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La suggestione della Settimana Santa in Sardegna.

02 Aprile 2011 - Categoria Ricorrenze
Autore Rinalba

 La Quaresima in Sardegna

 

www.auser.sardegna.it  ripropone  il Blog che suggerì Rinalba il 24 febbraio 2009 in occasione dell'avvio del periodo della Quaresima. Mi sembra un tema molto interessante e che può essere ancora ulteriormente approfondito. Allora ci fu   una ricca ed interessante comunicazione da parte di moltissimi visitatori del sito. Proviamo  ad offrire ulteriori contributi.

24 Febbraio 2009 -
Autore rinalba

Dopo il rito del martedì grasso che si consumerà, nelle forme più varie, in quasi tutti i paesi della Sardegna ( e non solo), domani inizierà, ufficialmente il periodo della Quaresima un periodo penitenziale in preparazione alla Pasqua) con la celebrazione delle Ceneri; é un rito questo molto antico, derivato dalla tradizione giudaica.

Fin dai primi secoli del cristianesimo si parla di penitenza già in uso tra ebrei e pagani. Attraverso vari mutamenti, penitenza pubblica, uso del cilicio, ferrei digiuni…..la Giornata delle CENERI è arrivata fino a noi molto semplificata dalla stessa Chiesa: astinenza e digiuno per maggiorenni sotto i 60 anni ; funzione religiosa durante la quale un segno di croce sulla fronte fatta dal sacerdote col pollice immerso precedentemente nelle ceneri (delle palme  e degli ulivi della scorsa pasqua bruciati) ti ricorda che devi fare penitenza e che sei nato dalla terra e alla terra tornerai…

I miei ricordi di bambina rivedono il mercoledì delle ceneri trascorrere in una casa  silenziosa, poco cibo, o meglio digiuno, e assolutamente niente carne ( erano dispensati i minatori e gli ammalati);  la chiesa assolutamente disadorna, niente musica, e paramenti viola per il sacerdote. Un ricordo di tristezza mista a paura per un qualcosa che non capivo bene ma che presagiva "brutte cose"…..

Ogni venerdì di tutte le settimane fino a Pasqua era caratterizzato dal Digiuno e astinenza dalla carne,e dalla via Crucis….

Ho pensato di aprire questo blog, (con molto timore perchè non credo di essere molto birba!!!) spinta dalla curiosità di conoscere i particolari, di questo periodo, nella nostra isola e NON SOLO: funzioni religiose, riti religiosi e pagani, cibi, preghiere particolari, attività nelle case, nei campi , negli ovili….

Vogliamo provarci? Io so che in ogni zona esistono diverse tradizioni e sarebbe bello raccogliere più informazioni possibili non solo per allargare i nostri orizzonti ma anche per portare avanti il progetto di raccogliere documentazioni e fare una raccolta AUSER….

Fino a Pasqua abbiamo tempo per parlare; ahiò che ce la facciamo ….

Il Blog è arricchito da un video con Elena Ledda che canta in sardo uno dei brani dei Vangeli Apocrifi  di Fabrizio de Andrè e da un altro video  con il canto del Coro di Orolache  ed  immagini della Settimana Santa in Sardegna.

Elena Ledda (tre madri – Sas tres mamas)

S'iscravamentu e s'incontru  Coro di Orilache – Omine - omines

42 Commenti per "La suggestione della Settimana Santa in Sardegna."
Hanno commentato : Redazione Sito www.auser.sardegna.it (7) | Ernesto (6) | Mimma (5) | rinalba (4) | Giuseppe (4) | Battista (3) | BENITO (2) | Sergio M. (1) | silvestro (1) | Giovanni Battista (1) | lucio (1) | Dea Madre (1) | teresa, auser di tempio (1) | baingia (1) | Andrea_c. (1) | rinaalba (1) | Salvatore (1) | Giampiero (1) |
BENITO ha detto:
30 Marzo 2013 alle ore 19:28:27

BUONA PASQUA
PIENA DI FELICITà -
............((((((((((((((-*-__.__-*-))))))))))
UN GRANDE SALUTO
>" DORGALI ZONA FRANCA."
(SARDEGNA)

BENITO (8 commenti inseriti)
BENITO ha detto:
30 Marzo 2013 alle ore 19:24:09

BUONA PASQUA
PIENA DI FELICITà PACE,
E PACE
............((((((((((((((-*-__.__-*-))))))))))CIAO

BENITO (8 commenti inseriti)
teresa, auser di tempio ha detto:
26 Aprile 2011 alle ore 09:53:57

L'Auser di Tempio ò vicina ai familiari di Salvatore Sanna per la grande dipartita Teresa Fois

teresa, auser di tempio (1 commenti inseriti)
rinalba ha detto:
24 Aprile 2011 alle ore 19:20:06

Grazie Silvestro , contraccambio con una riflessione di Fr.GERARDO:
" sia la Pasqua un tempo di riflessione x tutti noi:
è il momento di scegliere di re-inventare la società in cui non siano il denaro, il profitto, il mercato , il potere ad essere i valori che animano la nostra vita ma
il DONARE x UN PROGETTO DI VITA CONDIVISA"

ancora Buona Pasqua a tutti.

rinalba (417 commenti inseriti)
silvestro ha detto:
24 Aprile 2011 alle ore 11:44:50

Tu non mi
conosci ed io non conosco te,
ma vorrei lo stesso regalarti un uovo pasquale con dentro una sorpresa assoluta-mente speciale!
Ci metterei, per farti comprendere,
tutta la nostalgia del mio paese lontano
e i sogni perduti di tutta la gente che è dovuta restare, mentre avrebbe voluto partire;
e i sogni perduti di tutta la gente che è dovuta restare, mentre avrebbe voluto partire;
vi riporrei tutte le esperienze dirette e quelle di tutte le persone che ho conosciuto viaggiando
perché ognuno di loro mi ha fatto sentire il proprio calore umano e mi ha insegnato tutto ciò che ha potuto.
Vorrei colmarlo col calore delle famiglie, strette insieme col nastro dell’affetto
così che l’eco della “solitudine”
si confondesse in un brusio crescente
che irrompesse fragorosamente in un gigantesco
coro di festa!
Vi raccoglierei
tutti i fiori e tutti
i profumi che può
darci primavera,
per diffondere
ovunque la loro gioia e allegria.
Ci metterei tutte le parole d’amore che nessuno ancora ha mai detto e quelle che non sono state mai scritte
insieme a tutta la dolcezza e la tenerezza che tutti noi, in qualche momento oscuro, abbiamo desiderato e soltanto sognato.
Ma comprendo ora che, nono-stante tutte le mie buone intenzioni, non sono in grado di darti tutto questo
e per Pasqua
non potrò regalarti neppure questo uovo,
perché sono soltanto uno dei tanti sconosciuti che ti passano accanto nella via,
e che forse guardi con sospetto, eppure
ho dentro tanta umanità da regalare.
Ti chiedo solo di
non giudicarmi frettolosamente, soffermati soltanto
un attimo a scrutare
il fondo dei miei occhi,
poi, se vi scorgerai la bontà, stringi
senza timore la mano che ti porgo amichevolmente
e accogli, ti prego,
i miei auguri di Buona Pasqua,
perché sono un essere umano, sono ”la gente”.

