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Reportage N° 1 dal Mali: La Terra dei Dogon.

29 Giugno 2011 - Categoria Vacanze Serene
Autore Giuseppe

  Il popolo Dogon vive tra i dirupi rocciosi della falesia di Bandigara, nel Mali, non lontano dal confine del Burkina Faso. La comunità Dogon vive principalmente di agricoltura (coltivano il miglio, il loro quasi unico alimento, e cipolle). Sono strutturati in villaggi autonomi, governati da un Capo Villaggio, detto "Hogon".
La leggenda narra che gli antenati dei Dogon arrivarono sulla terra dalle stelle. Ed è singolare e soprattutto sconcertante il fatto che gli anziani dimostrano di possedere complesse conoscenze del firmamento, stranamente precise e dettagliate, conoscenze in particolare della stella Sirio e del suo sistema ternario, costituito dalle nane bianche. L'uomo moderno solo recentemente ha potuto verificare tale conoscenza con potenti strumenti e con complessi calcoli. Un vero mistero, che mi affascina. Così come mi affascina tutto ciò che ruota intorno alla loro vita sociale

9 Commenti per "Reportage N° 1 dal Mali: La Terra dei Dogon."
Hanno commentato : Giuseppe (3) | Rita O. (1) | Anna P. (1) | vittoria (1) | Mimma (1) | Antonio (1) | laura (1) |
laura ha detto:
09 Luglio 2011 alle ore 17:38:55

Il paesaggio della regione di Dogon si può dividere in tre parti: un altopiano di pietra (plateau), liscio, bruciato dal sole; più in basso la savana, grande e sabbiosa, disseminata di baobab panciuti e acacie frondose; e il koko, un'impressionante parete quasi verticale che in alcuni punti raggiunge i 500 metri di altezza. La falesia (scogliera) è stata plasmata dagli agenti erosivi che l'hanno resa estremamente irregolare, solcata da calanchi, promontori, gole e passaggi rocciosi che collegano la pianura sottostante al plateau. Il microclima umido e ombreggiato sostiene una densa vegetazione, alimentata inoltre dall'acqua trattenuta nelle fessure della roccia che stagionalmente si raccoglie nelle cavità e negli anfratti degli strati orizzontali o lievemente inclinati.
Straordinaria è la presenza dell'avifauna che annovera specie tipiche degli ambienti di scogliera, come il gheppio volpino, l'astore gabar, l'averla codalunga, la sassicola ventre-cannella e il piccione selvatico.
Le pozze d'acqua sono il paradiso del guardiano dei coccodrilli e del martin pescatore testa grigia, mentre la savana e gli arbusteti accolgono l'otarda del Senegal e la pernice delle rocce.
Circa 250 villaggi dogon si spartiscono questi ambienti; la concentrazione maggiore è localizzata lungo il koko, nei suoi anfratti o sopra i cumuli di roccia che l'erosione ha depositato alla base.
I Dogon sono agricoltori e allevatori organizzati in villaggi autonomi, ma federati, retti da un capo tribù elettivo (hogon) che spesso svolge funzioni anche sacerdotali.
Si installarono ai piedi della scogliera circa 8 secoli fa, dopo essere stati cacciati dagli Arabi dai loro insediamenti originari. Prima del loro arrivo il luogo era abitato dai Tellem, il cui nome significa letteralmente, in lingua dogon, "li incontriamo qui": questo popolo era di bassa statura, viveva di caccia e di raccolta e conosceva da tempo l'uso dei metalli. Le abitazioni di argilla dei Tellem si possono ancora vedere incastonate tra le fenditure della scogliera e attualmente vengono utilizzate come luoghi di sepoltura dei morti. Per i Dogon, animisti, ogni opera umana è il riflesso di un mito e ogni elemento del villaggio ha un significato che rimanda a un ricchissimo mondo di credenze ancestrali. L'economia dogon si basa su una agricoltura elementare che sfrutta al massimo le possibilità offerte da terreni estremamente aridi, ma che l'ombra del dirupo riesce a mantenere a un livello accettabile di umidità.
Una grande civiltà
viene conquistata dall'esterno
solo quando si è distrutta dall'interno
(W. Durant)

laura (40 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
09 Luglio 2011 alle ore 10:28:59

