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Il 2012 Anno Europeo dell'Invecchiamento Attivo e della Solidarietà tra Generazioni

08 Febbraio 2012 - Categoria Auser
Autore Redazione Sito

Il 2012 è stato proclamato Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni: un'occasione per tutti noi per riflettere su come oggi gli europei vivono e restano in salute più a lungo, nonché per cogliere le opportunità che ne derivano.

L'invecchiamento attivo può dare alla generazione del "baby-boom" e agli anziani di domani la possibilità di:

  • restare occupati e condividere la loro esperienza lavorativa
  • continuare a svolgere un ruolo attivo nella società
  • vivere nel modo più sano e gratificante possibile.

Serve anche a mantenere la solidarietà tra le generazioni in società che registrano un rapido aumento del numero delle persone anziane.

La sfida per i responsabili politici e tutte le parti interessate è migliorare le possibilità di invecchiare restando attivi e di condurre una vita autonoma, intervenendo in settori tanto diversi quanto il lavoro, l'assistenza sanitaria, i servizi sociali, l'istruzione per gli adulti, il volontariato, gli alloggi, i servizi informativi o i trasporti.

L'Anno europeo mira a sensibilizzare a questi temi e al modo migliore per affrontarli. Ma innanzitutto cerca di incoraggiare tutti i responsabili politici e i soggetti interessati a fissare degli obiettivi e realizzarli. Il 2012 vuole andare al di là dei dibattiti e produrre risultati concreti.

8 Commenti per "Il 2012 Anno Europeo dell'Invecchiamento Attivo e della Solidarietà tra Generazioni"
Hanno commentato : Giuseppe (2) | Sergio M. (2) | Andrea c. (1) | Mara (1) | lino (1) | Eli (1) |
Mara ha detto:
22 Febbraio 2017 alle ore 22:02:39

Gli anni passano e il tema dell'invecchiamento attivo diventa sempre più un importante da affrontare. A mio parere un aspetto significativo dell'invecchiamento attivo riguarda l'uso delle nuove tecnologie in quanto possono essere una validissima risorsa cognitiva e di aiuto pratico. Per chi fosse interessato questo è il link di una intervista che ho realizzato sul tema delle nuove tecnologie e gli over 65. Buon ascolto!
http://www.maravesco.it/01-nuove-tecnologie-e-over-65/

Mara (1 commenti inseriti)
Sergio M. ha detto:
07 Dicembre 2012 alle ore 09:17:14

Scusatemi, dimenticavo di scrivere che questi versi, sono stati recitati a Nuoro in occasione della giornata dedicata all’anno europeo dell’invecchiamento attivo organizzata dal CSV Sardegna, dall'Auser, dall'Anteas e dall'Auser.

Sergio M. (39 commenti inseriti)
Sergio M. ha detto:
07 Dicembre 2012 alle ore 09:13:33

A sos pitzninnos de Sardigna

Eo soe imbetzandeminde. Sas ancas
non m’ubbidini che a unu tempus
e pro pacos passos s’alenu mi mancat.
Ma non soe a trettu de non m’ammentare
sa mughida de su sambene in uriccias
cando su rivu ‘e s’amore mi trazavat
e su ocu de sas ideas in sa mente
cando parian pruddedros accorraos
e tottu paris in dolore e gustu.
M’ammento. E m’aggradan sos pitzinnos
cando los vio solos o a troppas
chin sos occios tristos e alluttos
chi mi colan a innantis e non mi viene.
Ma non nd’appo imbidia, mischineddos!
Los lastimo pro sa tristura chi lis luchet
chi la juchen isticchia in cada gestu
los sento e mi nd’impudo de mene
e de tottus sos de su tempus meu
chi crediavamus de truvare su mundu
de atterrare barones e tirannias
e appenas amus vidu sa prima vena
su primu recattu sa prima corcadorgia
nos semus ghettaos a manicare e a bivere
non semus istesorgiaos a dormire
e amus lassau ampramanu a sos marianes.
Poveros zovaneddos de Sardigna!
Sa pitzinnia est unu chelu ‘e attonzu
chi bastat unu tzirriu a lu seccare
sa pitzinnia est unu cantergiu lisgiu
chi non bajulat sos vasos de su ventu.
In sa pitzinnia ‘e visatros mischineddos
su ventu est una turmenta pilisada
e su chelu est annuau dae milli corvos.
Si pro parare unu muru a bos vardare
a nd’isperdere corvos e astores.
mi muttides pro s’azzudu ‘e unu cussizu
eo non so’ troppu vetzu pro bos lu dare
e m’ades a appacchiare sa vetzesa.

