseriti)
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