silvestro (2 commenti inseriti)
Giampiero ha detto:
24 Aprile 2011 alle ore 00:00:35

Così come la Pasqua ha significato di ritorno alla vita, ai propri affetti, così auser quotidianamente aiuta tanti a ritornare alla loro vita quotidiana nel migliore dei modi. Buona Pasqua a tutti coloro che operano in Auser ed in special modo alla cara Mimma che con la sua gentilezza e grazia, non disgiunta dalla bellezza femminile riesce a far ritornare il sorriso a coloro che hanno la fortuna di incontrarla nel loro cammino. Buona e serena Pasqua.

Giampiero (2 commenti inseriti)
Ernesto ha detto:
23 Aprile 2011 alle ore 21:23:49

A tutti una felice e serena Pasqua!

Ernesto (278 commenti inseriti)
Mimma ha detto:
23 Aprile 2011 alle ore 19:53:41

Bella e anche commovente non la conoscevo, grazie cara Rinalba.
Ti abbraccio forte, Buona Pasqua a te e in famiglia.
Ciao

Mimma (207 commenti inseriti)
rinalba ha detto:
23 Aprile 2011 alle ore 19:30:08

ancora una tenera storia legata alla Passione e alla Pasqua:

LA LEGGENDA DELLA PASSIFLORA

Nei giorni lontani, quando il mondo era tutto nuovo, la primavera fece balzare dalle tenebre verso la luce tutte le piante della Terra, e tutte fiorirono come per incanto.

Solo una pianta non udì il richiamo della primavera, e quando finalmente riuscì a rompere la dura zolla la primavera era già lontana...

- Fà che anch'io fiorisca, o Signore! - Pregò la piantina.

- Tu pure fiorirai - rispose il Signore.

- Quando? - chiese con ansia la piccola pianta senza nome.

- Un giorno... - e l'occhio di Dio si velò di tristezza.

Era ormai passato molto tempo, la primavera anche quell'anno era venuta e al suo tocco le piante del Golgota avevano aperto i loro fiori. Tutte le piante, fuorché la piantina senza nome.

Il vento portò l'eco di urla sguaiate, di gemiti, di pianti: un uomo avanzava fra la folla urlante, curvo sotto la croce, aveva il volto sfigurato dal dolore e dal sangue...

- Vorrei piangere anch'io come piangono gli uomini - pensò la piantina con un fremito...

Gesù in quel momento le passava accanto, e una lacrima mista a sangue cadde sulla piantina pietosa. Subito sbocciò un fiore bizzarro, che portava nella corolla gli strumenti della passione: una corona, un martello, dei chiodi... era la passiflora, il fiore della passione.
bUONA Pasqua rinalba

rinalba (417 commenti inseriti)
rinalba ha detto:
23 Aprile 2011 alle ore 19:24:06

Curiosità sulla Pasqua

L'UOVO di cioccolata regalato in occasione della Pasqua è sicuramente l'immagine che maggiormente ricorre nell'evento pasquale. Già presso popolazioni e civiltà antiche l'uovo era considerato simbolo di eternità, di nuova vita, di rinascita, e proprio con questo significato venne a far parte della tradizione cristiana richiamando alla risurrezione di cristo, al Figlio di Dio che ha vinto le tenebre della morte ed ha riscattato l'intera umanità dal peccato introducendoci alla vita eterna.
Tra i diversi richiami pasquali che fanno bella mostra di sé nelle vetrine dei negozi compare anche un simpatico CONIGLIETTO che porta delle uova. La sua presenza non è casuale ma si richiama alla lepre che sin dai primi tempi del cristianesimo era presa a simbolo di Cristo. Come Gesù stesso aveva detto di sé: "Le volpi hanno una tana e gli uccelli un nido, ma il Figlio dell'uomo non ha un posto dove poter riposare" (Lc 9,58), così anche la lepre non ha tane né case, è un animale gentile che simboleggia la nuova vita che ritorna ogni promavera.
Inoltre, la lepre, con la caratteristica del suo manto che cambia colore secondo la stagione, venne indicata da sant'Ambrogio come simbolo della risurrezione.

E' consuetudine nel periodo pasquale regalare la COLOMBA, un dolce la cui forma ricorda quella di una colomba con ali distese. La colomba richiama all'episodio del diluvio universale descritto nella Genesi (Gn 8,10-11), allorché ritornò da Noeè tenendo nel becco un ramoscello di ulivo, un messaggio di pace: il castigo divino concluso, le acque del diluvio si stanno ritirando, inizia un'epoca nuova per l'umanità intera. La colomba diventa quindi simbolo della pace, e nel periodo pasquale questa simbologia richiama alla pace portata da Gesù, il "Principe della Pace", che con il suo sacrificio ha riconciliato l'uomo a Dio, suo Padre.

Con il termine PASQUETTA si indica, popolarmente, il primo lunedì dopo la domenica di Pasqua (propriamente chiamato: Lunedì dell'Angelo). Con questa festa si vuole ricordare l'apparizione di Gesù risorto ai due discepoli in cammino verso il villaggio di Emmaus, a pochi chilometri da Gerusalemme. E' consuetudine tra i cristiani, proprio per ricordare il viaggio dei due discepoli, di trascorrere questa giornata con una passeggiata "fuori le mura": una "scampagnata" fuori città.

