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No al rinvio al 12 giugno del voto per i Referendum

04 Marzo 2011 - Categoria Società
Autore Comitato per i Referndum

 COMITATO REFERENDARIO

 PER L'ACQUA BENE COMUNE  - PER FERMARE IL NUCLEARE -CONTRO IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO

Il governo ha paura del voto degli italiani, Il ministro Maroni vuole far votare i referendum il 12 giugno,  a scuole chiuse, per evitare il quorum ...

 Il ministro Maroni ha dichiarato oggi che al prossimo consiglio dei ministri proporrà il 12 giugno come giorno per lo svolgimento dei referendum.

 Come è noto, si tratta dell'ultima data consentita dalla legge (che prevede che i referendum si svolgano tra il 15 aprile e il 15 giugno), altrimenti avremmo potuto anche rischiare di dover andare a votare a ferragosto.

 E' chiaro infatti che la scelta non è casuale: il 12 giugno le scuole saranno già chiuse e l'inizio della stagione estiva rappresenterà per chi può permetterselo un incentivo ad andarsene fuori città.  Questo almeno nei desiderata del ministro e del governo di cui fa parte, che evidentemente teme che questa volta i referendum possano raggiungere il quorum  e i sì vincere.

 I timori del governo sono fondati - anche se non giustificano la decisione presa -  come dimostra il 1.400.000 firme raccolte per i quesiti sulla ripubblicizzazione dell'acqua, un risultato mai ottenuto prima.

 Per questo Maroni  ha scelto la strada del boicottaggio, consapevole che la normale dialettica politica fra sostenitori del sì e del no lo vedrebbe perdente.

 Meglio allora usare altri mezzi, pur di rendere difficoltosa  la libera espressione della volontà dei cittadini.

 Al ministro va inoltre ricordato che fu proprio su sua proposta che nel 2009 le elezioni amministrative furono accorpate alle europee. Allora era preoccupato che non si sperperassero inutilmente soldi pubblici (calcolò un risparmio di 400 milioni di euro) con più tornate elettorali. Oggi, malgrado si sia nel pieno della crisi economica, quella preoccupazione non c'è più.

Il comitato promotore dei referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua e quello contro il nucleare hanno da tempo avviato una petizione, che ha raccolto migliaia di firme, per chiedere l'accorpamento delle date di amministrative e referendum. Hanno chiesto un incontro al ministro per illustrargli le ragioni che sostengono l'accorpamento: ragioni economiche ma soprattutto di maggiore garanzia di partecipazione.

 La risposta è stata quella che apprendiamo dalle agenzie: una arrogante chiusura al confronto e l'assoluta indifferenza alla possibilità che cittadine e cittadini siano messi nelle condizioni migliori per esercitare il loro diritto al voto.

 Già ci fu chi nel passato disse "tutti al mare" e gli andò male. Sarà così anche questa volta.

 Roma, 3 marzo 2011 

5 Commenti per "No al rinvio al 12 giugno del voto per i Referendum"
Hanno commentato : Giuseppe (1) | Finanziamento (1) | Mimma (1) | Sardus Pater (1) | Babbai (1) |
Finanziamento ha detto:
05 Dicembre 2015 alle ore 11:52:25

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Finanziamento (10 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
06 Marzo 2011 alle ore 13:07:24

Sapete cosa si potrebbe fare con i 350 milioni di euro risparmiati con l'eventuale accorpamento del voto ai referendum con il voto per le amministrative, che si svolgeranno in due turni il 15 ed il 16 maggio?
Per esempio: costruire e far funzionare 300 asili nido, rifinanziare il 5 per mille per la ricerca, ripristinare il fondo per le non autosufficienze, completamente azzerato, ecc... ecc...

Giuseppe (704 commenti inseriti)
Babbai ha detto:
05 Marzo 2011 alle ore 17:35:56

Sono del tutto convinto che anche un bambino capirebbe che è molto più saggio accorpare in una sola giornata il voto per le amministrative con il voto per il referendum.
Le ragioni sono semplicissime:
-In primo luogo questa decisione ci consentirebbe di risparmiare molte risorse, soprattutto in un momento, come questo che stiamo vivendo, di estrema difficoltà economica;
-In secondo luogo per non costringere gli elettori, già sufficientemente disaffezionati, ad andare a votare in brevissimo tempo per 2 volte;
-In terzo luogo (vi sembra poco?) per favorire la partecipazione.

Babbai (22 commenti inseriti)
Sardus Pater ha detto:
05 Marzo 2011 alle ore 09:01:07

Il rischio reale è, cara Mimma, che la nostra Sardegna, essendo una terra sismicamente stabile, e ricca anche di grotte e di miniere abbandonate, diventi, oltre che sede di eventuali Centrali nucleari, il deposito delle scorie nucleari prodotte. Allego una tabella dei tempi necessari affinchè le scorie perdano il loro micidiale potenziale pericolo:
Radon 222 4 giorni
Iodio 131 8 giorni
Cesio 137 30anni
Carbonio 14 5500 anni
Plutonio 239 24100 anni
Uranio 234 245000 anni
Uranio 235 710 milioni di anni
Uranio 238 4,5 miliardi di ann
Bella eredità alle future generazioni!

Sardus Pater (59 commenti inseriti)
Mimma ha detto:
04 Marzo 2011 alle ore 22:37:05

Una cosa è certa, sul NUCLEARE non si dicono le cose esatte.
Il NUCLEARE è pericoloso e le scorie sono INDISTRUTTIBILI.
Se poi consideriamo il fatto che è anche costoso nel costruirlo e nel mantenerlo, è il massimo.
E se dovesse succedere un incidente? Penso che nessuno riuscirebbe a risolverlo per cui, è da stupidi procurare un pericolo che nessuno sarebbe capace di risolverlo.
E allora, non parliamo di NUCLEARE con troppa leggerezza!!!

Mimma (207 commenti inseriti)
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