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Reportage dall’India n° 4: Il Gange

27 Agosto 2010 - Categoria Società
Autore v

Gange, fiume divino

 

Le acque del Gange, secondo la religione induista, sgorgarono dal cielo, provenendo direttamente dai piedi del dio Vishnu. E siccome l’impatto di una tale massa d’acqua sarebbe stato devastante, Shiva si frappose tra cielo e terra e con la propria folta capigliatura fece da barriera. L’acqua scese dunque dal cielo sotto forma di rivolo divino, e ciò che oggi vediamo scorrere non è altro che una parte infinitesimale del Gange stesso. La maggior parte è da qualche parte sperduto nell’universo sacro e forse in altri paralleli. Questa un poco astratta cosmogonia è suffragata, secondo i credenti, dal fatto che mai nessuno si è ammalato seriamente perché ha ingerito le putride acque. In effetti dalle parti di Varanasi, il Gange è probabilmente il fiume più inquinato della Terra.

12 Commenti per "Reportage dall’India n° 4: Il Gange"
Hanno commentato : Giuseppe (3) | Mimma (2) | Guido (1) | Giusy (1) | Chicca (1) | rinalba (1) | V......a (1) | Sergio Assemini- (1) | Antonio (1) |
Mimma ha detto:
31 Agosto 2010 alle ore 18:43:51

Brava Vittoria, sei riuscita a colpire il bersaglio. Non avevo e non ho dubbi sui tuoi sentimenti sinceri e profondi. Il mio commento non era altro che una forma di provocazione "benevola" e tu, come sempre, hai saputo rispondere in modo toccante. E allora ... aiutiamo questi bambini che ti/mi stanno a cuore in modo che anche loro, come hai sottolineato nel tuo commento, abbiano una vita degna di essere vissuta.
Namastè cara Vittoria
Mimma

Mimma (207 commenti inseriti)
Antonio ha detto:
31 Agosto 2010 alle ore 16:10:07

La cultura dell'India
Lo sapevate che sono stati i Veda a inventare lo zero e il sistema binario e che e' grazie a loro che usiamo il Computer?

Antonio (13 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
31 Agosto 2010 alle ore 12:33:32

Parole forti e che condivido, cara Vittoria.

Giuseppe (704 commenti inseriti)
V......a ha detto:
31 Agosto 2010 alle ore 09:25:56

Cara Mimma non potrei vivere in India perché è fuori dal nostro mondo, quello dove tutto è assicurato, la sanità, lo studio, la libertà.
L’india è un altro mondo, un mondo dove invisibili catene ti impediscono di curarti, di studiare e spesso persino anche di vivere.
Questo mondo si chiama India, e le catene sono la povertà e l'ignoranza.
Durante il mio soggiorno in India ho trattenuto tante volte le lacrime.
Le ho trattenute quando ho visto i bambini giocare in mezzo alle feci di una mucca.
Quando abbiamo iniziato il giro non immaginavo che nella scala della povertà ci fossero tanti scalini. Quando pensavo di essere arrivata al piano terra scoprivo che c'era un'altra rampa, che portava nel seminterrato e poi un'altra, che portava nello scantinato e un'altra ancora.
Ma ho anche sorriso tanto quando ho visto molte donne e uomini così dignitosi nella loro povertà, così attaccati ai figli, così forti e sempre così sorridenti e questi bambini, così intelligenti ed allegri che hanno il diritto di vivere una vita dignitosa e noi abbiamo il dovere di aiutarli.

V......a (1 commenti inseriti)
Mimma ha detto:
30 Agosto 2010 alle ore 22:41:01

Cara/o V., anche io ho notato e condivido il commento di Guido. Sono convinta che ritornerai in India chiederai Asilo Politico e, per coronare questo sogno, comprerai casa il più vicino possibile al Gange e/o al Karni Mata Temple, il tempio dei topi tanto per intenderci.
Augurandoti con tutto il cuore che tutto questo si avveri, per poter vivere felice il resto della tua vita in un Paese, del quale ti sei innamorata, ti saluto con immenso affetto, simpatia e stima.
Ciao
Mimma

Mimma (207 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
29 Agosto 2010 alle ore 22:26:02

Grande Rinalba, ti abbraccio!... Grazie per il messaggio .. "forte ... che ci comunichi. Ne abbiamo bisogno! Viviamo una fase molto complessa ed è davvero difficile sapersi orientare.
Vogliamo essere carote, uova o caffè?
Io penso che non dobbiamo rinunciare a svolgere una azione che tenda, non a subire in negativo l'influenza esterna, ma a modificare la realtà che viviamo. Proprio come il caffè.

Giuseppe (704 commenti inseriti)
Giusy ha detto:
29 Agosto 2010 alle ore 21:47:29

Cara Rinalba grazie per la bellissima storia, complimenti a te che hai voluto condividerla con noi auserini............. Ciao............