L'HO TROVATO SU INTERNET INSIEME AD ALTRE CURIOSITA' E HO PENSATO DI CONDIVIDERLO CON VOI






rinalba (417 commenti inseriti)
rinaalba ha detto:
23 Aprile 2011 alle ore 19:07:36

a tutti gli auserini sparsi in italia , alle loro famiglie, agli amici del blog un caro augurio per una Pasqua serena e per una lieta riccorrenza dela liberazione che è concomitante con pasquetta...

la pioggia che cade ormai da tre giorni ci regalerà delle belle giornate domani e Lunedì...?????

Chissà che l'angelo della Pasqua non illumini le menti di chi ci governa e si possa nuovamente parlare di rinascita della nostra nazione.
un abbraccio rinalba

rinaalba (8 commenti inseriti)
GIUSEPPE ha detto:
23 Aprile 2011 alle ore 18:20:17

Bona Pascha de Abrile anche da me a tutti Voi, carissimi/e Auserini/e.

GIUSEPPE (704 commenti inseriti)
Dea Madre ha detto:
23 Aprile 2011 alle ore 17:51:19

La Settimana Santa, Sa Chida Santa, in Sardegna è un’esperienza unica ed affascinante.Le tradizioni di origini spagnole si fondono con antichissime usanze mistico-religiose locali (campidanesi, logudoresi e barbaricine) per dar vita a riti e processioni di grande forza evocativa.Si tratta spesso di momenti vissuti dalla popolazione coralmente e che acquistano, anche per questo, grande forza espressiva unendola alla profonda spiritualità di tali riti.La religiosità e la misticità del momento è vissuta attraverso i canti, le preghiere, ma anche gli abiti tradizionali, i preziosi oggetti sacri, gli splendidi ricami disegnati sui bellissimi e preziosi tessuti.Nell’arco della Settimana Santa è possibile percorrere un itinerario spirituale denso di appuntamenti, dove un ruolo importante lo svolgono le Confraternite che curano il percorso pasquale con le sacre rappresentazioni, sfilando nei loro costumi, intonando canti religiosi in latino e sardo.
di: Perle Di Sardegna
Buona Pasqua a tutti.

Dea Madre (35 commenti inseriti)
Mimma ha detto:
23 Aprile 2011 alle ore 17:14:37

Bene, adesso ci godiamo questi giorni di relax ... che ogni tanto fanno pure bene ... però dico io è mai possibile che il giorno di Pasquetta doveva capitare proprio il 25 Aprile??
Vabbe' ... Certamente gli auguri li faccio oltre che a tutti voi, cari amici auserini e alle vostre famiglie, anche a Carlottina nostra ... sperando che si faccia viva, con un suo commento, al più presto. Ancora auguri anche dall'Auser di Sassari per una Buona Pasqua ... e non siate timidi ... unitevi anche voi ai nostri auguri.
Con affetto, Mimma.

Mimma (207 commenti inseriti)
Sergio M. ha detto:
23 Aprile 2011 alle ore 15:25:34

BONA PASCA A TOTTUSU!!!
Siada po tottu osatrusu e po s’Auser prenu de tottu cussu chi disiggiais!!
A mera annus!!
Sergio M.


Sergio M. (39 commenti inseriti)
Redazione Sito www.auser.sardegna.it ha detto:
22 Aprile 2011 alle ore 21:37:21

Da inserto Nuova Sardegna su "Riti della Settimana Santa" Sintesi
SAN VERO MILIS Anche a San Vero Milis il periodo della Pasqua è accompagnato dalla preparazione di diversi tipi di pane, definibili a pieno titolo come oggetti d'arte per la cura nella realizzazione e per le forme impresse. Lungo le settimane di quaresima la tradizione vuole che si parta da "sa funi", la fune realizzata con due strisce di pane, per poi preparare "sa trizza" (una treccia a tre strisce di pane), "su pischi" (il pesce, con riferimento alla moltiplicazione dei pani e dei pesci), "su lazzareddu" (con riferimento alla resurrezione di Lazzaro), il pane con l'uva passa per la Domenica delle Palme e infine "su caccoeddu cu s'ou", il pane con l'uovo, indicato tradizionalmente come simbolo di vita e di rinascita, preparato la stessa domenica di Pasqua e scambiato tra i fedeli in segno di buon augurio.

Redazione Sito www.auser.sardegna.it (7 commenti inseriti)
Redazione Sito www.auser.sardegna.it ha detto:
22 Aprile 2011 alle ore 21:29:15

Da inserto Nuova Sardegna su "Riti della Settimana Santa" Sintesi
BONARCADO Il giorno più carico di misticismo è il Venerdi Santo. Si effettua la Via Crucis, le cui 14 stazioni vengono recitate in sardo. La processione percorre l'intero paese ed è accompagnata da canti tipici in lingua sarda ("Pro chi non li cheret dare" e "Mai su coro meu" ). Nella nottata prende il via la processione di origine spagnola che si basa sul rito de "S'ISCRAVAMENTU" (schiodamento), che rappresenta la deposizione del Cristo.

Redazione Sito www.auser.sardegna.it (7 commenti inseriti)
Redazione Sito www.auser.sardegna.it ha detto:
22 Aprile 2011 alle ore 21:24:14

Da inserto Nuova Sardegna su "Riti della Settimana Santa" Sintesi
OROSEI Il Giovedi Santo le "mandatarie", i confratelli ed i fedeli convergono nella chiesa di San Giacomo dove si celebra la messa "In coena domini", durante la quale si effettua il lavabo dei piedi a dodici confratelli. Subito dopo tre processioni distinte, intervallate da circa venti minuti, iniziano la visita ai sepolcri delle nove chiese. Si cantano "sos gotzos", velati di mestizia, le cui origini si perdono nei secoli.

Redazione Sito www.auser.sardegna.it (7 commenti inseriti)
Redazione Sito www.auser.sardegna.it ha detto:
22 Aprile 2011 alle ore 21:20:01

Da inserto Nuova Sardegna su "Riti della Settimana Santa" Sintesi
BOSA Il Martedi Santo a Bosa si svolge la processione dei Misteri, durante la quale i membri della Confraternita di Santa Croce trasportano in spalla cinque grandi statue raffiguranti rispettivamente Gesù nell'orto, la flagellazione, la coronazione di spine, il viaggio verso il Calvario e la Vergine Addolorata,

Redazione Sito www.auser.sardegna.it (7 commenti inseriti)
Redazione Sito www.auser.sardegna.it ha detto:
22 Aprile 2011 alle ore 21:15:15

Da inserto Nuova Sardegna su "Riti della Settimana Santa" Sintesi
FONNI I riti della Settimana Santa sono gestiti da quattro Confraternite, a capo di ognuna di esse vi è una famiglia. La processione del Venerdi Santo è scandita dal suono delle "matraccole" e delle "sas arraneddas", strumenti che sostituiscono il suono delle campane che, dal giovedi sera sino alla vigilia pasquale tacciono.