Ainu Basciu


La traduzione è:
Io sto invecchiando. Le gambe
non mi obbediscono come un tempo
e per pochi passi il fiato mi manca.
Ma non sono ridotto da non ricordarmi
il rombo del sangue nelle orecchie
quando la piena dell’amore mi trainava
e il fuoco delle idee nella mente
quando sembravano puledri recintati
ed eran tutto insieme dolore e piacere.
Mi ricordo. E mi piacciono i ragazzi
quando li vedo soli od ammassati
con gli occhi tristi e accesi
che mi passano davanti e non mi vedono.
Ma non li invidio, poverini!
Li compiango per la tristezza che traspare
che hanno compenetrata in ogni gesto
li compiango e mi vergogno di me stesso
e di tutti quelli della mia generazione
che credevamo di travolgere il mondo
di atterrare baroni e tirannie
e appena abbiamo visto un inizio di sorgente
un accenno di cibo una forma di giaciglio
ci siamo precipitati a mangiare e a bere
ci siamo stravaccati per dormire
e abbiamo lasciato via libera alle volpi.
Poveri ragazzi di Sardegna!
La giovinezza è un cielo d’autunno
che basta uno stridio a romperlo
la giovinezza è una guancia liscia
che non sopporta i baci del vento.
Nella vostra giovinezza, poveretti,
il vento è una tempesta di tormenta
e il cielo è rannuvolato da mille corvi.
Se per erigere un muro a vostro riparo
per scacciare corvi e falchi
mi chiamerete per l’aiuto di un consiglio
io non sono troppo vecchio per prestarvelo
e voi darete pace alla mia vecchiaia.

Sergio M. (39 commenti inseriti)
Eli ha detto:
15 Febbraio 2012 alle ore 18:14:13

carissimi Giuseppe e Andrea condivido le vostre osservazioni e aggiungo che questa logica porta ad avere tanti giovani inattivi ed emarginati, proprio loro che sono il futuro nostro e dellla nostra società!!!

Eli (2 commenti inseriti)
lino ha detto:
12 Febbraio 2012 alle ore 12:22:43

La vita personale dell’anziano è troppo spesso ridotta a poche, minime attività prive di contenuto sociale. Questo dono del tempo libero, questa età del riposo assoluto a mio parere, e una sorta di pietosa ipocrisia, liberatrice forse dal senso di colpa di cui la coscienza collettiva soffre per l'espulsione coatta dell'individuo dal campo del lavoro e, quindi, dalla vita attiva. Il tempo libero offerto all’anziano è un tempo di forzata inattività nella grande maggioranza dei casi, ragione frequente di emarginazione sociale e di solitudine. La solitudine dell’anziano non si identifica, comunque, con la condizione o lo stato di chi vive da solo o appartato. Per tale situazione è da preferire il termine isolamento che indica meglio la condizione di chi, spontaneamente o costretto da cause esterne, vive isolato, appartato dagli altri, ma non è necessariamente privo di affetti o amicizie, di appoggi, di persone che l'aiutino o l'assistano.
Solitudine vuol dire sentirsi soli e questo accade a chi vive isolato ed appartato, non per scelta propria, ma per condizione imposta dagli organismi sociali, economici e culturali del proprio complesso antropologico. In questo senso possono soffrire di solitudine, sentirsi soli, anche i vecchi che, pur vivendo in famiglia o in qualche comunità di tipo assistenziale, sono comunque ricusati dall'ambiente o non più approvati dalla collettività. Dalla parte dell’anziano c'è, infatti, un bisogno continuo e pressante di affetto ed una costante esigenza di comunicazione che non trovano sempre corrispondenza nei membri giovani e adulti della famiglia. Nella maggioranza dei casi figli e nipoti non sono in grado di dare una risposta completa ai bisogni esistenziali del loro congiunto che finisce per sentirsi un estraneo e quasi un intruso nel contesto affettivo familiare. È indispensabile e urgente un vasto piano geragogico che si proponga di educare la società in generale, oltre che l'individuo e la famiglia, allo scopo di favorire la caduta di tutti quei pregiudizi che hanno relegato l'anziano nel limbo dell'incomprensione e della solitudine.

lino (2 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
10 Febbraio 2012 alle ore 14:34:30

E' proprio vero quello che dice Andrea. Siamo di fronte ad un progetto perverso:
1° si tengono al lavoro gli anziani il più a lungo possibile (ma questo è invecchiamneto attivo?) senza favorire l'inserimento lavorativo dei giovani (vedi le statistiche ...);
2° e poi si mette in atto il concetto sempre valido dell'USA E GETTA ...: spremere gli anziani sino all'inverosimille come un limone e poi buttarli al macero, con pensioni basse, senza assistenza, senza servizi ...
NOI ABBIAMO UNA BEN ALTRA IDEA DEL CONCETTO DI "INVECCHIAMENTO ATTIVO" ...

Giuseppe (704 commenti inseriti)
Andrea c. ha detto:
10 Febbraio 2012 alle ore 11:14:28

Sono d'accordo con te Giuseppe.....
l'unico motivo è !!!!!!!!!!
fare in modo che lo stato paghi meno pensioni possibile...
di sicuro non aiuteranno i giovani a trovare lavoro.......

Andrea c. (22 commenti inseriti)
Giuseppe ha detto:
09 Febbraio 2012 alle ore 14:17:17

Non condivido l'idea che hanno alcuni . L'idea, cioè, che l'Invecchiamento attivo si risolve con l'allungamento dell'età lavorativa: per tenere attivi gli anziani , loro pensano, occorre tenerli al lavoro il più a lungo possibile, sino ad una età avanzata ...

Giuseppe (704 commenti inseriti)
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