Giusy (1 commenti inseriti)
Sergio Assemini- ha detto:
29 Agosto 2010 alle ore 21:19:46

Cara V. ho visto il filmato (n. 4) , è bello , domani esprimo un pensiero più compiuto perchè lo meriti tu, il gruppo tutto degli Auserini e l'oggetto ripreso. Ciao a presto

Sergio Assemini- (8 commenti inseriti)
rinalba ha detto:
29 Agosto 2010 alle ore 18:02:57



Per tutti gli amici del blog; l'ho ricevuta e condivisa, inizialmente, con alcune persone ; rileggendola ho pensato che magari poteva servire, per un attimo di riflessione, anche ad altri.....
vi penso .Buona domenica, Rinalba

L'AROMA DEL CAFFE' -

Una figlia si lamentava con suo padre circa la sua vita e di come le cose le
risultavano tanto difficili.
Non sapeva come fare per proseguire e credeva di darsi per vinta. Era stanca
di lottare.
Sembrava che quando risolveva un problema, ne apparisse un altro.

Suo padre, uno chef di cucina, la portò al suo posto di lavoro.
Lì riempì tre pentole con acqua e le pose sul fuoco.

Quando l'acqua delle tre pentole stava bollendo, in una collocò alcune carote,
in un'altra collocò delle uova e nell'ultima collocò dei grani di caffè.
Lasciò bollire l'acqua senza dire parola.

La figlia aspettò impazientemente, domandandosi cosa stesse facendo il
padre...

Dopo venti minuti il padre spense il fuoco. Tirò fuori le carote e le collocò
in un piatto.

Tirò fuori le uova e le collocò in un altro piatto.
Finalmente, colò il caffè
e lo mise in una scodella.

Guardando sua figlia le disse:
"Cara figlia mia, carote, uova o caffè?"

La fece avvicinare e le chiese di toccare le carote, ella lo fece e notò che
erano soffici; dopo le chiese di prendere un uovo e di romperlo, mentre lo
tirava fuori dal guscio, osservò l'uovo sodo.
Dopo le chiese di provare a bere il caffè,
ella sorrise mentre godeva del suo
ricco aroma.

Umilmente la figlia domandò: "Cosa significa questo, padre?"

Egli le spiegò che i tre elementi avevano affrontato la stessa avversità,
"l'acqua bollente", ma avevano reagito in maniera differente.

La carota arrivò all'acqua forte, dura, superba; ma dopo essere stata
nell'acqua, bollendo era diventata debole, facile da disfare.

L'uovo era arrivato all'acqua fragile, il suo guscio fine proteggeva il suo
interno molle, ma dopo essere stato in acqua, bollendo, il suo interno si era
indurito.
Invece, i grani di caffè, erano unici: dopo essere stati in acqua, bollendo,
avevano cambiato l'acqua.

"Quale sei tu figlia?" le disse.
"Quando l'avversità suona alla tua porta; come rispondi?"

Sei una carota che sembra forte ma quando i problemi ed il dolore ti toccano,
diventi debole e perdi la tua forza?

Sei un uovo che comincia con un cuore malleabile e buono di spirito, ma che
dopo una morte, una separazione, un licenziamento, un ostacolo durante il
tragitto, diventa duro e rigido?
Esternamente ti vedi uguale, ma dentro sei amareggiata ed aspra, con uno
spirito ed un cuore indurito?

O sei come un grano di caffè? Il caffè cambia l'acqua, l'elemento che gli
causa dolore.
Quando l'acqua arriva al punto di ebollizione il caffè raggiunge il suo
migliore sapore.
Se sei come il grano di caffè, quando le cose si mettono peggio, tu reagisci
in forma positiva, senza lasciarti vincere, e fai si che le cose che ti
succedono migliorino, che esista sempre una luce che, davanti all'avversità,
illumini la tua strada e quella della gente che ti circonda".

Per questo motivo non mancare mai di diffondere con la tua forza e la tua
positività il "dolce aroma del caffè".

--

rinalba (417 commenti inseriti)
Chicca ha detto:
27 Agosto 2010 alle ore 21:22:49

Con poche immagini sei riuscita a creare l’atmosfera che aleggia nella riva sinistra del Gange :Il continuo fluire di fedeli che scendono nelle acque sacre del Gange: uomini, donne, quest’ultime avvolte i fantasmagorici e colorati sari e le offerte dedicate alla Grande Madre Ganga.
I testi induisti raccontano che Ganga si convinse a scendere sulla terra in seguito alle implorazioni del Re Bhagirath, il quale vi si era rivolto affinché raccogliesse nelle proprie acque le anime dei suoi Avi, inceneriti dalla potenza di Vishnu. Soltanto così si sarebbero sottratti dalla maledizione eterna. Ganga, allora, scese sulla terra e lo fece con così inumana violenza da spaventare le stesse Divinità. La Grande Madre Ganga è l’immagine perfetta dell’Induismo, è l’immagine trasmigrante di Shiva: ora tempestosa e distruttiva, ora serena e gentile.

Chicca (13 commenti inseriti)
Guido ha detto:
27 Agosto 2010 alle ore 18:15:20

Caro V., si vede che hai ricevuto anche tu come tutti coloro che sono stati in India, una benedizione speciale. Altrimenti non si potrebbero cogliere questi momenti con questa grazia se non si fosse stati toccati nel profondo. Sono contento che anche tu ti sia innamorata di questo Paese

Guido (1 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
27 Agosto 2010 alle ore 11:30:14

Grazie, Vittoria, con il filmato mi hai richiamato sensazioni fortissime vissute in quesi giorni del viaggio in India e particolarmente sulle rive del Gange.

Giuseppe (704 commenti inseriti)
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