Redazione Sito www.auser.sardegna.it (7 commenti inseriti)
Redazione Sito www.auser.sardegna.it ha detto:
22 Aprile 2011 alle ore 21:11:39

Da inserto Nuova sardegna su "Riti della Settimana Santa" Sintesi
OLIENA. A Oliena, paese del Supramonte, le celebrazioni per la Settimana Santa raggiungono il loro apice nel suggestivo rito de "S'INCONTRU".... La mattina di Pasqua le vie del paese sono attraversate da due diverse processioni. In una viene portata la statua della Madonna vestita a lutto, nell'altra la statua del Cristo. Poco prima dell'incontro cala nel paese un silenzio solenne ed assoluto. Il parroco sta al centro della piazza, mentre i portatori delle statue compiono tre genuflessioni. Questo fatto viene considerato di buon auspicio per l'abbondanza del raccolto. Avvenuto l'incontro si spara a salve e vengono fatte suonare le campane. Conclusa la cerimonia, si eseguono i balli tradizionali e vengono offerti dolci e bicchieri di vino in segno di ospitalità.

Redazione Sito www.auser.sardegna.it (7 commenti inseriti)
Redazione Sito www.auser.sardegna.it ha detto:
22 Aprile 2011 alle ore 21:04:09

Da inserto Nuova Sardegna su "Riti della Settimana Santa" Sintesi.
GALTELLI': ... A partire dalla Domenica delle Palme prende forma un fermento di iniziative, scandite da due antichissime Confraternite formatesi nel XVII Secolo ... che oggi sono sostenute da circa 150 aderenti. Particolarmente suggestiva ed emozionante è la celebrazione del Venerdi "S'INTERRU DE ZESU CRISTOS", animato dalle Confraternite per le vie del paese.

Redazione Sito www.auser.sardegna.it (7 commenti inseriti)
Andrea_c. ha detto:
22 Aprile 2011 alle ore 17:07:54

Buona Pasqua a tutti gli amici auserini della sardegna ...e non...

Andrea_c. (1 commenti inseriti)
lucio ha detto:
22 Aprile 2011 alle ore 12:07:21

AUGURI DI BUONA PASQUA. A TUTTI.

lucio (33 commenti inseriti)
Mimma ha detto:
21 Aprile 2011 alle ore 18:09:26

FILASTROCCA DE SU MESSIA
Tres giaus l'ant postu a su Messia
unu pro manu e s'atteru in sos pes.
Feminas pias piantu l'ant tres:
Maddalena, Veronica e Maria.
Tres l'ant mortu, tres l'ant interradu
a sos tres dies est resuscitadu.

Ad Ittiri la Pasqua si festeggiava con varie processioni, come si fa anche oggi. I bambini e le bambine giravano per le strade del paese, seguivano la processione con i costumi tipici sardi. La processione più importante era quella del Venerdì Santo quando tutta la gente del paese si riuniva nelle chiese di San Pietro e di San Francesco per pregare.
Per Pasqua le mamme preparavano i dolci come: i papassini, le tiriche, le formaggelle
Per i maschietti le mamme preparavano i cavallucci di pane con l'uovo, mentre per le bambine preparavano le bambole di pane con l'uovo.
Tra tutti poi si confrontavano quale bambola o cavalluccio era più bello.
La domenica mattina si andava in chiesa con il vestito nuovo della domenica.
A pranzo si mangiava la pasta al sugo di pecora e l'agnello per secondo.

(Da una ricerca di alunni/e di seconda elementare)

Mimma (207 commenti inseriti)
Battista ha detto:
20 Aprile 2011 alle ore 20:08:06

Grazie Salvatore per il tuo commento,non avevo dubbi che saresti riuscito a trovare il sito,ho solo dato il mio piccolo ripeto contributo come contorno al ricco commento degli amici ed amiche che hanno contribuito a queste interessantissime pagine sulle nostre tradizioni popolari.A si biri cun saluri!!!



Battista (4 commenti inseriti)
Ernesto ha detto:
17 Aprile 2011 alle ore 19:15:23

IS MATRACULAS
No si podiant sonai is campanas, e is avvisus po is funtzionis de crèsia benìant fattus de ‘nu tallu de piciocheddus, dogniunu cun sa matraccula cosa sua. Su matracculoni fiat fattu de una taulla de linna tostara de castangia cun duas anellas po parti i ddu sonnara su sagrestanu. Fiat ‘nu spassiu girai is arrugas sonendi e cerriendi su primu toccu fincias a s’urtimu toccu po avvisai is portescusesus a su postu de is campanas cittias i in tristura po sa morti de su Segnori. De seguru sa matraccula mia fiat sa mellus poita fiat fatta in cia buttega de Pinucciu Cau i tenniat unu sonnu stravanau.
In passato e ancora oggi in qualche paese dellla Sardegna nei giorno precedenti la pasqua (giovedì, venerdì e sabato santo) era tradizione far girare per le vie del paese i ragazzi (chierichetti e non) suonando gli strumenti della settimana santa: is matracculas.
Su matracculone. Lo strumento è formato da una tavola rettangolare di legno stagionato e compatto (noce o castagno), sulla quale sono fissati degli anelli di ferro, in numero di 1-2 per parte, con la funzione di sbattere nel legno. Sul lato superiore della tavoletta è praticata un'apertura di circa 10 cm di lunghezza, e 5 di altezza che serve da impugnatura. Per far suonare lo strumento si ruota la mano in un senso e nell'altro alternativamente.
Sa matraccula. Costituita da una cassa rettangolare di legno ad un lato della quale è fissata una ruota dentata sempre in legno, collegata ad un bastoncino girevole che funge da perno e da manico. Ruotata energicamente fa battere i denti della ruota sulla lingua in legno della tavola provocando il suono.
Is tauleddas. Strumento ritmico della famiglia delle nacchere. E' costituito da tre tavolette lisce. Al legno centrale, che funge anche da manico, sono fissate due tavolette per mezzo di uno spago, in modo tale da lasciare tra di loro, un gioco che dia loro la possibilità di oscillare.
Uso: Venivano prevalentemente usate dai bambini nella settimana santa per sostituire il suono delle campane e il rumore prodotto richiamerebbe i rumori prodotti da giudei e soldataglia al momento dell’arresto di Gesù ed in altri momenti della sua Passione.