SI', MOLTO INTERESSANTE E, TI CONFESSO, OSSERVATO DAL VIVO, RISULTA ANCORA PU' COINVOLGENTE...
La vita nelle terre dei Dogon è davvero allo stato primordiale: non hanno luce, strade, servizi. E' tutto come poteva essere 5.000 anni fa. Il sistema di pompaggio dell'acqua dai pozzi che tu hai potuto osservare è per loro davvero all'avanguardia. Credo che quello sia stato l'unico pozzo che ho visto con un sistema meccanico. Ma nella generalità dei casi si getta il secchio in fondo al pozzo e poi con la fune con grande fatica lo si tira su. E poi occorre trasportare l'acqua nelle case. I sentieri sono scoscesi, sulle rocce e, ti garantisco, che camminare lì è una impresa difficile. Ed allora vedi tentissime donne e bambine, in lunghe file, con il secchio di terracotta sul capo, in perfetto equilibrio e senza tenerlo con le mani, fanno la spola verso casa ..
Beh, ti confesso, sto seriamente pensando di fare qualcosa in loro aiuto. Ancora non so bene che cosa ... in ogni caso vi farò sapere perchè avrò necessità anche della vostra partecipazione.

Giuseppe (704 commenti inseriti)
Mimma ha detto:
09 Luglio 2011 alle ore 00:56:24

Mi cullo e mi trastullo nel vedere i tuoi filmati. E si, caro Giuseppe, mi hanno letteralmente catturato il cuore, così come lo sguardo dei bambini della terra dei Dogon...
Ho notato che il modo di tirare l'acqua dal pozzo è assai all'avanguardia, così come il modo di produrre la farina, ricavata dal miglio, suppongo.
Curiosa la danza e pittoresche le maschere...
Conclusione: Bello e interessante

Mimma (207 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
02 Luglio 2011 alle ore 12:37:20

Ciao Vitoria, grazie ... ma secondo me non hai fatto bene i calcoli, manca ancora qualche ex... riconta ...

Giuseppe (704 commenti inseriti)
vittoria ha detto:
02 Luglio 2011 alle ore 04:11:02

Caro ex ex ex presidente, dalle immagini del tuo viaggio nel paese delle stelle si intuisce che i Dogon, sono uno dei popoli più affascinanti, per storia e cultura, di tutta l’Africa e, quindi, del mondo intero. Ahi ahi ahi Mali

vittoria (106 commenti inseriti)
Rita O. ha detto:
30 Giugno 2011 alle ore 18:25:13

Grazie Giuseppe,per averci fatto conoscere e apprezzare un Popolo a noi quasi sconosciuto.

Rita O. (7 commenti inseriti)
Antonio ha detto:
30 Giugno 2011 alle ore 01:05:58

Bellissime immagini accompagnate da una musica che pare trasportarti in quella cultura. Veramente interessante

Antonio (13 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
29 Giugno 2011 alle ore 23:21:20

Sì, cara Anna, è davvero una fortuna avere l'opportunità di conoscere i popoli e le loro problematiche. Sai, come appaiono insulse le nostre diffidenze di occidentali nei confronti degli extracomunitari, quando vieni a contatto in questo modo con le loro sofferenze, le loro povertà, ma anche la loro straordinaria ricchezza sociale, culturale .. Noi appariamo ben piccola cosa rispetto a loro , credimi...

Giuseppe (704 commenti inseriti)
Anna P. ha detto:
29 Giugno 2011 alle ore 22:52:19

Bellissimo filmato, beati voi!!!

Anna P. (52 commenti inseriti)
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