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Metto su il pub e lo maschero con il "non profit"

News del 10.08.2010

 Nel mirino della Finanza chi fa passare pub e ristoranti per un’associazione culturale :

Numerosi i casi di furbetti delle onlus che si mascherano dietro al “non profit” per aprire pub, palestre e agriturismi. Con la scusa di fare «promozione della cultura e dell’arte» o di tutelare i diritti civili, nascono bar e sale giochi. Tutto, apparentemente, «per stimolare la civile convivenza ed il rapporto tra i soci».
C’è chi è diventato esperto nell’aprire ristoranti, piscine o altri esercizi commerciali, spacciando tutto per non profit, grazie alla costituzione di un’apposita “associazione enogastronomica e culturale”.
Per esempio, in Toscana l’annus horribilis dei furbetti delle Onlus (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale) fu il 2005. Nel giro di 12 mesi i controlli effettuati dall’Agenzia delle Entrate all’interno del cosiddetto terzo settore portarono alla cancellazione di ben 525 soggetti su 729 esaminati. Una strage.

Accanto a casi clamorosi di grosse organizzazioni che lucravano denari con la scusa del “non profit”, furono scoperte moltissime altre “microassociazioni” fuori regola: «Gente che magari faceva la sagra paesana camuffandosi sotto le vesti di una onlus», raccontano dalla sede regionale dell’Agenzia che ha il compito di svolgere accertamenti in materia fiscale. Sì, perché i più spregiudicati tra i furbetti delle Onlus, non solo intascano i proventi da attività che dovrebbero essere “non profit”, ma addirittura provano a chiedere le agevolazioni fiscali che la legge concede espressamente per quelle associazioni che svolgono un lavoro di interesse pubblico.