Ernesto (278 commenti inseriti)
rinalba ha detto:
16 Aprile 2011 alle ore 23:08:40

Che emozione ritrovare vecchie conoscenze ,incontrarne nuove ma soprattutto continuare un dialogo mai interrotto ,nonostante il mio silenzio.....
domani è la Domenica delle Palme ; l'inizio della settimana santa ma grande giornata di festa sopratttutto per i più piccoli che ancora non colgono in questa giornata la drammaticità di quanto sta per accadere e quindi ripetono in modo chiassoso e con animazione ,anche durante la benedizione dei rami di ulivo e delle palme in chiesa, il rito dell'ingresso di Gesù a Gerusalemme.
Io fin da piccola ho conosciuto il ramo di ulivo e le palme intrecciate in modo classcico dai chierichetti e da noi bambine ( io non ero molto birba!!!) .
A Calasetta ho scoperto un altro modo di intreccciare la palma: a forma di croce ;di tutte le dimensioni .
Le fa ancora una signora che continua una tradizione insegnatale dal padre.
Leggendo i ricordi inviati al blog mi sono ricordata della funzione della lavatura dei piedi che mio fratello e i suoi amichetti trasformavano in uno spasso , controllando i piedi dei compagni e avvisandosi a suon di gomitate, quando qualcuno aveva le calza bucate o i piedi alquanto odorosi.

Questa funzione continua ad essere svolta ogni giovedì santo e non è difficile notare che per i chierichetti è sempre un momento imbarazzante ma "allegro"......

Anche Calasetta ha la sua pasta dolce intrecciata( quella dei "canestrelli" senza glassa), con le uova dentro e si chiama " cavagnettu" ; è un regalo per i bambini ma piace tanto anche agli adulti ( me compresa) .

a S.Antioco fanno dei meravigliosi capolavori con la pasta di pane ; le forme sono varie, uccellini, cuori,fiori, che sembrano nati in un laboratorio di scultura e di merletti ; sono lavori che hanno il pregio di durare per periodi lunghissimi senza rovinarsi. E' possibile vederli non solo nei giorni di Pasqua ma nella festa del loro Patrono che cade quindici giorni dopo Pasqua.....
Buona festa delle Palme a tutti rinalba

rinalba (417 commenti inseriti)
Salvatore ha detto:
16 Aprile 2011 alle ore 20:18:03

Bravo Tino, per aver raccontato in portoscusese la settimana Santa che si festeggia nel nostro paese e, di avermi fatto ricordare i raduni a cui partecipavo con tutti i ragazzi (grandi e piccoli), rigorosamente dotati di "matraccula", per fare il giro di tutte le strade del paese,allora molto polverose e/o piene di fango e pozzanghere,per annunciare le varie funzioni religiose. Per noi ragazzi era davvero uno spasso (spesso si faceva anche qualche dispetto a persone che male tolleravano il suono assordante delle "matraccule"). Da non dimenticare i dolci tradizionali,rigorosamente fatti in casa e con il forno a legna.

Salvatore (2 commenti inseriti)
Battista ha detto:
16 Aprile 2011 alle ore 12:46:34

Ancora un mio piccolo contributo per integrare il tema della Settimana Santa,scritto in portoscusese .

"Sa processioni de sa Cenabara Santa"

Notti chenc' e' luna notti de acua e bentu
sa processioni fiar'indeciria fincias a ss' urtimu momentu

merasa portanta alluttas in manu is candelasa
ci ndi fianta birdisi asulasa arrubiasa arricamarasa e bellasa

si moviara passu passu a bellu a bellu
sa Madonna de is setti dolorisi nieddu pixi su mantellu

sighiara su fillu mortu cundannau a sa crucifissioni
dopu chi dd'ianta frustau e pistau senc'e' nn'arrexoni

s'Addolorara in piturrasa portara su pugnali infrissiu
a simbulu de su grandi dolori ch' iara patiu

In forasa ci fiara nu paghedd'e' friusu
ben'acarraxausu fianta femminas e pipiusu

Deu presenti femu su cherichettu
portamu sa cruxi de trettu in trettu

avattu beniara sa cruxi massiccia de Gesu Cristu portara cun decoru
de genti chi iara fattu impromittencia po fattus incioru

is Varonisi cun sa scala ci fianta
is Madalenasa a fiancu sighianta

Ancora a su costau is lamparasa de i piscarorisi
chi iscraranta ss'arruga pren'e' cogorisi

Una bella cancioni inciandusu si cantara
cun boxi beni intonara

stava Maria dolente...mi torrar'in menti
senza respiro nè voce...coment'imoi presenti

no nxeti po su friusu ma principarmenti po ss'emocioni
coment'e mei merasa prangianta avattu de sa processioni
F.B.(R)Aprile 2003.


Battista (4 commenti inseriti)
baingia ha detto:
10 Aprile 2011 alle ore 23:31:59

A Oliena nel corso della Settimana di Passione si svolge il rito della Scrocifissione: il Cristo viene tolto dalla Croce dalle Pie Donne. Gruppi di uomini e donne vanno alla ricerca del Cristo Risorto facendo tappa in tutte le chiese del paese tutti i giorni fino al Sabato quando la statua del Cristo viene ritrovata. Il simulacro della Madonna viene addobbato con oro e gioielli per essere portato in processione la Domenica di Pasqua alla ricerca di Cristo. L’incontro avviene dopo due lunghe e sentite processioni lungo le vie del paese e sono composte da donne e uomini che indossano il costume tipico di Oliena. La cosa più curiosa è che durante la manifestazioni i cittadini che non partecipano alle processioni stanno sui balconi con fucili, pistole e altre armi e sparano in aria annunciando la resurrezione. Nel momento in Cui Cristo e la Madonna si incontrano la sparatoria si intensifica e alla fine della processione i simulacri vengono portati in chiesa per la celebrazione della messa pasquale. La sparatoria in un luogo pubblico non è mai stata vietata dalla legge in quanto risale a una antica tradizione e non sono mai avvenuti incidenti che hanno reso necessaria l’adozione di provvedimenti legislativi.

