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Difendiamo la scuola pubblica

28 Febbraio 2011 - Categoria Manifestazioni
Autore Giuseppe

Articolo 33 della Costituzione:- "L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato".

Il 12 marzo  si manifesta per difendere la Costituzione e per dire no all'attacco di Berlusconi alla scuol pubblica.

7 Commenti per "Difendiamo la scuola pubblica"
Hanno commentato : Giuseppe (2) | Daniele (1) | Sergio- Assemini (1) | domenico (1) | Sergio-Assemini (1) | Sardus Pater (1) |
Sergio-Assemini ha detto:
11 Marzo 2011 alle ore 15:27:57

Il 17 p.v. tutta l'Auser, in Sardegna, è impegnata a valorizzare la ricorrenza del centocinquantesimo dell’Unità d’Italia.
Forse, è necessario esprimere le motivazioni per le quali dobbiamo festeggiamo il 150°.
La prima motivazione è la solidarietà, perché solo lo Stato nazionale, rappresentante di tutti gli interessi, potrà garantire una crescita equilibrata e solidaristica dei nostri territori.
Festeggiamo l’unità d’Italia perché essa possa essere in futuro sempre più europeista e mediterranea.
Allo stesso tempo, visti idisordini del Maghreb, è importante che lo Stato italiano ritorni protagonista all’interno dell’Unione Europea Mediterranea e accompagni i nuovi Stati verso una transizione pacifica e democratica.
L’Italia deve ritrovare il suo ruolo di protagonista all’interno del mediterraneo e dell’Europa.
Tutto questo può essere fatto solo se le migliori energie e risorse verranno messe a disposizione da tutti i territori per fare sistema.
Pertanto invitiamo i Cittadini a festeggiare il 150°, con i difetti e i pregi di questo Stato, ma con la consapevolezza finale che fuori dalla secca si esce tutti insieme e non dividendoci in inutili egocentrismi e localismi.

Sergio-Assemini (24 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
11 Marzo 2011 alle ore 14:49:20

Mi raccomando, domani 12 marzo, tutti in piazza, ciascuno nella propria città, "a difesa della Costituzione" ed a difesa della scuola pubblica, così duramente ferita dalle dichiarazioni di Berlusconi. Si manifesterà in tante poiazze: a Roma, in tante altre città, in Italia ed in Europa.

Giuseppe (704 commenti inseriti)
Sergio- Assemini ha detto:
08 Marzo 2011 alle ore 19:54:55

Cari Auserini, discorso in difesa della scuola pubblica di Piero Calamandrei del 1950, ma molto attuale.

Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.

Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c'è un'altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime... Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.
Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto.
Dare alle scuole private denaro pubblico!




Sergio- Assemini (2 commenti inseriti)
Daniele ha detto:
08 Marzo 2011 alle ore 17:37:12

http://www.vanninochiti.com/?p=10592&cpage=1#comment-1074

SULL'ARGOMENTO SCUOLA PUBBLICA

Daniele (1 commenti inseriti)
Sardus Pater ha detto:
01 Marzo 2011 alle ore 09:15:52

La disistima di Berlusconi per la scuola pubblica ha prodotto : tagli per otto miliardi di euro, meno 130.000 insegnanti nella scuola primaria, meno 45.000 tecnici ATA, meno tempo pieno, più alunni per classe (fino a 35 nelle superiori), tagli del numero degli insegnanti di sostegno, ...

Sardus Pater (59 commenti inseriti)
domenico ha detto:
01 Marzo 2011 alle ore 08:46:22

Se la spesa totale per l'istruzione ,espressa in percentuale
rispetto al Pil , è nel nostro Paese del 4,4%, e cioè al 21°posto
sui 27 Paesi UE,hai voglia a lamentarsi degli sprechi e dell'inefficienza della scuola!
E' fin troppo chiaro il piano di destrutturazione della scuola pubblica ,
a vantaggio di quella privata.
Perfino gli USA,che hanno già percorso questa strada,stanno cercando di invertire la rotta.
Se i cittadini si rendono conto che niente è ineluttabile sono ancora in
tempo a recuperare il valore democratico della scuola pubblica.

domenico (20 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
28 Febbraio 2011 alle ore 20:16:46

Il 12 marzo si manifesta per difendere la Costituzione ed anche per dire NO all'attacco di Berlusconi alla scuola pubblica.

Giuseppe (704 commenti inseriti)
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