baingia (2 commenti inseriti)
Ernesto ha detto:
10 Aprile 2011 alle ore 20:50:32

Sa Saba
Molti dolci del periodo pasquale che vengono preparati in tutta la Sardegna sono a base di sapa che si ottiene dalla bollitura del mosto d’uva oppure dal frutto del fico d’india. Tra i dolci ricordiamo: pabassinas, caschettas, pane ‘e saba, tiliccas, copulettas. Per la preparazione della sapa d’uva è sufficiente versare in un contenitore largo il mosto, le bucce d’arancia secche, i fichi secchi, le mele cotogne sminuzzate e cuocere a fuoco lento. La sapa è pronta quando il liquido si è raffinato sino a diventare denso sino ad un quinto e poco più del liquido iniziale. La sapa di fico d’idia invece, che un tempo veniva preparata dalla popolazione povera che pur non possedendo vigne e dunque il mosto, poteva realizzare comunque i dolci tradizionali con un frutto di facile reperibilità, si ottiene con un procedimento leggermente più complesso. Si ottiene dalla prolungata cottura della polpa e del succo dei frutti del fico d’india e si prepara in settembre quando i frutti raggiungono una maturazione ottimale. Raccolti i fichi ben maturi nelle campagne locali, nella stessa giornata (per evitare l'inacidimento) vanno sbucciati e spremuti schiacciandoli con le mani. Si passa quindi ad una prima cottura di circa 30 minuti che ha lo scopo di favorire il distacco dei semi dalla polpa e, al termine della cottura, si procede alla colatura del primo prodotto per favorire la separazione dei semi utilizzando un pezzo di sacco di iuta. Si passa finalmente alla seconda cottura che deve avvenire rigorosamente a fuoco lento per circa sei ore e, appena inizia la bollitura, si aggiungono bucce secche d’arancia e infiorescenze di finocchio selvatico fresco per aromatizzare la sapa. Il succo deve raffinare sino a diventare denso, ciò che avviene quando si riduce all'incirca ad un quinto. Raggiunta la densità ideale, si interrompe la cottura, si lascia raffreddare e quindi conservata in bottiglie di vetro chiuse con tappi.

Ernesto (278 commenti inseriti)
Giovanni Battista ha detto:
10 Aprile 2011 alle ore 17:33:54

Alcune usanze della settimana santa sono molto antiche: ad esempio l’uso di esporre nelle chiese- is nenniris- piatti riempiti di bambagia. Il mercoledì delle ceneri si seminano chicchi di grano o legumi, lasciati crescere al buio. La loro origine è legata al mito fenicio di Adone, che celebrava la morte e la rinascita della vegetazione. Ricordiamo anche l’usanza de –is allichiringius de pasca, ossia le pulizie generali della casa effettuate nei giorni precedenti alla Pasqua: oltre ad aver uno scopo chiaramente igienico, esse sono l’eredità di antichi riti di purificazione. Molto misteriose e curiose queste ultime, durante la settimana santa il popolino praticava –is Ascurtus- risalendo il colle di castello, prestava ascolto alle frasi pronunciate dai passanti, le univa e dal senso ottenuto traeva previsioni per il futuro, intrigante l’ usanza fra le donne sospendere il lavoro di filatura, perché tirare un filo di lana era come strappare i capelli al Cristo. Per lo stesso motivo, veniva persino sconsigliato di lavarsi i capelli.

Giovanni Battista (1 commenti inseriti)
Ernesto ha detto:
08 Aprile 2011 alle ore 16:49:32

Grazie Mimma, sei una fonte inesauribile di meraviglie culturali, grazie per l’impegno e grazie per la condivisione e la disponibilità.
Della tradizione pasquale fanno parte anche "Is Gocius de scira santa". Eccone uno della tradizione orale portoscusese.

SA MAMMA DE SA SOLIERARI.
Deus ti salvit Maria, Mamma de sa solierari
Cun cia bosta umilirari, mi facciais cumpangia.
Nostra Segnor’e s’anghìa, s’inghia Maria serbiri a Deus
Bieis ta fillus malus chi seus, a Deus eus ingrucifissau.
Ma de spinas coronau, coronau ddanti i giureus
A una spinta chi ddanti ghettau, est arrutu a facci in terra
Is sordaus de guerra, ddu portanta a son’e trumbitta,
Chi sa Mamma andèssiri in circa, tottu sa notti circhendi
Ma cittia e suspirendi.
Is suspirus de su coru, bistu meis custu tesoru
Chi miru e non ddu biu, bistu meis a fillu miu
In custa arruga passai.
Neri Segnora mia, ita bistiri portara
Si fia cavalier’e spara, unu inoi nde passau
Si su bistìri chi portàra , lusciat prus de su soli.
Cussu est fillu miu Deus, cussu est fillu miu Sarbarori
A sa morti no mi ddu porteis cun cia culunna accappiara.
Cussu est fillu miu Deus, cussu est fillu miu Sarbarori
A sa morti no mi ddu porteis cun cia culunna accappiare.
Deus ti salvit Maria, Mamma de sa solierari.

Ernesto (278 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
07 Aprile 2011 alle ore 23:35:03

Grazie, Mimma,la tua comunicazione corrisponde esattamente a ciò che io ricordo "de Sas cozzulas de s'ou". Sarebbe bello se altri raccontassero le proprie esperienze per comunicare eventuali differenze o rassomiglianze.

Giuseppe (704 commenti inseriti)
Mimma ha detto:
07 Aprile 2011 alle ore 22:27:01

Anche da noi, ad Ittiri, viene chiamata "sa cozzula e s'ou".
Ecco come avviene la preparazione:
Si impasta la farina sarda con l'acqua e un pizzico di sale.
Dopo la lavorazione, spianandola con il mattarello, si prepara una piccola focaccia piatta.
La pasta viene decorata con fiori, o secondo la fantasia che si ha, infine, l'uovo viene fissato al centro con intrecci di pasta, il lavoro è concluso.
"Sas cozzula" si lasciano riposare in un canestro, nel frattempo si prepara il forno, rigorosamente a legna, portandolo a 180°, si infornano le teglie, si attende la cottura, le cozzule sono pronte.

"Sa cozzula e s'ou" rientra nelle tradizioni pasquali di vari paesi della Sardegna, veniva distribuita ai bambini e sostituiva, in antichità, le moderne uova di Pasqua.
Ciauuuu

Mimma (207 commenti inseriti)
Ernesto ha detto:
05 Aprile 2011 alle ore 13:43:50

Grazie Tino per la poesia che ci regala bellissimi ricordi della nostra fanciullezza. Il tuo prezioso contributo non deve assolutamente mancare in questo blog, indirizzato sul filo dei ricordi al mantenimento della "memoria", per quanto interessa le tradizioni portoscusesi. A ver....
Pasqua a Portoscuso. Un rito molto diffuso in Spagna e in diverse città e paesi della Sardegna è quello dell’incontro fra Gesù risorto e la Madonna. Non è nota una data precisa sull’inizio delle processioni per la settimana santa a Portoscuso, comunque riconducibili, credo, al 1650. La domenica di Pasqua, alle ore undici, il tocco delle campane annuncia la resurrezione di Cristo. Si formano due processioni, una maschile che parte dalla chiesa di S. Giovanni e l'altra femminile che parte dalla chiesa di Santa M. d’Itria. I due simulacri, dopo aver seguito percorsi differenti, si incontrano in piazza chiesa dove coloro che portano le statue fanno fare loro un inchino per tre volte. In quel preciso momento una nutrita schiera di validi cacciatori, giovani e meno giovani, dà fuoco alle polveri dei fucili, naturalmente caricati a salve. Alle forti salve che si ripetono si unisce il fischio dei vapori presenti in rada e assordanti rumori di trombe e campane che suonano a Gloria. Gesù e la Madonna, così ricongiunti, lasciano gli abiti luttuosi e proseguono il percorso assieme per concludere la processione in Parrocchia, dove verrà celebrata la funzione religiosa. Seguono Is Madalenas, due ragazzine in abiti elegantissimi, a rappresentare San Giovanni e Maria Maddalena, due Faraonis (Varones = uomini autorevoli), i nobili Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea, due inservienti con le scale della deposizione che abbiamo sempre chiamati Is Giureus e tutta la popolazione che partecipa con grande commozione. La Pasqua è chiamata Pasca Manna, cioè Pasqua Grande, per differenziarla dalla Paschixèdda (Pasqua Piccola), che sarebbe il Natale.

Ernesto (278 commenti inseriti)
Battista ha detto:
04 Aprile 2011 alle ore 20:01:35

Desidererei lasciare un mio piccolo contributo al commento di Ernesto sulla Settimana Santa.Si tratta di una poesiola in Sucitano,mi auguro che sia ai più facilmente comprensibile.
" Is matracculasa de sa cenabara santa"
Matraccula matracculedda
ge ti praxiri sa zacarredda

Su primu toccu!A totu boxi cerriastisi
dopu na scarriga de matracculasa
parianta su scoppiu de tanti trichi tracchisi
tremanta is birdisi de is ventanasa.

Comenti passastisi in is arrugasa fendi burdellu
prusu de unu si tuppara is origasa po su macellu
Su baccanu a ss'unprusu fiara diaici forti
chi ddu poriant intendi finzas a Caloforti.

Sa campana no nsonara abarrara muda cittia
sa notti Gesusu e Maria bessiant in processioni
a su segundu toccu sa matraccula insistia
fuiara su cani sa gattu su pilloni.

Su terzu toccu! aboxinastis impari
ocannu puru su doveri dd'eusu fattu cun volontari
de su xelu Su Giustu po su burdellu ss'ar a' perdonai
Paxi e amori a donnia famiglia ar'a' donai
F.B.04/04/2011



Battista (4 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
04 Aprile 2011 alle ore 08:44:52

Mimma, io che ho la sfortuna di avere "qualche anno" più di te, ho però il ricordo ancora molto vivo dei dolci che tu ci hai descritto e soprattutto dell' uovo di Pasqua della nostra tradizione sarda. Ne ricordo anche il nome (almeno così lo chiamavano nel mio paese): sa cozzula 'e s'ou. Ecco, sarebbe interessante conoscere il nome che veniva assegnato nei vari territori della Sardegna e, perchè no ?, anche di altre parti d'Italia, se eventualmente questa tradizione fosse presente.

Giuseppe (704 commenti inseriti)
Mimma ha detto:
03 Aprile 2011 alle ore 22:28:42

Assolutamente vero, caro Ernesto, hai trattato l'argomento in modo compiuto e minuziosamente particolareggiato.
Beh! Non avevamo dubbi su questo, però nasce un problema, io, ora, non saprei cosa scrivere che faccio?
Ho trovato, visto e considerato che sono una ittiresa pura, scriverò le usanze del pane e dei dolci, durante la Settimana Santa ad Ittiri.

Ad Ittiri il pane della Settimana Santa si prepara così: per i bambini si cuoceva del pane chiamato pasta dura con dei disegni sempre fatti di pasta ed al centro un uovo decorato; questo era l’uovo di pasqua di mia nonna.

Si faceva anche del pane che aveva una forma lunga nel quale si disegnava la forma di una faccia con gli occhi; quindi si passava sopra un panno umido che rendeva lucida la pasta e poi si cuoceva in forno.

Altri tipi di pane sono: sa lottura (sempre del tipo pasta dura) detto anche pane russu (pane un po’ duro), il pane fino o spianata che può avere varie forme (tonde sia grandi che piccole o quadrate) ed è sottile e morbido, bianco con macchie scure bruciate; la focaccia chiamata anche pane cola -cola di forma ovale con un buco al centro.

I DOLCI

Per la Pasqua ad Ittiri vengono fatti vari tipi di dolci. I più conosciuti sono i papassini, dolci di varie forme (tondi, a rombo, ovali) fatti con la pasta, le uova e le mandorle. I piricchitti hanno forma di mezzaluna e sono ricoperti con chiara d’uovo montata con zucchero detta la cappa.

Le tiricche di pasta bianca farcite con sa saba (impasto di mosto d’uva cotto miele e aromi) e le formagelle di forma tonda con i bordi ondulati, fatte con il formaggio oppure la ricotta.

In altri luoghi si facevano anche le torte di forma tonda con la farina, il latte, l’amido e la buccia di limone.

Le focacce fatte con farina e strutto potevano essere dolci o salate. Con la ricotta poi si facevano anche i ravioli dolci da friggere e cospargere di zucchero.

Mimma (207 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
03 Aprile 2011 alle ore 12:01:46

Eh, lo sapevo caro Ernesto, che tu avresti dato un ricco contributo di consocenza ai nostri lettori del sito. Mi aspetto da tanti di voi ulteriori arricchimenti ...
Grazie, Ernesto ...

Giuseppe (704 commenti inseriti)
Ernesto ha detto:
03 Aprile 2011 alle ore 05:16:06

Ecco uno degli appuntamenti più sentiti in cui si rievoca la passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo. La Settimana santa è il periodo che va dalla domenica delle Palme alla Pasqua, giorno in qui i cristiani ricordano la resurrezione di Cristo. Il termine "Pasqua" significa "passaggio". I cristiani celebrano, in occasione di questa festa, il passaggio verso una nuova realtà che si concretizza con la vittoria di Gesù sulla morte, e di conseguenza con la speranza per loro di conoscere un’altra vita presso Dio. Nell’ottocento era articolato in tre momenti: domenica delle Palme, il venerdì santo e la domenica di Pasqua.

Il lunedì Santo (Lunis Santu) è il giorno della processione dei Misteri, celebrata in quasi tutti i centri dell’isola. I suggestivi riti, richiamano la passione di Cristo. I cori accompagnano le celebrazioni per tutta la loro durata e i costumi dei celebranti offrono uno spettacolo medioevale e suggestivo.

Il martedì Santo (Martis Santu) vede riproporre la Processione dei Misteri. Le più importanti sono quelle di Alghero, Bosa e Cagliari.

Il mercoledì Santo (Mercuris Santu) in diversi centri è il giorno della vestizione a lutto.

Il giovedì Santo (Giobia Santa) ricorda l’ultima cena del Signore e le chiese sarde sono allestite a lutto con un tradizionale addobbo: su nènniri (germogli di grano, dal colore giallo verdino). La preparazione di questi ornamenti è molto particolare e rituale. Il mercoledì delle ceneri vengono infatti sistemati dei chicchi di grano in un piatto con ovatta. Il piatto viene poi conservato al buio. I chicchi germogliati sono poi essere abbelliti con nastri colorati e sistemati nei sepolcri. Il giovedì si svolge la processione dell'Addolorata: il simulacro della Madonna, nella ricerca simbolica del Figlio, viene fatto entrare in sette chiese cittadine in cui è allestito il Santo Sepolcro.

Il venerdì Santo (Chenabara Santa) è il giorno della Deposizione (Su Scravamentu). Quello della deposizione è uno dei momenti più emozionanti della Settimana Santa sarda. Da più di due secoli vengono usate delle Statue di Cristo snodabili di eccezionale fattura artistica, che donano alla celebrazione un maggiore realismo. Le deposizioni più suggestive sono quelle di Iglesias e di Alghero. Il venerdì si snoda la processione di Gesù che porta la croce al Calvario, seguito, poco lontano, dall'Addolorata. Ma la processione più attesa e suggestiva è quella del venerdì sera, che rappresenta il funerale di Gesù, raffigurato morto in un bellissimo simulacro che risale al Seicento.
Quella del Descenso il venerdì: è la più composita perché oltre alla folla dei Baballotti grandi e piccoli, c’è una serie di personaggi, che vanno dai servi, muniti di scale, ai Varones che rappresentano Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea, fino a due bambini che rappresentano San Giovanni e la Maddalena. Questo corteo è seguito dalla settecentesca lettiga sul quale è disteso il simulacro del Cristo Morto (il Descenso).

Il sabato Santo (Sabadu Santu) è la riproposizione de s’Iscravamentu, che a Cagliari e in altri paesi dell’isola si celebra il Sabato.

La domenica di Pasqua si rappresenta l’Incontro (S’Incontru). Le campane suonano a Gloria i simulacri della Madonna Addolorata lasciano gli abiti luttuosi, per partecipare alla festa de s’Incontru: l’incontro tra Cristo risorto e la Madonna e la processione con Is Madalenas (San Giovanni e Maria Maddalena) e Is Varonis.

Le manifestazioni della Settimana Santa di ALGHERO (Semana Santa de l’Alguer) sono tra le più suggestive della Sardegna, per l’affascinante scenario del centro storico cittadino e per la forte impronta catalana dei riti che si ripetono immutati da secoli. Un ruolo centrale hanno i Germans Blancs (confraternita di N.S. della Misericordia), che dal XVII secolo organizzano le sacre rappresentazioni della Passione. Il dramma della Passione e della Resurrezione del Cristo inizia il Martedì con la Processione dei Misteri e continua in tutta la Settimana Santa. Il Giovedì esce dalla chiesa della Misericordia il Crocefisso. La processione percorre le strade del centro gotico della città seguendo le 14 stazioni della Via Crucis e giunge alla Cattedrale dove il Crocefisso viene esposto alla adorazione dei fedeli. Il pomeriggio del Venerdì Santo si celebra in Cattedrale la Missa fugi-fugi; si celebra poi il rito dello "schiodamento" : quattro baroni (varons) depongono il simulacro nel Bressol, la bara tradizionalmente giunta ad Alghero con un naufragio. Un lungo corteo di fedeli e di donne velate scorta la statua della Mater Dolorosa vestita di nero nella processione detta della "cerca" (las celcas): la Madonna va alla ricerca del figlio morto e sosta per alcuni minuti nelle chiese della città. I confratelli seguono la statua con il feretro, le scale, le tenaglie e i martelli, mentre al posto degli antichi nobili vi sono i sacerdoti che scortano il feretro vuoto con i grandi ceri chiamati "axas" e i cantori che intonano preghiere in musica, con antichi canti catalani e gosos in lingua sarda.
Durante la settimana santa gli abitanti riscoprono il senso della religiosità che sembrava sopito per il resto dell’anno, e soprattutto il venerdì santo, quando nel più profondo silenzio passa la processione notturna del Descenso annunciata da decine di matracculas e da matracconis (chigulas) grandi e piccole e dal loro assordante fragore. In questa settimana è presente e palpabile l’aria della Spagna e dei suoi antichi personaggi e dei suoi simboli: Varones, matracas, Vexillas, baballottis (gli antichi Disciplinanti), hermanos, lettera (con Gesù morto)

Ernesto (278 commenti inseriti)
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